Non si vive di solo Effimero

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L’estate è un ricordo lontano ormai. Nei paesi del sud Italia, in particolare nel mese di agosto, come ogni anno, si sono svolte tante manifestazioni a carattere culturale, ricreativo, canoro, sportivo, enogastronomico e si sono celebrate le ricorrenze dei Santi con funzioni religiose e festeggiamenti civili (generalmente una serata con un concerto bandistico e un’altra con l’esibizione di un cantante famoso e infine i fuochi d’artificio).

Anche nel mio paese, Francavilla sul Sinni, si è tenuto un nutrito programma di eventi, grazie alla Parrocchia, alle varie Associazioni, tra cui l’ARCI a cui va il mio più vivo compiacimento per l’impegno che profonde per la diffusione della cultura e dell’arte coinvolgendo decine e decine di giovani.

Non posso non far passare inosservato la mancata partecipazione dell’AssociazioneLa Forgia del Sinni”, che negli anni precedenti ha portato alla ribalta la Storia Locale, il tema della Legalità e dei Diritti Civili e in generale la cultura e le tradizioni locali.

Alla Presidente Tania Pisani, al dr. Lamboglia e a tutti i soci va il mio più sincero ringraziamento per quello che hanno fatto.

Da molti anni ho notato con molta amarezza sia a Francavilla che in tutti i paesi del circondario, accanto all’effimero, non si svolgono più manifestazioni politiche e mi riferisco alle famose feste dei partiti.

Rimpiango i tempi quando le sezioni dei principali partiti politici italiani (DC, PCI, PSI, MSI, ect.) erano presenti e funzionanti sul territorio. Esse erano il luogo dove si discuteva, si decideva e ognuno cercava di dare il massimo impegno perché sentiva forte il senso dell’appartenenza. È qui che si forgiava e selezionava la classe dirigente del futuro. Nel mese di maggio-giugno di ogni anno si programmava la nostra Festa dell’Unità che doveva rappresentare alla intera comunità la capacità organizzativa e di governo del nostro Partito e quindi tutti i compagni davano il loro contributo volontariamente.

Si svolgevano dibattiti quando eravamo alla guida dell’Amministrazione comunale per far da pungolo agli amministratori e mettevamo in discussione la politica dei governi della Democrazia Cristiana. Quando al comune subentrarono i democristiani mettevamo in evidenza gli errori e le scelte sbagliate degli amministratori in carica e indicavamo le nostre proposte alternative.

Ricordo molto bene le lotte per l’Area Artigianale, per fare un esempio. Le serate si concludevano con l’esibizione di complessi e cantanti e la nostra villa comunale diventava una grande balera dove tutti trascorrevano momenti di allegria e spensieratezza ballando a più non posso con la possibilità di gustare “il cibo di strada” dei nostri stand gastronomici (trippa, gliommarjell-involtni-, capretto arrostito, soffritto ect.). Si vivevano momenti molto emozionanti quando si alternava al cantante il nostro inno “bandiera rossa” l’”inno dei lavoratori” e “bella ciao” e nell’intervallo musicale si teneva il comizio conclusivo del Segretario di Sezione e del compagno onorevole o della direzione nazionale.

Festa Unità 5 agosto 1974

 

L’eco della festa rimaneva nel paese per molto tempo, invece quella dell’effimero resta una serata!

Sono cambiati i tempi. Dopo la crisi dei Partiti (vedi mani pulite) c’è stato il berlusconismo che ha significato un cambiamento di rotta dove si dava sempre più importanza al leader a discapito dei vari organismi dirigenti fino ad arrivare alla base.  I partiti di sinistra non sono stati di meno.

Siamo arrivati al punto che tutte le sezioni sono chiuse o non esistono: aprono solamente per le Primarie e quando si vota. Ma ahimè! La favola del pastorello e il lupo è sempre attuale. Infatti, gli elettori partecipano alle votazioni sempre di meno. Siamo arrivati al 50% circa di astensionismo. È un brutto segno per la Democrazia se è vero come è vero che la Democrazia è Partecipazione.

Faccio mio il titolo del libro di Paolo Mieli “il caos italiano”. Sì, ci troviamo proprio in questa situazione. Pertanto, non è un caso che la nostra area sud della Basilicata è quella più arretrata con un indice di emigrazione giovanile molto elevata.

2 Responses to Non si vive di solo Effimero

  1. enustrini ha detto:

    Non credo che l’arretramento dell’area sud della Basilicata dipenda dalla mancanza di partecipazione e di dibattito. Ben altre sono le cause.
    E’ vero, invece, che sono cambiati i tempi e l’effimero è incontrastato protagonista della nostra estate. Per fortuna, è rimasta la Festa dell’Unità con i suoi dibattiti e convegni ma anch’essa macchiata dal disonore della scomparsa del quotidiano L’Unità, definitivamente chiuso senza nessun tentativo di salvataggio da parte del PD e del contributo volontario di tutti i compagni e simpatizzanti. Anche questo è colpa dell’effimero.
    Ermete Nustrini

  2. Ernesto Calluori ha detto:

    E allora ? Il re è nudo ! Insomma, dopo la fase del nuovismo stile anni 90, della rottamazione anni 2000, oggi siamo nella fase del rimpianto. Non ci sono le stagioni di una volta, le ciambelle di una volta e neanche i partiti di una volta. Sono stati eletti, con consensi generali un presidente della Camera e un presidente del Senato, mai eletti deputato o senatore. Abbiamo esaltato “primarie” senza regole che permettevano a chi non era iscritto di valere quale iscritto solo per due euro. La virtù principale richiesta era l’inesperienza, mentre, quella della politica doveva diventare un hobby. In ritardo, ci accorgiamo che i partiti di una volta non ci sono più, dando luogo al leaderismo che prevale ovunque. Il vecchio sistema politico è stato sepolto anche se la classe dirigente comunista ed ex missina si è riciclata, assieme a spezzoni di vecchia DC. I nuovi sono peggio dei vecchi tant’è che abbiamo assistito al passaggio della quaglia da un partito ad un altro che fa il paio con la nuova legge elettorale, dando la possibilità ai capi bastone di nominare i propri lecchini. E’ frutto tutto questo di una mia opinione personale e non sempre le opinioni sono condivisibili.Scusate se è poco !!!…

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