Il Presidente parziale

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Il nascente governo non piace ai mercati, non piace all’Europa ma soprattutto non piace al Presidente della Repubblica Mattarella.

Da un paio di giorni, infatti, il Presidente non fa altro che lanciare moniti: il sovranismo non va bene, non si può fare a meno dell’Europa, i ministri li scelgo io, le leggi senza copertura saranno respinte, fino a… il premier lo scelgo IO.

Dopo 3 anni di silenzio, durante i quali non una scelta del governo è stata messa in discussione, e dopo aver accettato di nominare premier (Gentiloni) la persona indicata dal segretario del Pd, improvvisamente il Capo dello Stato di un sistema parlamentare si è trasformato nel Capo dello Stato di un sistema semi presidenziale, in cui il Presidente sceglie il capo del governo, i ministri e detta loro la linea politica.

Peccato che il cambio di ruolo non abbia alcuna investitura popolare, peccato che il nostro Macron sia stato peraltro eletto da un parlamento che esprimeva un’altra maggioranza politica.

Il Presidente imparziale dovrebbe garantire che il governo operi nel rispetto della costituzione e delle leggi.

Se invece si preoccupa di contrastare la nascita di un governo che non gli piace e di ostacolare scelte politiche a lui non gradite, diventa un Presidente parziale.

L’Italia oggi ha solo bisogno di un governo, un buon governo.

Che provi a realizzare i programmi elettorali (di Lega e 5S), votati e graditi agli elettori.

Se non governerà bene, sarà gentilmente invitato a farsi da parte alla prossima tornata elettorale.

Ma dagli elettori, non dall’Europa, non dai mercati, non dal Presidente parziale.

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