Prima di tutto l’UOMO.

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Prima di tutto l’UOMO.

Non vivere su quesa terra

come un estraneo

o come un turista nella natura.

Vivi in questo mondo

come nella casa di tuo padre:

credi al grano, alla terra, al mare

ma prima di tutto credi all’uomo.

Ama le nuvole, le macchine, i libri

ma prima di tutto ama l’uomo.

Senti la tristezza del ramo che secca

dell’astro che si spegne

dell’animale ferito che rantola

ma prima di tutto

senti la tristezza e il dolore dell’uomo.

Ti diano gioia tutti i beni della terra:

l’ombra e la luce ti diano gioia

le quattro stagioni ti diano gioia

ma soprattutto, a piene mani

ti dia gioia l’Uomo!

Nazim Hikmet

Ultima lettera al figlio

 

 

Considerazioni di Antonio Fortunato

Uomo Vitruviano di Leonardo

Amerai il tuo prossimo come te stesso. Qualsiasi altro Comandamento si ricapitola in queste parole. Così riporta la lettera di San Paolo ai Romani. E il grande poeta Nazim Hikmet questo messaggio vuole dare al figlio nella sua ultima lettera e al mondo intero.

Alla luce della Storia, l’umanità, noi uomini in carne ed ossa, rispettiamo questo comandamento fondamentale? Recepiamo il messaggio del grande poeta? In tutta onestà devo ammettere il fallimento di tanti buoni propositi delle Nazioni, e quindi degli uomini, dopo la seconda guerra mondiale. Siamo sull’orlo di una guerra nucleare; viviamo nel vecchio continente in un clima di insicurezza per il fenomeno dell’immigrazione. Chi blocca le frontiere, chi fa un’accoglienza limitata chi accoglie in maniera molto approssimativa e a nulla valgono le esortazioni di Papa Francesco ad aprire i nostri cuori per i fratelli in difficoltà che arrivano dai Paesi in guerra o per motivi economici.

Dall’altra parte, la stessa umanità, in Italia come nel resto del mondo, ama coccolare cani, gatti e altri animali di varie specie.

Solo in Italia, secondo il rapporto Assalco-Zoomark 2017, ci sono sessanta milioni di pet, tra cui 14,5 milioni di cani e gatti, per una spesa che, tra alimenti, cure, cucce e giochi, raggiunge 4 miliardi di euro l’anno.

Perché questa generosità umana? Li amiamo alla follia, è scritto nel DNA, secondo il Prof. John BRANDSHAW dell’Università di Bristol USA.

Li ama persino Berlusconi (ricordate lo statista (sic!) con in braccio un agnellino nella sua villa di Arcore?) Per racimolare insieme alla Brambilla qualche voto tra gli animalisti.

Furbo, lui. Le associazioni animaliste in questi anni hanno ottenuto leggi che proteggono gli animali da compagnia e non. Bene hanno fatto. In Italia però, e credo anche i altre parti del mondo, leggi che tutelano le piante in generale non ce ne siano. Ci sono i vincoli nei Parchi Nazionali e molte specie vengono preservate. Ma in che modo si maltrattano le piante? Ecco alcuni esempi. Dove sorge la Scuola Media di Francavilla, in località Farneta, perché era una zona tutta ricoperta di farnie (una varietà di quercia) sono state piantati dei tigli.

Ebbene, questi alberi, prediligendo luoghi freschi ed ombreggiati non hanno avuto uno sviluppo adeguato. Invece un querciolo messo a dimora con gli alunni della scuola media ha raggiunto dimensioni ragguardevoli, perché la Farneta è il suo habitat naturale.

L’edera che copre una parete o una ringhiera cresce bene in una zona ombreggiata. Se mettiamo a dimora un abete vicino alle abitazioni, non cresce bene (vedi foto). Nelle abitazioni la sansevieria non sopporta il freddo i raggi solari diretti e troppa acqua. Diversamente muore di marciume radicale.

In occasione del Natale in molte famiglie si usa allestire l’albero come simbolo della festa al di là anche dell’aspetto religioso, impiegando anche abeti naturali. Se con cura mettessimo le piccole piante in un vaso idoneo, le potremmo usare per molti anni per poi metterle in pieno campo, logicamente in luoghi idonei creando un polmone verde in prossimità delle città, altrimenti muoiono e creiamo ulteriori rifiuti.

Le recinzioni, i muretti e le ringhiere molte volte si costruiscono soppiantando le vecchie siepi. È un errore gravissimo per l’ambiente, bisognerebbe ripristinarle con molti arbusti perché si creano le condizioni favorevoli a tanti uccelletti, insetti, lucertole, ricci e altri animaletti in via di estinzione. E poi la bellezza del verde non ha eguali in un muretto o in una inferriata o in una rete metallica.

Siccome le piante sono esseri viventi dotate secondo studi recenti, di una certa sensibilità, occorrerebbe rispettare le indicazioni e i consigli degli esperti per essere un buon pollice verde. Si potrebbe pensare anche ad una normativa che regoli in modo più appropriato e rigoroso il mondo vegetale.

One Response to Prima di tutto l’UOMO.

  1. Flora Febbraio ha detto:

    Bellissima la nota poesia, bellissime e condivise le tue considerazioni. speriamo che giungano anche a chi di dovere… C’è un gran bisogno di cominciare a voltare pagina nel comportamento di ciascuno.

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