Costruttori di una Chiesa viva e solidale

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In un periodo di incertezza sociale ed economica, chi ha responsabilità pubbliche deve sentire, promuovere e testimoniare l’esigenza di diventare quasi un presidio per le categorie più deboli; soprattutto verso coloro che, senza loro colpa, mancano di stabilità e sicurezza nel lavoro.

don Camillo Perrone

E’ necessario, perciò, che essi uniscano onestà, autorevolezza e professionalità nello svolgimento dei compiti propri del loro ruolo. Ciò favorirà, attraverso una concreta e vera promozione del bene comune, un reale servizio alla giustizia e alla pace. Lo ricorda espressamente il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa: “Il ruolo di chi lavora nella pubblica amministrazione non va concepito come qualcosa di impersonale o burocratico, bensì come un aiuto premuroso verso i cittadini, esercitato con spirito di servizio” (n.412). Al presente le parole non bastano, occorrono fatti convincenti.
Il mondo di oggi chiede un annuncio silenzioso e fortemente carico di sorpresa che prepara e dà significato e credibilità all’annuncio esplicito: il discorso, cioè, dei gesti.
Di fronte ai gravi problemi del mondo di oggi è necessario offrire gesti testimonianti solidarietà, coinvolgimento, gratuità e aiuto concreto. La testimonianza della vita è segno e qualificazione della propria fede e della volontà non solo di “dire”, ma anche di “fare”.
Pur tenendo presente la distinzione di ciò che si deve fare in quanto comunità di fede e di ciò che si richiede in quanto cittadini del mondo (cf. GS n.43), bisogna rinnovare la possibilità di tutti, e specialmente dei giovani, di operare con molta generosità e con geniale intuizione. Senza cadere in un eccessivo clericalismo diciamo che noi con il Battesimo, posti sotto il sigillo di una vitale ed esistenziale, seria appartenenza a Cristo, siamo impegnati a essere “pietre vive” per costruire con lui la sua Chiesa, Chiesa che come afferma Papa Francesco, deve riscoprire quel “nuovo umanesimo nel Suo Fondatore”, attraverso lo sguardo costante verso gli ultimi “sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti”, sapendo che “questo nostro tempo richiede di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli”.
Ognuno di noi, si deve sentire chiamato e scelto da Dio, per una missione particolare da compiere nel drammatico mondo della disparità, del travaglio quotidiano, della sofferenza, in maniera da essere costruttori di amicizia, di accoglienza, di dialogo, di confort, di assistenza, di accompagnamento.
Con decisione, senza pigrizie, senza compromessi o mezze misure, superando ogni mediocrità, in forza del Battesimo ricevuto, ogni uomo deve seguire Gesù nel costruire un nuovo ordine sociale, fondato sulla giustizia, sul rispetto, sulla vera fraternità umana, l’ordine della pace. Tutto ciò è una missione che richiede, prima di tutto coerenza di vita.

Mons. Orofino Vincenzo

Non basta essere credenti, occorre essere credibili” ha lasciato scritto il giudice Livatino, ucciso dalla mafia. Rendere concreta la fede cristiana, la quale non è un incontro con una ideologia, una sapienza, una sorta di galateo. La fede è l’incontro con il Risorto che ci rivela l’amore del Padre. Il Cristianesimo non è neanche un sentimento. Esso non è divisibile in una sfera privata o pubblica: è l’avvenimento della presenza di Dio nella storia.
Dio è intervenuto nella storia dell’uomo per salvarlo, cioè per cambiarlo, per renderlo Sua immagine, nella sua totalità.
La fede non è per “consolarci”: è per il cambiamento nostro e del mondo.
Siamo vicini alle elezioni e il clima politico si surriscalda nel Paese, con i partiti che, come al solito, danno il peggio di sé, pur di raccattare qualche voto in più. Ogni giorno, sempre più in basso, tra litigi, divisioni e insulti. In una confusione totale, che non lascia sperare nulla di buono per il Paese. Dell’interesse dei cittadini, soli pochi segni. Così anche del problema del lavoro e del futuro dei giovani. Richiederebbero impegno, intelligenza, programmazione e visione di futuro. Troppa fatica. Più facile, allora, parlare alla pancia della gente. E speculare sulle loro paure. Basta un “capro espiatorio”, e lì scaricare il malessere generale.
La politica sia meno cinica sui migranti. Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, anziché costruire la pace, seminano violenza.
La via per un deciso superamento dei pericoli di annose disgregazioni che il nostro Paese corre, e che ricorrono nella storia d’Italia, è indicata nei due principi basilari della dottrina sociale della Chiesa, la solidarietà e la sussidiarietà. E’ quest’ala via per un raccordo e una profonda sinergia tra le varie dimensioni: nazionale, mondiale, locale e familiare. L’Italia non sarà pienamente se stessa, non potrà far fronte come dovrebbe alle responsabilità che il Papa le ricorda, finché questo nodo non sarà sciolto, o almeno avviato ad autentico scioglimento. La dottrina sociale rappresenta una grande risorsa, per comprendere i problemi e per orientarsi nell’azione con spirito operoso. Questa è davvero la scuola di Cristianesimo, fortemente voluta da S.E.Mons.Vincenzo Orofino, Vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro, scuola che vuole suscitare in tutti, pastori e fedeli laici, un rinnovato amore per Cristo Gesù e per la sua Chiesa, affinchè vengano incarnati concretamente i grandi valori della fede cristiana, che sono valori di civiltà. In questo contesto, e a proposito, verrà celebrato il 27 gennaio c.a. il secondo evento di Dottrina sociale della Chiesa con occhi puntati sulla sussidiarietà.
Il convegno sarà tenuto a Agromonte di Latronico. E’prevista la partecipazione massiccia di sacerdoti e laici per ascoltare l’On. Maurizio Lupi circa le tematiche e problematiche su cui ci siamo sopra soffermati. L’intento del Presule suddetto è quello di approfondire i principi fondamentali che sono alla base dell’impegno sociale dei cristiani.
E’ necessaria una nuova forza politica di ispirazione cristiana, al prossimo appuntamento elettorale, definito estremamente importante. Un partito che sappia affrontare i nodi terribili della civiltà industriale avanzata: terrorismo, violenza, droga, condizione metropolitana, secolarizzazione del senso della vita, spinte corporative, declino dello “stato assistenziale”, difficoltà di conciliare governabilità democratica, democrazia economica e pluralismo sociale. Urge porre attenzione a talune radici della violenza, alla somma di sbandamenti morali e civili, di aridità spirituali, di disinganni e fanatismi, di tormenti e di esaltazioni che hanno aperto e possono ancora aprire il cammino senza futuro e senza speranze del terrorismo.

Maurizio Lupi

E’ un forte invito alla responsabilità, ma anche alla testimonianza della responsabilità: nella scuola, nelle istituzioni educative, nei mezzi di comunicazione, oltre che nei partiti e nelle varie istituzioni pubbliche. In merito occorrono uomini capaci di comportamenti coerenti, caratterizzati da autentica moralità e dal valore trascinante dell’esempio.
Si avverte quindi l’esigenza del rinnovamento, il bisogno di modificare le strutture organizzative, l’urgenza di approfondimento culturale.
In conclusione la Chiesa , che non ha soluzioni tecniche per i problemi sociali e politici, ha però il compito di “evangelizzare il sociale”. Rispettando l’autonomia delle realtà temporali, la comunità ecclesiale lascia ai cristiani singoli e associati di tradurre, sotto la propria responsabilità, le istanze del Vangelo in cultura, leggi e istituzioni, preoccupandosi soprattutto di formare i credenti alle virtù civili, alla partecipazione, al servizio, alla capacità critica, alla competenza, alla coerenza etica. L’azione politica da strumento per la crescita della collettività non si degradi a semplice gestione del potere, né per fini anche buoni ricorra a mezzi inaccettabili.

One Response to Costruttori di una Chiesa viva e solidale

  1. Ma puo’ la Chiesa affidare a un Ministro dimissionario per via del Rolex del figlio,alleato e fidatissimo di Berlusconi condannato in via definitiva per frode fiscale e grande collaboratore di Formigoni ,anche egli con problemi giudiziari,il compito di testimoniare e di parlare della politica sociale dei cattolici?Ha la credibilita’questo Onorevole dopo che il Parlamento Italiano voto’,per scagionare il capo di Forza Italia nonche’Presidente del Consiglio dei Ministri,che Ruby era la nipote di Mubarak?

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