La “DANTE” ed i 70 anni della “COSTITUZIONE”

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La “Società Dante Alighieri” di Potenza ha celebrato la sua “Giornata” in Potenza, con la X edizione del “Premio di Cultura del Comitato di Potenza, con la evocazione dei 70 anni della entrata in vigore della Costituzione. La manifestazione, svoltasi nell’Aula Consiliare della Provincia, a conclusione di una serie di incontri, che hanno avuto quali protagonisti alunni e docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado di Potenza, oltre che della Università di Basilicata.

Società Dante Alighieri

Una partecipazione, ampia ed attiva, al concorso promosso dalla “Dante”, stimolata anche da “conversazioni” svolte nelle scuole del Capoluogo. La “Giornata”, con la partecipazione, significativa, anche per presenze istituzionali, del Sindaco di Potenza ing. De Luca, del Prefetto d.ssa Cagliostro, del Presidente della Provincia dr Valluzzi, ha visto momento di interessante richiamo alla trattazione da parte del dr Domenico Mutino, Avvocato Distrettuale dello Stato sul tema “L’Ordinario ed il sublime nella Costituzione”, dopo l’introduzione, svolta dalla Presidente del Comitato della “Dante” Prof. Maria Raffaella Pennacchia Vertone, coordinatrice attenta ed efficace delle iniziative del “Comitato” di Potenza.

Interessanti conclusioni della fase introduttiva sono state svolte dall’Avv. Ivana Pipponzi, Consigliere Regionale di Parità e dal Sen. Mario di Nubila, Vice Presidente del “Comitato della Dante”. Momento centrale le motivazioni, rilevate ed offerte dalla Giuria del “Premio”, che hanno accompagnato le premiazioni dei giovani partecipanti. E’ stata sottolineata, con apprezzamento e soddisfazione, la sensibilità espressa dai giovani, con le loro penetranti riflessioni, verso i contenuti della “Carta Costituzionale”, anche nella loro attualità, l’ampia partecipazione degli istituti scolastici, con la preziosa ed attiva collaborazione dei dirigenti scolastici e dei docenti. Le considerazioni, evidenziate, di ragazzi, sulle “regole, che possono sembrare vecchie, scadute, date per scontate, ma che in realtà stanno alla base della nostra società, delle libertà…nel rispetto della legge” sottendono l’invito, l’esortazione alla ricerca, che i giovani fanno, in positivo, sui valori che la “Carta” pone e propone.

Mario Di Nubila

Si sottolinea, altresì, l’attenzione al senso dello Stato, quale Stato democratico, in cui si esprime la sovranità del popolo e certamente la condanna di chi, in modo inopportuno, disaccorto, sprovveduto, proclama, come rappresentante di nuova formazione politica  “lo Stato siamo noi!!”  Finora sembrava di dover attribuire espressione analoga solo a Luigi XIV, monarca assoluto di Francia ”L’Etat, c’est moi “ (1655)! Rilevate, fra le tante, apprezzate riflessioni, ideazioni di forme dialogiche tra “figlio e padre” e tra “nipote e nonno” i quali, nella diversità dei tempi e di succedersi di generazioni, trovano valutazioni concordi sui valori espressi dalla “Carta”.

Pietro Calamandrei

Significativo ed interessante riferimento, tra i tanti altri, quello di alunna di provenienza da Stato estero della fascia africana-mediterranea, ben inserita nella cultura del nostro Paese, che ricorda la passione evocativa, la perorazione accorata e l’ammonimento memoriale, da cui è colpita, di Piero Calamandrei nel “discorso sulla Costituzione” del 26 Gennaio 1955 nel Salone degli Affreschi della Società Umanitaria di Milano a giovani studenti:

”La Costituzione non è una carta morta, è un testamento di centomila morti, caduti in combattimento, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento!”  “ Morti, perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carte”.

Potenza,9-6-2018

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