I Nuovi Cinema: addio al passato, ma la tecnologia avanza.

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Pochi anni fa veniva sancita la definitiva scomparsa nel cinema di una figura storica: quella di Alfredo, interpretata dal vecchio Noiret in “Nuovo Cinema Paradiso“, di Tornatore. Sparirà anche dalla memoria.

Armando Lostaglio

Le ultime sale con il proiettore e le pesanti “pizze” si sono così adeguate ai nuovi impianti digitali, oppure destchiedere chiudere per sempreConformarsi è stato un gioco da alcune decine di migliaia di euro, e un po’ tutte le sale si sono adeguate. Eppure non poche di quelle attive in Italia, hanno dovuto scrivere la parola “fine“. Il mitico “The end” di uno spettacolo che dura da molto più di un secolo, da tanti sogni in celluloide per milioni di bambini e per quegli adulti che in quelle sale, un tempo fumose, ritornavano sognatori: quel cono di luce da quella cabina sul soffitto della sala che il fumo delle sigarette rendeva tangibile, imperscrutabile e misterioso, come lo erano quelle mille e mille storie. Quanti film la generazione dei cinquantenni può ricordare: dalle 3 del pomeriggio fino a sera, visti anche tre volte. I proiezionisti obbedivano ad ogni minima richiesta egli spettatori in sala; ogni sequenza poco a fuoco, o il suono che saltava: urla e schiamazzi, almeno questo accadeva nelle sale di provincia. E loro, i solerti proiezionisti, obbedivano immediatamente alle strillate dei sognatori che non volevano essere risvegliati: un minimo inciampo tecnico e sarebbero ripiombati nella realtà … E solo allora quelle figure prendevano sostanza, “operai metalmeccanici al servizio dei sogni“, ovvero “magici macchinisti dello schermo d’argento” come venivano definiti.

Rionero – Cinema Combattenti

La manopola della luminosità e del sonoro è conduzione non da tutti, quasi da registi celati ed arcani, perché: chi è mai un cineasta se non ci fosse stato il proiezionista? Ora il freddo digitale ha mandato in pensione e in rottamazione le leggendarie macchine Prevost P50 Magnus ad arco voltaico e le consorelle lanterne magiche: la Cineteca Lucana di Nino Martino conserva diversi esemplari, custoditi come si fa con le statue dei santi. All’inizio del secolo scorso, il cineoperatore Serafino Gubbio del romanzo di Luigi Pirandello, lo aveva sentenziato:

“Siamo solo una mano che gira una
manovella; date, date pure alle macchine voraci che aspettano! Questo
doveva avvenire, questo è infine avvenuto”.

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