Fondazione Osservatorio Regionale Ambientale, i lavori del convegno sui Siti d’interesse nazionale

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In passato ci sono stati ritardi, ma nell’ultimo anno si è verificata una significativa inversione di tendenza: i progetti di bonifica vanno avanti – grazie all’impegno messo in campo da Ministero, istituzioni regionali, Arpab e mondo della ricerca – e si pensa a come ridare vita alle aree dei Siti di interesse nazionale, aiutando allo stesso tempo il tessuto imprenditoriale. E’ quanto emerso mercoledì sera, nella sala convegni “Don Domenico Scavone” di Tito, nel corso dell’evento “Sin Tito e Val Basento: dopo la bonifica verso il recupero delle aree”, organizzato dalla Fondazione Osservatorio Ambientale Regionale Basilicata (Farbas). A coordinare l’incontro, il presidente del Comitato scientifico della Fondazione, Michele Greco, che ha tenuto costantemente vivo il dibattito, con le sue domande ai relatori ed introducendo temi difficili ma di grande interesse. Dati tecnici, interventi avviati e da avviare, criticità e punti di forza della bonifica, rapporti con le imprese e necessità di informare l’opinione pubblica attraverso un’analisi scientifica: questi, gli argomenti stimolati dal professor Greco, che per quanto riguarda i progetti di bonifica ha evidenziato che “si stanno accelerando i tempi, anche per via di alcuni inserimenti normativi che hanno consentito di velocizzare le procedure”. Ad aprire i lavori, i sindaci di Tito, Graziano Scavone e di Pisticci, Viviana Verri.

Assessore Regionale Pietrantuono

“Abbiamo bisogno di dare vita – ha detto il primo cittadino Scavone – ad un processo ancora più sinergico, che ci consenta di uscire fuori dai vincoli e dagli svantaggi per un territorio”. “I cittadini sui temi dell’ambiente – ha detto invece il sindaco di Pisticci, Viviana Verri – attendono risposte e chiarezza, ma è importante che vengano forniti gli strumenti scientifici per darle”.

Il presidente della Farbas, Giovanni Mussuto “dopo aver ribadito l’importanza di un’iniziativa che vede coinvolte tutte le parti attrici”, ed aver fatto un plauso all’assessorato regionale all’Ambiente “per l’azione messa in campo per dare finalmente un impulso decisivo all’attuazione dei progetti” ha invitato il vicepresidente Pasquale Scavone, già sindaco di Tito, a portare i saluti alla platea per conto della Fondazione. “Affrontiamo un tema che da anni – ha detto il vicepresidente Scavone – interessa le comunità di Tito e della Val Basento. Ringrazio il presidente Giovanni Mussuto, che mi ha dato l’onore di portare il saluto della Fondazione e tutti i presenti: il consiglio di amministrazione e il Comitato scientifico della Fondazione, i tanti rappresentanti istituzionali, i sindaci, il presidente della Provincia di Matera, l’Arma dei Carabinieri, il direttore del Cnr dell’area di ricerca di Tito e la Fondazione Biomedica, che testimoniano tutti l’interesse che esiste in Basilicata su questi temi. Ringrazio soprattutto per la partecipazione l’ingegnere Laura D’Aprile, del Ministero dell’Ambiente. Un riconoscimento particolare va naturalmente alla Regione Basilicata, non solo perché ha voluto fortemente l’istituzione della Fondazione Osservatorio Regionale Ambientale, ma anche per il costante attivismo del Dipartimento e dell’assessore all’Ambiente: grazie a loro si registra un nuovo impulso in Basilicata che spinge ad andare avanti e ad affrontare i problemi. La Fondazione con questa iniziativa vuole trovare il modo di innalzare il livello di discussione, per parlare non solo di bonifiche e di piano caratterizzazione nei Sin, ma anche per lanciare un nuovo messaggio e per ripensare le nostre aree industriali, con il supporto, naturalmente, di tutti gli attori che devono concorrere a tale processo: le istituzioni, le associazioni datoriali e gli imprenditori”.

La dirigente del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, Carmen Santoro, ha illustrato in dettaglio lo stato di avanzamento dei progetti nelle due Sin di Tito e Val Basento. “La Fondazione– ha spiegato – garantisce l’approfondimento utile a promuovere la conoscenza, che serve a contrastare la cultura della gratuita censura, che si registra spesso in materia di bonifica e di caratterizzazione”.

 

“Per quanto riguarda il Sin Val Basento – ha detto invece la dirigente generale del Ministero dell’Ambiente, Laura D’Aprile – ci sono alcune zone che necessitano ancora di attenzione, ma ce ne sono altre, invece, che non presentano criticità. Per il sito di Tito, invece, l’area ha una situazione diversa: ci sono più zone che necessitano di attenzione”. Per l’Arpab è intervenuta la dirigente Laura Gori, che ha evidenziato come “l’agenzia dia supporto alle autorità competenti cercando di intervenire in materia specifica sui siti da bonificare”, mentre per il mondo delle imprese ha parlato il vicepresidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma. “Ringrazio il presidente della Fondazione, Giovanni Mussuto – ha commentato – per il titolo futurista che ha scelto per l’incontro: come recuperare le aree. Oggi, in realtà, le bonifiche non ci sono ancora: nell’area di Pisticci non sono cominciate e a Tito siamo all’inizio. Ma da un anno la forte volontà dell’assessore Pietrantuono ci ha dato speranza”. Una serie di informazioni di natura tecnica sono state fornite da Salvatore Masi, componente del Comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Ambientale Regionale Basilicata: “I Sin – ha spiegato – nascono dall’essere località che hanno ospitato industria: sia a Tito che nella Val Basento, e questo è importante, la maggior parte delle criticità emerse sono ascrivibili a fattori ben noti, ma non anomali rispetto alle attività che vi venivano svolte”. “Con la Fondazione – ha affermato l’assessore della Basilicata all’Ambiente, Francesco Pietrantuono – abbiamo cercato, attraverso un meticoloso lavoro di ricerca, di favorire una informazione puntuale sulle questioni. Dal canto nostro abbiamo messo in moto una serie di progetti. Rispetto alla Val Basento stiamo valutando le condizioni per una riperimetrazione parziale dell’area. Per quanto riguarda le aziende di Tito, invece, abbiamo trovato le risorse ed ora ci vuole un meccanismo di incentivazione per poterle supportare nell’effettuare la caratterizzazione”.

 

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