ELEZIONI: addio manifesti e comizi

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Ricordate le interminabili  file di lamiera che correvano lungo i marciapiedi, parallele alla strada, ricoperte di manifesti?  A pochi giorni dal voto sono rimaste ancora spoglie. E’ il segno visivo dei tempi che cambiano.

Addio ai cartelloni, agli enormi tabelloni sei metri per tre; sono rimasti i volantini porta a porta e durante il mercato, ma solo nei piccoli centri. Assistiamo ad una campagna elettorale tristissima, lontana dalla gente,  vuota di motivazioni forti e di contenuti, senza grandi  comizi  ne’ adunate di piazza.   I manifesti sono stati sostituiti dai post sui social network ed anche i leader  di partito si sfidano a distanza dai salotti televisivi e dalle loro pagine web.
Ricordate l’imponente nave da crociera affittata da Silvio Berlusconi, pochi anni addietro, per la sua campagna elettorale nei maggiori porti italiani ? Oggi, lo stesso Cavaliere, si affida ai messaggi Whats Up, come un qualsiasi cittadino.

Così, i grandi comizi sono una autentica rarità perche’ i leader politici preferisono la TV.  I vari salotti televisivi nazionali (senza contare quelli delle reti locali),  sono la riprova che la politica si è definitivamente spostata in Rete.
Facebook e Twitter sono le nuove tribune politiche; facili ed a costo zero. E’ più conveniente cercare di convincere milioni di telespettatori che incontrare in piazza qualche centinaio  di sostenitori peraltro già convinti e fedeli al partito.

Gli elettori restano distanti dai leader ma restano distanti anche gli avversari;  salvo piccole eccezioni, i leader preferiscono evitare di misurarsi direttamente.  E’ lontana l’epoca dei grandi faccia a faccia  in prima serata;  non essendo possibile rinunciare agli incontri pubblici si preferiscono quelli riservati o ristretti: una foto tra i banchi del mercato;  una ripresa in sella alla bici;  stile “aperitivo” per piccole chiacchierate con un numero limitato di elettori e, perché no, anche in chiesa non solo la domenica ma anche ai funerali.  Insomma, in strada.

L’avvento invasivo della Rete ha modificato rituali vecchi di un secolo.  Il rischio è che la distanza tra politica e cittadini tenda ad aumentare. Bene la deputata Paola Binetti  quando afferma, sul suo blog: “La gente si innamora del profilo mediatico assai più che non della persona nella sua concretezza, capacità, formazione e storia politica“.
E’ più conveniente lanciare, attraverso i social, insulti agli avversari, programmi surreali e promesse fantasiose;  tutto rigorosamente senza alcun contradditorio.

I comizi a cielo aperto restano ormai un vero azzardo che pochi vogliono correre; così, si fa appello alla imprevedibiltà della stagione invernale.  In verità, il vero rischio è quello di affrontare piazze quasi deserte. E non solo per il freddo.

Commenti

  1. Antonio Fortunato ha detto:

    Purtroppo è cosi’.Addio anche altoparlanti montati sul tettuccio di una utilitaria per annunciare il comizio .Bandiera rossa,Bianco fiore,Inno di Mameli e altri inni si diffondevavo in ogni localita’ abitata destando negli elettori dei vari partiti un grande entusiasmo e orgoglio per appartenere a quella determinata aggregazione.

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