La  festività del Natale.

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       Durante le festività natalizie si è soliti riunirsi  in famiglia per festeggiare il Santo Natale per trascorrere insieme giornate serene e senza pensieri. Ma, se si vuol dare un senso a questa ricorrenza religiosa, non possiamo esimerci dal fare alcune brevi riflessioni sulla stagione convulsa che l’umanità sta vivendo.
      Attraversiamo, purtroppo, tempi difficili e oscuri. Sembra quasi che un vento di follia soffi, impetuoso, in tutto il mondo.  Dappertutto, guerre, disordini, attentati, stragi, paure, emigrazioni in massa di popolazioni oppresse da regimi totalitari e violenti.
      L’Apostolo Giovanni, nella sua opera, “L’Apocalisse“, per primo, parlò dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse, che vengono sulla terra per preannunciare il Giudizio Universale.
     I nomi dei Cavalieri non vengono espressamente menzionati, ma si riconoscono dai mali che ognuno dei Cavalieri porta con sé; e sono: la Guerra, le Pestilenze, la Carestia, la Morte.
    A questi quattro Cavalieri, per la verità, a mio avviso, se ne dovrebbe aggiungere un quinto, il più feroce di tutti: l’Uomo!
     L’Uomo che, per una interpretazione religiosa  distorta, incoerente, ingiusta ed ingiustificata, -interpretazione, peraltro, non condivisa dalla stragrande maggioranza di coloro che professano la sua stessa fede-, odia tutti quelli che non hanno il suo stesso Credo, e che, per questo motivo, in ogni parte del mondo, commette attentati, procurando stragi, morti, lutti, dolori, sofferenze!
      L’Uomo che, per sete di potere e di ricchezza, in molte nazioni del mondo, regna con la forza e/o con sofismi, disconoscendo i diritti fondamentali della persona umana e tenendo i suoi sudditi in uno stato di miseria, di ignoranza, di superstizione e di terrore!
  L’Uomo che, per un mal riposto senso di onniscienza e di onnipotenza, sfrutta massivamente e indiscriminatamente le risorse della terra, inquinando l’atmosfera, il mare e il suolo, e  ponendo le premesse per inimmaginabili disastri e sconvolgimenti  ambientali e mettendo in serio pericolo la vita stessa sul pianeta!
     L’Uomo che, accecato da insane passioni, dall’odio, dalla gelosia, dalla vendetta, dalla violenza, dal  profitto, uccide i propri simili!
     Ed  evito di parlare in questa sede delle manipolazioni genetiche, sia sulle piante, sugli animali, sia sull’uomo.  È un problema complesso, vasto, spinoso, che richiede nozioni mediche, scientifiche, di bioingegneria.                       Dobbiamo augurarci che gli scienziati procedano con prudenza,  nel rispetto di severe regole  di sicurezza, di etica e di morale, per evitare di nuocere alle future generazioni, e per rispettare la dignità del corpo umano.
     Ritornando a questa solenne ricorrenza religiosa, il Natale deve essere l’occasione per riflettere sul significato della nascita di Gesù, Figlio di Dio, fattosi Uomo,  che ha sacrificato la sua vita per la salvezza dell’umanità, e che  ha predicato l’amore, la pace, la fratellanza, la concordia, il dialogo fra tutti i popoli del mondo.
     Ed è dai Suoi insegnamenti, dal Suo esempio luminoso, dalla Sua vita esemplare, dal Suo amore amore  per i più deboli e per i  più indifesi della terra, che  dobbiamo trarre la forza per cambiare il nostro modo di vivere l’atteggiamento verso i nostri simili e verso la natura e l’ambiente in cui viviamo.

Avv. Antonio Berardi

      Tommaso da Celano, biografo di San Francesco  d’Assisi, vissuto  nel dodicesimo secolo d.C. (1200-1270 circa), nel suo poema: “Dies irae, dies illa“, rivolgendosi al Signore, per non essere abbandonato nel giorno del Giudizio Universale, dice: “Quaerens me, sedisti lassus, redemisti Crucem passus, tantus labor non sit cassus” (Cercando me, ti sei seduto stanco, mi hai redento col sacrificio della Croce, che tanto sforzo non sia stato fatto invano).
      E la medesima invocazione dobbiamo rivolgere al Signore in questi tempi difficili, di piombo, che stiamo attraversando.    Illumina la mente delle Tue creature, Signore, accendi nei cuori sentimenti di pace, di amore, di giustizia, di concordia e di unione fra tutte le religioni e i popoli del mondo. Guida le azioni degli uomini per evitare soprusi, sopraffazioni, ingiustizie, miseria, guerre.

Commenti

  1. Ermete Nustrini ha detto:

    Ci sono vari modi per dare un senso a questa ricorrenza; uno di questi è quello di evitare i trionfalismi religiosi e ritrovare, di contro, il valore genuino della famiglia.
    Il Credo di ogni religione si fonda su un principio totalitario : Credo in unum deum, patrem omnipotetem. E questo, di conseguenza, provoca odio verso coloro che hanno un Credo diverso con l’inevitabile corollario di morti, dolori e sofferenze.
    Sono duemila anni che il mondo cristiano, puntualmente ogni anno, invita a riflettere sul significato della nascita di Gesù e dei suoi insegnamenti. Dopo duemila anni di preghiere ed invocazioni alla pace, alla giustizia, alla fratellanza, alla concordia tra tutte le religioni ed i popoli del mondo, il risultato è sotto gli occhi di tutti : un inutile abbaiare alla luna!

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