Il Presidente Parziale – due

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“IL PRESIDENTE PARZIALE“

“Francavilla informa” ha pubblicato nei giorni scorsi un “Trafiletto” dal titolo “Il Presidente parziale”. Il contenuto, ed i termini apodittici, rinviano a presumere che l’autore sia un esperto di diritto costituzionale, che abbia letto ed approfondito la nostra Costituzione e/o voglia esprimere, sostanzialmente, critiche per posizione ideologica preconcetta contraria, o comunque diversa, da quella del Presidente Mattarella.

Mario Di Nubila

La anomalia della critica è l’evidente contrasto con atti posti in essere, con giudizi di autorevoli personalità del mondo giuridico-costituzionale e politico, che hanno riconosciuto al Presidente Mattarella doti e comportamenti, finora, di grande correttezza istituzionale, rispetto massimo delle prerogative proprie e degli altri organi istituzionali dello Stato, accorto esercizio delle responsabilità a lui attribuite dalla Carta Costituzionale.

Nella vicenda attuale, della difficile formazione del nuovo governo, finora si è limitato a ricevere ed ascoltare i preposti alla possibile compagine governativa, non sta “ ”scegliendo il capo del governo, i ministri e dettando loro la linea politica”” con “cambio di ruolo, senza alcuna investitura popolare”!  Queste prerogative, al momento non esercitate, sono contenute nella solenne applicazione dell’art.92 della Costituzione, secondo cui “”Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questi, i ministri””.

Alla luce di tale formulazione da parte dei padri costituenti, non è consentito ad alcun “capo politico” presentarsi e “designarsi” Capo del Governo già durante la campagna elettorale, con evidente pessimo gusto e scorrettezza, non solo di galateo, istituzionale! Così mi pare inattuale e fuorviante il riferimento a presunti e “censurabili” “moniti” del Presidente, secondo cui “le leggi senza copertura saranno respinte”; l’art. 81 della Costituzione prescrive, con chiarezza : “Ogni legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.” Perciò mi pare che le improprie “notazioni” siano affette e viziate da “aciduli” preconcetti, nella forma e nel contenuto. “ Amicus Plato sed magis amica veritas”!

Potenza ,19-5-2018

Commenti

  1. Vincenzo De Paola ha detto:

    Con riferimento all’art.92, riporto sinteticamente una formulazione interpretativa, consultabile sul sito della Presidenza del Consiglio (http://www.governo.it/il-governo-funzioni-struttura-e-storia/la-formazione-del-governo/186), laddove si afferma che nella prassi l’articolo non è mai stato declinato come il semplice atto di nomina del Presidente del Consiglio e dei ministri, ma come un processo articolato e complesso composto da varie fasi.
    Ciò che mi interessa sottolineare è il richiamo al conferimento dell’incarico: “il Presidente conferisce l’incarico direttamente alla personalità che, per indicazione dei gruppi di maggioranza, può costituire un governo ed ottenere la fiducia dal Parlamento”.
    E ancora: “nella risoluzione delle crisi si ritiene che il Capo dello Stato non sia giuridicamente libero nella scelta dell’incaricato, essendo vincolato al fine di individuare una personalità politica in grado di formare un governo che abbia la fiducia del Parlamento”.
    Che poi è quanto accaduto dal 1948 ad oggi.
    Con riferimento all’art. 81, il Presidente ha il diritto di rinviare tutte le leggi che vuole (anzi, più questo potere viene esercitato, più come cittadino mi sento garantito da un sistema efficace di controlli), mi è sembrato surreale citare l’articolo più disatteso della Costituzione.
    Una sua solo parzialissima applicazione (dal 1948 ad oggi) avrebbe evitato all’Italia di accumulare il 130% di debito pubblico.
    Ma è anche vero che nella vita non è mai troppo tardi.

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