Sarno 1998 – 2018:  una lezione mancata.

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In occasione della ricorrenza della tragedia di Sarno, Sergio Rizzo ha ricordato la drammatica sequenza di quelle ore e lo sconforto derivante dalla mancata lezione per le amministrazioni pubbliche.
Quel maggio del 1998 doveva essere una lezione per tutto il Paese: prevenire il dissesto idrogeologico; frenare l’abusivismo; risanare il paesaggio ferito.
Dopo vent’anni di lavori infiniti, il fatto più concreto di questa lezione è che la spesa iniziale prevista di 160 milioni di euro è lievitata a ben 400 milioni. E, come se non bastasse, il grande progetto Sarno, partito con 220 milioni di euro di Fondi Europei per il risanamento strutturale dell’intero corso del fiume, non è mai partito

L’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale ( Ispra ) ha tracciato una situazione del dissesto territoriale a dir poco allucinante:
le frane censite su tutto il territorio nazionale sono 614.800. Dati attendibili fino ad un certo punto. Infatti, oltre la metà delle Regioni sono ferme al 2007;  una foto vecchia di dieci anni!
Eppure l’aggiornamento di quella fotografia sarebbe essenziale per una politica seria di prevenzione.

L’Europa non perde occasione per rimproverare all’Italia di non fare prevenzione; anche perché ogni euro speso per la prevenzione ne fa risparmiare oltre quattro per riparare i danni. Ma da quell’orecchio non ci abbiamo mai sentito perché è impresa titanica mettere ordine nei conflitti di competenze. Al contrario, abbiamo preso quell’amichevole rimprovero per imbastire una campagna populista contro le “ingerenze” negli affari interni nazionali.
Il vero motto delle nostre amministrazioni pubbliche è il più popolare “campa cavallo“. In tutto ci vuole tempo; sempre poi che vada tutto liscio, cosa da noi quasi impossibile.
Un esempio per tutto. Nel 2014 il governo Renzi tentò di mettere ordine nei conflitti di competenza dove il caos regnava (e regna) sovrano.
Basti pensare che su ogni singolo intervento sono almeno tredici gli Enti coinvolti, dal Ministero all’Ambiente ai Consorzi di Bonifica. E le resistenze di questi 13 soggetti sono il più delle volte insormontabili !

Sarno (SA) la Frana

La legislatura è finita e così anche il destino  di questa struttura di missione contro il dissesto idrogeologico sembra ormai segnato;  qualcuno ne sarà sicuramente contento. Ha sempre funzionato così in Italia: i ministri passano, i burocrati restano.
A tutto questo si aggiunga l’incompetenza di molti Comuni a fare gli appalti.  Ma questo è un’altro  capitolo che varrebbe la pena approfondire.

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