Rifondare l’Uomo, questo è il problema

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Da più parti – e da tempo – si invoca il rinnovamento generale ovvero la riforma dello stato sociale, delle pensioni, la riforma della scuola, della società, della giustizia e quant’altro.
Ma alla base della riforma del nostro mondo c’è quella che riguarda l’uomo; per poco che riflettiamo, comprendiamo e anzi ci convinciamo che ciò è una priorità assoluta, una vera emergenza.
La soluzione di tutti i problemi della società nazionale e internazionale si riduce in fondo a questo: bisogna rifare l’uomo, ricostruirlo, rieducarlo per avere una società più giusta, più sana, più onesta.
E’ inutile imprecare contro i tempi tristi e la società malvagia. Chi impreca contro i tempi tristi e la società, magari senza pensarlo, cerca degli alibi per scaricare la sua coscienza di gravi responsabilità personali, per giustificare la sua resa al male che diventa così qualcosa di ineluttabile e di fatale.
Eppure non dovrebbe essere difficile capire che è l’uomo triste e malvagio, non i tempi e la società, che sono delle astrazioni di comodo per volontà deboli e irresponsabili.

Don_Camillo_Perrone

Occorre riflettere, esaminare se stessi, la propria coscienza alla luce del decalogo ed ecco il valore, la necessità della fede cristiana, la quale ci illumina mettendoci nelle condizioni di riconoscere i nostri errori, cioè il male fatto e quindi il bisogno di ritornare a Dio, di convertirci al bene e alla virtù.
Il mondo sembra totalmente impazzito, la creatura di Dio si macchia di peccati ed è infettata dalla superbia, e per questo l’uomo, nella sua perversione, è vittima delle forze del male e predisposto alla dannazione; la sete di denaro, l’avarizia ha reso ladri tante persone, l’avidità come l’invidia, è allo stesso tempo, colpa e condanna di chi se ne fa vittima, tutti sono rosi dall’identico, irrefrenabile desiderio di possedere e di avere sempre di più; tutto è competizione, per il territorio, per il cibo, per il sesso; ed è per questo che nel mondo non c’è più la lealtà, nessuno è più fidato ed affidabile.
L’uomo è soprattutto condizionato oggi da una atmosfera materialistica dalla quale non riesce a liberarsi: visione della storia, concezione della vita, tempo libero, svago e spettacolo, sono non di rado totalmente pieni di edonismo, di determinismo, di materialismo. Perfino la scienza è impostata in modo tale che invece di liberare autenticamente l’uomo, lo spinge ancora più profondamente in questa corrente materialistica, la cui forza è caratterizzante della storia e della cultura contemporanea.
Come ci può confortare la cultura moderna che mistifica il peccato, riducendolo a condizionamento sociale, a patologia psicologica, a inconscio collettivo, a naturale conseguenza della finitezza umana?
Questa visione non nega il peccato, ma lo giustifica. Ma Dio, nella Sua onnipotenza garantisce a noi la libertà di dire “sì” e di dire “no”, con la nostra responsabilità.
E diciamo ora che anche se l’uomo pecca, Dio rispetta la sua libertà; d’altra parte Cristo ci insegna che il migliore uso della libertà è la carità che si realizza nel dono e nel servizio e rifuggendo dagli idoli non pochi e insidiosi che tormentano l’uomo e lo istigano.
Oggi gli idoli non si chiamano più “vitello d’oro” ma hanno nomi moderni:
avanzamento, conto in banca, moda, sport, droga, gioco, auto, sesso, dominio; 

-alla “ragione di stato” sono stati immolati milioni di esseri umani nei campi di concentramento; agli idoli della tecnica e del progresso vengono maciullate numerose vite umane per colpa delle macchine; anche il culto della velocità ha le sue vittime; gli idoli del gioco e del piacere mantengono una detestabile prostituzione; per il denaro si uccide, si martirizza, si fa abortire. Anche tante cose buone in sé e lodevoli possono diventare veri idoli quando ad esse viene sottomessa tutta la vita, quando se ne diventa praticamente gli schiavi.

A questo punto diciamo che urge rifare l’uomo dal di dentro.
E’ necessario mettere in evidenza il rinnovamento interiore dell’uomo. Nell’uomo che ha smarrito il senso della verità. Dell’uomo che gode e si diverte e tanto fruisce dei mezzi eccitanti una gaudente esperienza, da sentirsene presto annoiato e deluso.
Bisogna rifare l’uomo dal di dentro. E’ il processo di autorinascita – semplice, come un atto di lucida coraggiosa coscienza – complesso, come un lungo pedagogico tirocinio interiore.
Momento di grazia, che di solito non si ottiene che a capo chino, comprendendo le implicanze della fede cristiana.
La fede si vive solo nella conversione. Solo cambiando strada, mutando atteggiamento, rinnovando il cuore è possibile vivere nel Vangelo di Gesù ed essere suoi discepoli.
Ma da che cosa e come convertirsi? Gli idoli del denaro, del sesso, del successo si insinuano così sottilmente che facilmente ci illudiamo. E anche se ne prediamo coscienza, come liberarcene? Fanno tutti così ci giustifichiamo.

Occorre moralità rispetto e solidarietà e quindi ci chiediamo di quali valori avranno più bisogno in futuro gli italiani per stare meglio insieme? Per migliorare la convivenza sociale in Italia i valori considerati necessari sono moralità e onestà (secondo il 55,5%), rispetto per gli altri (per il 53,5% degli intervistati) e solidarietà (secondo il 33,5%).
Non è un generico richiamo al merito o all’autonomia individuale, quindi, ma il lento, difficile, sofferto, condiviso impegno collettivo in una diversa quotidianità dei rapporti fatta di maggiore rispetto e attenzione per gli altri. La felicità terrena, per quanto è raggiungibile, non coincide né può coincidere con la formula del benessere a tipo consumistico ed egoistico.
Bisogna allargare l’orizzonte sul mondo, con una preoccupazione più acuta ai valori della giustizia e della carità.
Papa Francesco nell’anno della misericordia da lui indetto e già celebrato ha rivolto a tutti questo messaggio:

“Il mio invito alla conversione si rivolge con ancora più insistenza verso quelle persone che si trovano lontane dalla grazia di Dio per la loro condotta di vita. Penso in modo particolare agli uomini e alle donne che appartengono a un gruppo criminale, qualunque esso sia. Per il vostro bene, vi chiedo di cambiare vita. Non cadete nella terribile trappola di pensare che la vita dipende dal denaro e che di fronte ad esso tutto il resto diventa privo di valore e di dignità. E’ solo un’illusione. Non portiamo il denaro con noi nell’al di là. Il denaro non ci dà la vera felicità. La violenza usata per ammassare soldi che grondano di sangue non rende potenti né immortali. Lo stesso giunga anche alle persone fautrici o complici di corruzione. Questa piaga putrefatta della società è un grave peccato che grida verso il cielo, perché mina fin dalle fondamenta la vita personale e sociale”.

Ma Bergoglio soprattutto si prefigge e mira al rinnovamento delle nostre Chiese nella linea del Concilio Vaticano II per cui urge un’opera di rievangelizzazione e di catechesi, un cambio di cultura e di pedagogia. Una nuova cultura e una nuova pedagogia nascono da uomini nuovi, radicati nel loro popolo, da operatori convinti, entusiasti, qualificati con una formazione globale e specifica.
Un futuro nuovo delle nostre Chiese dipende dal rinnovamento di tutte le componenti ecclesiali; come pure il rinnovamento non è rimesso alla discrezione o all’arbitrio di nessuno e di nessuna cosa: è sollecitato, sì, dai segni dei tempi, ma deve inequivocabilmente fondersi sulla roccia dell’intangibile “Parola-evento” della “Rivelazione-salvezza”.

Mons. Orofino Vincenzo

A proposito significativo quanto raggiunto obiettivo “dal discernimento comunitario al rinnovamento dell’azione ecclesiale” di Mons. Orofino – Vescovo di Tursi-Lagonegro – con vari incontri e dibattiti per una Chiesa Diocesana sinodale e credibile.
In conclusione, nella prospettiva di un rilancio della promozione dell’uomo e del cristiano e delle ragioni del bene comune, risalta la necessità di una nuova coscienza morale nell’impegno sociale e politico, oltre quello religioso.
Siamo chiamati a dare alla vita cristiana una espressione autentica, coerente, interiore, piena, capace di rinnovare la faccia della terra, mirando ad una conversione dei sentimenti personali, ad una liberazione dai mimetismi convenzionali, ad un rifacimento delle nostre mentalità, con la deplorazione delle nostre mancanze.

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