55 anni da Gli uccelli di Hitchcock

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Sceneggiato da Evan Hunter – l’italo-americano Salvatore Alberto Lombino, lucano – uno dei massimi scrittori americani del Novecento

Usciva in questi giorni, dopo la visione al XVI° Festival di Cannes di cinquantacinque anni fa, quel terrificante film che ancora oggi non smette d’impressionare: Gli uccelli di Alfred Hitchcock. Lunghe settimane di preparazione del suo “The birds”, con quell’angoscia primordiale piovuta dal cielo, da quelle creature volatili fino ad allora innocue che si ribellano all’uomo e al suo tentativo di compromettere irrimediabilmente la natura: almeno questa è una lettura ecologica di quel capolavoro. Un autore, Hitchcock, che come pochi, ha saputo guardare lontano, e che solo in questo film non ha voluto (provocatoriamente) che apparisse la parola “The end”, Fine.        

Armando Lostaglio

Si parlerà a lungo di questo film, sebbene la fama e il genio del maestro inglese lo guidasse con altre opere nell’olimpo dei grandi di ogni tempo.    Una scena girata e non inserita nel film riguardava Melanie e Mitch che, scherzando, provano a spiegarsi gli attacchi degli uccelli (ai quali, nel film, non viene data una vera, definitiva spiegazione); ma di questa scena sono rimasti pochi frammenti ed ovviamente la sceneggiatura. L’autore è Evan Hunter che aveva scritto un finale diverso, e che non venne mai girato (forse perché avrebbe richiesto un ulteriore mese di lavoro) nel quale Mitch con la sua famiglia e Melanie, escono dalla casa assediata dai corvi ed in macchina attraversano il paese completamente devastato e messo a soqquadro, mentre un gruppo di uccelli li attacca cercando di forare il tettuccio dell’auto decappottabile.

Gli uccelli di Hitchcock

Ispirato dal romanzo di Daphne Du Maurier, il film-cult di Hitchcock, ha avuto come sceneggiatore uno scrittore di gialli fra i più prolifici del secolo scorso: Evan Hunter, dicevamo, ovvero Ed McBain, ovvero Salvatore Alberto Lombino, di chiare origini italiane. E lucane. Con questi due pseudonimi, ma non soltanto con questi, firmò molte delle sue opere. Ma il nome di battesimo era italiano. Le sue origini affondano nell’Appennino lucano. I genitori partirono nel 1900 da Ruvo del Monte (Potenza) alla volta di New York City, dove lo scrittore nacque il 15 ottobre 1926. Nel 1952 aveva ottenuto l’autorizzazione a cambiare il proprio nome in Ed McBain. Centinaia sono i romanzi pubblicati, soprattutto polizieschi, e molte le sceneggiature, firmate non solo con Evan Hunter. Quello di Ed McBain è ad esempio la firma della sua vasta produzione poliziesca. Fra gli altri pseudonimi usati figurano anche Richard Marsten, Hunt Collins, Ezra Hannon e Curt Cannon. È con Evan Hunter che ha siglato quelli che sono probabilmente i suoi romanzi di maggiore impegno: Il seme della violenza (The blackboard Jungle, del 1954) da cui l’omonimo film, e la sceneggiatura originale del film Gli uccelli. Si può dunque affermare che il film fra i più raccapriccianti di Hitchcock ha radici lucane. Con lo pseudonimo Ed McBain ha invece firmato la famosa serie di romanzi dell’87° Distretto e la serie di Matthew Hope.

Lo scrittore scomparve in America nel luglio 2005, ma le sue opere restano dei capolavori del genere poliziesco ed introspettivo.

 

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