Francavilla: il Commercio è morto

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Gli ultimi anni in Italia, ma in particolare al Sud sono stati di crisi profonda, la realtà commerciale ed artigianale di Francavilla non ne è stata immune, anzi.

Se prima la collocazione geografica ci avvantaggiava affidandoci il ruolo di “centro commerciale naturale” del Senisese, oggi quel privilegio sembra essere del tutto un ricordo svanito in là nel tempo.

Municipio di Francavilla in Sinni

L’apertura in Policoro e Galdo di Lauria di due enormi strutture distributive, contenitore di decine di punti vendita con le più svariate categorie merceologiche e “l’emancipazionecommerciale di Senise, anche qui decine le attività aperte, hanno drenato clientela e risorse dalle nostre attività. Se ci aggiungiamo lo spopolamento dei paesi nostro naturale bacino di consumi e le vendite on-line, evoluzione di questo millennio, il quadro è completo e dalle tinte fosche ed oscure.

Francavilla non è stata certo immobile, c’è un saldo positivo tra aperture e chiusure e la qualità degli esercizi aperti è superiore alla media di quelle che con ricorrenza si “vedono in giro”. Tutto qui? Purtroppo No.
Il dato importante sarebbe poter ragionare su valori economici aggregati, non tanto il saldo delle attività cessate e create, ma sul fatturato che tutte le attività hanno prodotto. Non credo ci sarebbe stupore nello scoprire che il fatturato, quindi la ricchezza “locale” creata, si è drammaticamente ridotto impoverendo di fatto il “nostro sistema paese”.

Queste circostanze negative ne avrebbero avuto contro almeno una positiva per la nostra collettività: l’elezione a Primo Cittadino del geometra Francesco Cupparo.
Il Sindaco degli ultimi sette anni non è una persona “qualsiasi” ma un imprenditore, probabilmente il più importante del Senisese, capace quindi di interpretare al meglio le esigenze di commercianti ed artigiani.

Così però non lo è stato, così non è.

Se ha gestito al meglio la fase di apertura delle attività produttive in quell’area artigianale attesa da anni e frutto del lavoro delle amministrazioni che lo hanno preceduto, poco, anzi nulla è stato fatto per le attività commerciali.

In quell’insediamento al ridosso del Sinni un movimento spontaneo e popolare ha impedito che fosse collocato un impianto per il trattamento dei rifiuti, dalle dubbie caratteristiche, che ci avrebbe trasformato da paese dal complesso tessuto imprenditoriale ed elevato potenziale turistico a discarica.
La domanda che sorge spontanea è: ma cosa può fare un “povero” Sindaco contro la globalizzazione ed il naturale evolversi della vita economica?
La risposta è: può e deve fare.

In questi anni non c’è stato da parte del Sindaco e di tutta la sua amministrazione nessun tipo di coinvolgimento delle attività commerciali-artigianali, nessun incontro con le categorie, nessun “tavolo tecnico” per confrontare le attese degli esercenti le attività produttive.

Dagli incontri, che non ci sono stati, sarebbero scaturite proposte per l’avvio di una nuova vita commerciale del paese, idee per arginare l’emorragia di “presenze”, suggerimenti frutto della conoscenza che ognuno degli esercenti di Francavilla ha accumulato in decenni di lavoro ed esperienza.

Invece nulla, invece il nulla.

E’ stato frutto di poca sensibilità, indifferenza, impreparazione? Non è questo il momento per parlarne, il motivo della presente non è la polemica su quello che il Sindaco e l’amministrazione non hanno fatto o saputo fare, ma lo stimolo ad incontrare in assemblea pubblica quella classe imprenditoriale cittadina per avviare o tentare di farlo, il processo di riscatto di una intera comunità.

Molto tempo è stato perso ma al termine del suo mandato manca ancora qualche anno e ci sarebbe il modo e la possibilità se non di invertire, almeno di arginare la desertificazione imprenditoriale della nostra comunità.

Francavilla per storia e vocazione non lo merita!
Francavilla merita altro!

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