La Basilicata può scommettere su Turismo e Cultura

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L’anno 2018 è iniziato sotto buoni auspici per quanto concerne il settore su cui poggia l’economia lucana, vale a dire il turismo. Concretamente bel balzo in alto podio cioè la nostra Basilicata additata quale terza meta al mondo da vedere; addirittura la nostra regione meglio dei Caraibi. Tutto ciò è rilevato non sul sito di un qualunque agente di viaggio, ma su quello del New York Times. Il giornale più autorevole al mondo. Storicamente parlando, la Basilicata è stata caratterizzata, fino a pochi anni or sono, da un quasi completo isolamento.

Don Camillo Perrone

Questo, se le ha consentito di conservare, quasi intatte, le sue notevolissime risorse naturali, ambientali, monumentali, non ha permesso che queste risorse pregiate, ed a volte uniche, fossero adeguatamente conosciute all’esterno ed alimentassero significativi momenti turistici, culturali e sociali. Oggi moderne arterie di fondo rompono il secolare isolamento e quindi la Basilicata non è più di difficile abbordo, regione definita nel passato “la cenerentola d’Italia”.
Per una forma di nemesi storica aver sofferto nel passato miseria ed emigrazione, a causa della mancanza di un processo di industrializzazione diffusa, disponiamo oggi di un patrimonio estremamente prezioso dalle fortissime potenzialità.

La Basilicata, regione meridionale posta al centro del Sud Italia, da secoli prospera di esuberanti bellezze naturali, di un patrimonio storico-architettonico notevole, di secolari tradizioni dal grande valore etnoantropologico, di prodotti genuini con tanto di marchio sull’origine protetta e controllata.
Una terra, la Lucania, dalla naturale vocazione turistica, ma che sino a qualche tempo fa ha stentato a decollare nel settore in questione a causa di politiche non convinte e non convincenti sulle enormi potenzialità di questo lembo di territorio italiano ed europeo.
E’ infatti da pochi anni che l’importante comparto, trainante per molte regioni italiane, sta assumendo una rilevanza tale da indurre la governance locale a ripensare al suo ruolo all’interno del sistema economico ormai al collasso. Se infatti molte aziende ancora oggi ricorrono alla cassa integrazione o, nei casi più gravi, chiudono i battenti lasciando fuori centinaia di lavoratori, favorendo la crescita del tasso di disoccupazione, il riverbero sull’intero sistema produttivo è tale da ingenerare cali nelle esportazioni, nell’industria, stagnazione nel commercio, modesta crescita nelle costruzioni e in agricoltura, un mercato creditizio in panne.

Nuove prospettive può offrire invece il turismo, quello intelligente, che opera accanto ai tour operator interessati a implementare nuove strategie di marketing turistico per rafforzare il brand Basilicata. E’ necessario attivare una importante serie di iniziative per promuovere l’immagine della Basilicata non solo in Italia, ma nel resto del mondo.
Occorre puntare su una politica giusta, adeguata e molto efficiente in rapporto al turismo.
La politica per il turismo non può esaurirsi nella richiesta di sole infrastrutture. Lo debbono capire gli amministratori locali. Questo inciso richiama anche un altro aspetto di questa politica. E cioè quello di ripensare criticamente tutto il sistema dei trasporti viario e ferroviario in Basilicata.

Tutti i centri lucani, anche i più piccoli comuni, meritano strade decenti e collegamenti veloci. Anche così si evita il loro spopolamento. Per venire al dunque, allora, cosa può rappresentare per la Basilicata una originale politica per il turismo? In questo discorso, molto complesso e variegato, c’è urgente bisogno di coinvolgere i Comuni, le Province, gli stessi sindacati, le organizzazioni ambientaliste e altri istituti di ricerca che studiano la sostenibilità e la fattibilità di misure specifiche.
Le istituzioni quindi hanno grosse responsabilità, ma i loro sforzi sono comunque costretti a cadere nel vuoto, se non sono accompagnati da una cultura e una civiltà turistica che insieme dobbiamo cercare di costruire. Questa risorsa, proprio perché preziosa, oltre che difesa e tutelata, va utilizzata bene e produttivamente, per creare ricchezza e posti di lavoro.
L’obiettivo deve essere il posizionamento di questa regione nei mercati esteri, Russia, Olanda, Germania, Regno Unito, Svezia, con interessi in nuce in oriente, in particolare in Cina, dove si sta svegliando un certo appetito verso questa parte del mondo.

Monte Pollino “il pino loricato”

Matera, il Metapontino, il Pollino, le Dolomiti lucane, il Vulture per il momento sono le aree più forti su cui punta il turismo lucano, l’area della Val d’Agri con il Parco dell’Appennino Lucano e del Potentino. Naturalmente la città di Matera fa la parte del leone e per molte ragioni.
Sarà per la sua dolente bellezza (Carlo Levi) che travolge ogni strada, palazzo, chiesa. O forse per la suggestione che ogni Sasso è capace di creare. Oppure per la forza ruvida dei suoi paesaggi. Sono tante e tante le ragioni che fanno di Matera la perfetta Capitale Europea della Cultura 2019.

Dopo aver conquistato Pasolini e Mel Gibson, estasiato Pascoli, trafitto Levi, la città dei Sassi e delle chiese rupestri ha convinto anche l’Europa della sua unicità: ed è stata scelta come Capitale della Cultura 2019.
E che dire del Parco Nazionale del Pollino con la grande varietà di ambienti e paesaggi, con le lussureggianti foreste, le fiumare ampie e solatie, con le gole impressionanti e misteriose, le fragorose cascate, le cime innevate fino a tarda primavera, punteggiate dai maestosi pini loricati, veri e propri bonsai giganti di rara e superba bellezza…! Impreziositi da pittoreschi centri storici e da un pregevole patrimonio storico-monumentale, abbracciati da un paesaggio agricolo ameno, i paesi del Parco sono ideali luoghi di villeggiatura e di soggiorno.
A questo punto ci permettiamo di segnalare una grossa emergenza: la rete viaria, in molte parti della regione, è fatiscente, zeppa di buche e frane. Una viabilità molto precaria: reiterate sono le sollecitazioni da parte dei sindaci. Vogliamo qui ricordare che qualche anno fa fu firmato il patto per lo sviluppo della regione Basilicata su cinque assi strategici individuati: infrastrutture, ambiente, lo sviluppo economico e produttivo, il turismo e la cultura, il welfare e la legalità per un investimento complessivo di circa quattro miliardi di euro.
Tornando al discorso iniziale “La Basilicata meglio dei Caraibi” il governatore Pittella è molto orgoglioso così come è orgoglioso ognuno di noi. Ecco cosa afferma il suddetto governatore:

La Basilicata affascina e rapisce, è riuscita a guadagnarsi la visibilità e riconoscibilità anche mondiale, sapendo investire sulle sue peculiarità…”.


Vogliamo ribadire che il modello di utilizzazione del territorio deve avere come obiettivo fondamentale di conservare alle comunità locali beni per loro natura collettivi, di sviluppare forme di turismo sociale, di stabilire un corretto rapporto uomo-natura. Si tratta certamente di finalità non facili da perseguire: ma è su questo terreno che in definitiva si misura una classe dirigente.
In conclusione, alla Basilicata serve una politica e quindi un progetto che individui, con il concorso delle migliori energie della società lucana, un percorso costellato di idee originali, di tempi ragionevoli e, soprattutto, di uomini che siano al tempo stesso intelligenti, determinati e molto ma molto competenti. Il turismo – con gli itinerari e suggestioni tra i luoghi segreti lucani forse ancora inesplorati – si conferma quale settore fondamentale per l’intera economia lucana, in grado anche di assicurare livelli occupazionali consistenti, una scelta strategica a fronte dello spettro dello spopolamento e delle emigrazioni intellettuali.

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