Pane, diritti e dignità: ecco il senso del lavoro

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Le belle parole, le esortazioni, le lamentele non servono a nulla. Occorre far uscire il nostro amore dalle secche del parolismo vuoto ed inconcludente. Non più parole ma fatti!
Quindi bando alla chiacchierologia. La gente non ne può più di parole, promesse, cambiamenti, lotta alla corruzione. Proclami senza seguito. E’ insopportabile il panorama pensionistico con cittadini di serie A e altri di serie Z: per alcuni, torte nuziali gigantesche, per altri qualche briciola o neppure quelle. Idem per gli stipendi dei soliti che siedono su sedie dove paiono fissati con cemento armato. Troppi, anzi, sempre di più in Italia, non sanno cosa significhi lavorare, piegare la schiena, sudare. Certe leggi per i poveracci nascono e vengono applicate in un battibaleno; per altre caste non c’è nulla da fare: impossibile cambiare!

don camillo Perrone

Ma cosa fanno le istituzioni? Cosa fa la Chiesa? La storia della Chiesa e la storia civile hanno lasciato ampie tracce della solidarietà, di quel sentimento di fratellanza, di vicendevole aiuto, il tutto espresso in vari modi, tempi e luoghi. Per l’esperienza che abbiamo, è possibile seguire i percorsi di quella solidarietà nei servizi sociali che ancora oggi i cristiani esprimono, anche se in forme diverse da quelle del passato. Se nell’ottocento erano le congregazioni religiose che riassumevano la “carità” della Chiesa, oggi altre forme, diverse dagli istituti religiosi, fanno presente l’azione evangelica imperniata sull’aiuto fraterno e solidale. E diciamo che oggi è cospicuo il magistero sociale della Chiesa.
Si pensi ora alla 48°settimana sociale dei cattolici italiani celebrata a Cagliari un mese fa sul tema: “Il lavoro che vogliamo”, tema quanto mai carico, nell’attuale fase storica, di implicazioni sociali e di intrecci con il dilagare delle povertà. Ha presieduto i lavori Mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, presidente del Comitato scientifico e organizzatore.
La dottrina sociale della Chiesa ci dice che è attraverso il lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale che la persona si realizza. Non c’è solo il giusto bisogno economico, il giusto pane, ma anche la realizzazione della persona nella sua dignità, nella ricerca del senso della vita, quindi non prevalga la logica del profitto, ma quella della solidarietà e della giustizia. Al centro di ogni questione, specialmente di quella lavorativa, va sempre posta la persona e la sua dignità: per questo avere lavoro è una questione di giustizia, ed è una ingiustizia non avere lavoro! Quando non si guadagna il pane, si perde la dignità!
E’ questo il dramma del nostro tempo, specialmente per i giovani, i quali, senza il lavoro, non hanno prospettive per il futuro e possono diventare facile preda delle organizzazioni malavitose. E purtroppo il lavoro è tornato a essere precario. Gli ultimi dati offerti dall’INPS parlano di 415mila nuovi posti a tempo determinato su 559mila.


Diciamo che occorre una strategia di lungo respiro che significa investimenti, politiche industriali, innovazione e ricerca, politiche attive, alternanza scuola-lavoro e un piano infrastrutturale degno di questo nome. La programmazione economica non può essere interrotta da costanti campagne elettorali. Francia e Germania finanziano un piano di ricerca e sviluppo da anni, e infatti cominciano a cogliersene i frutti, noi lo stiamo scoprendo in questi giorni, finalmente abbiamo iniziato questo percorso denominato Industria 4.0 .
All’Italia servono investimenti in ricerca e sviluppo e meno tasse, politiche industriali.
Serve una riforma fiscale che abbassi il costo del lavoro, non una rendita per tutti coloro che non hanno un’attività. Dobbiamo insistere sugli sgravi fiscali e sulla contrattazione dei salari.
Inoltre diciamo che “il lavoro è portare il pane a casa con dignità” e non “il pane sporco”, guadagnato con tangenti e corruzione. Le parole semplici di Papa Francesco restituiscono l’idea degli inganni che viziano il mondo del lavoro: un tema a cui il pontefice è particolarmente legato. Cresciuto ascoltando le vicende del padre che, da emigrato italiano in Argentina, aveva vissuto la drammatica crisi economica del 1930, Bergoglio ha raccontato di sapere esattamente cos’è il precariato: “Anche io ho conosciuto l’esperienza della disoccupazione”.
La disoccupazione specialmente giovanile sta tragicamente espandendo le frontiere della povertà. A Messina il tasso di disoccupazione giovanile è del 69,8%. A Catania 64,7, Palermo 63,2 , Napoli 62,8 , Bari 44. Insomma sono principalmente le regioni meridionali a far sì che il tasso di disoccupazione giovanile in Italia sia stabilmente intorno al 40%, il doppio della media dei Paesi dell’Unione europea.
Una frattura generazionale che erode sogni, innesca fughe all’estero, disgrega le famiglie. Ora mettere al centro i giovani, valersi del proprio protagonismo, significherà immettere nella rete sociale la loro capacità di aggregarsi. Intanto il progetto Policoro della Cei, attivo dal 1995 in 13 regioni italiani con 70 diocesi del Mezzogiorno coinvolte, ha permesso la nascita di più di 700 imprese da quelle commerciali alle cooperative sociali fino all’hi-tech. Un impegno concreto sul campo con il finanziamento attraverso il meccanismo del microcredito e una rete di relazioni (commercialisti, consulenti del lavoro) offerta ai giovani imprenditori per schivare le lungaggini della burocrazia. Ma lo scenario resta purtroppo fosco.
Urge un nuovo patto sociale per rilanciare l’Italia: dare un’anima al profitto per il bene comune. Bisogna che le istituzioni politiche e burocratiche facciano molto di più con intelligenza rivolta al futuro e non alla ricerca del consenso.
Ci preoccupa ora la cassa integrazione che si prospetta per FCA, ritardi prolungati nei pagamenti circa il reddito minimo; pagamenti in ritardo per quanto riguarda la forestazione, di cui i sindacati chiedono una riforma urgente. Comunque insistiamo sui seguenti lavori che dovrebbero essere concretizzati nella nostra regione. Lavori per garantire la difesa del suolo, uno sviluppo armonico del territorio e una rigorosa tutela dei corsi d’acqua e delle coste; per una puntuale applicazione e attuazione della normativa nazionale comunitaria in materia di smaltimento di rifiuti, inquinamento atmosferico, rischio industriale e rifiuti tossici nocivi; per uno sfruttamento ecocompatibile delle risorse del sottosuolo (petrolio – acqua – gas); per una forestazione produttiva ed il recupero delle aree interne; per la prevenzione del rischio sismico, geologico e idrogeologico; per il miglioramento della vivibilità urbana e riqualificazione delle aree con forte vocazione urbana; per il recupero del patrimonio edilizio esistente su cui non vi sono stati interventi per leggi speciali.

Mons. Filippo Santoro Vescovo di Taranto

In conclusione, i cristiani missionari nel sociale: il sociale abbraccia l’attività umana dell’uomo. Il lavoro è al centro delle attività. Il lavoro, inserito nella dinamica di Dio, nonostante tutte le sfide, le contraddizioni e i condizionamenti, diventa la migliore testimonianza di un mondo nuovo. Va evangelizzato il lavoro, ma vanno evangelizzati i lavoratori, perché possano capire il lavoro come vocazione. Il lavoro è per l’uomo, non l’uomo per il lavoro. Occorre rispettare i valori quali la giustizia e la carità. La crisi, non solo italiana ma dell’Occidente, non è stata soltanto squisitamente finanziaria, ma frutto di un sistema che ha dato prova di profonde crisi valoriali. Ecco allora la carità quale il servizio sociale, qualunque esso sia, anche se nel linguaggio civile si chiama solidarietà e nella relazione spirituale diventa fraternità.
Per concludere il cristiano impegnato nel sociale è sempre in missione verso l’uomo, l’uomo con i suoi problemi e le sue esigenze, siano esse educative, sanitarie, amministrative, economiche, civili, familiari o semplicemente burocratiche. L’amore per l’uomo e, in primo luogo, per il povero, nel quale la Chiesa vede Cristo, si fa concreto nella promozione della giustizia. Giustizia e carità sono inscindibili, virtù o valori legati fra di loro.
La giustizia è volto della carità: una missione che i papi dell’ultimo mezzo secolo hanno affidato alla Caritas, in Italia e nel mondo.

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