Presentato a Francavilla l’ultimo libro di don Enzo Appella “Ad uno ad uno”: un appello a riscoprire il nostro humanum

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Sabato 15 settembre, presso l’antica Foresteria della Certosa di San Nicola di Francavilla in Sinni, alla presenza del Vescovo della nostra Diocesi S. Ecc. Mons. Vincenzo Orofino, è stato presentato alla nostra Comunità l’ultimo libro di don Enzo Appella, docente di Sacra Scrittura presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Luigi, a Napoli e presso l’Istituto Teologico di Basilicata, a Potenza, nonché Vicario episcopale per la formazione del clero.

La Turra Francavilla in S.

Dopo gli indirizzi di saluto e l’introduzione del Parroco Mons. Francesco Lacanna, è stato don Gianluca Bellusci, Prefetto agli studi dell’Istituto Teologico di Basilicata, Vicario episcopale per la pastorale e Parroco di Lagonegro, ad accompagnare i presenti lungo il cammino – tracciato da don Enzo nella sua opera – della riscoperta dell’humanum attraverso le riflessioni su ciascuno dei dodici apostoli più la Maddalena.

L’esigenza che ha spinto l’autore a scrivere le pagine di “Ad uno ad uno” è quella che egli stesso definisce “l’emergenza per i nostri tempi”, ossia “cercare l’uomo”, anche alla luce delle direttive emerse nel corso del Convegno ecclesiale “In Gesù Cristo, il nuovo umanesimo”, celebrato a Firenze nel novembre del 2016.

“È indubbio” – sostiene l’autore – “che il deficit di umanità è universalmente evidente, basterebbe leggere un po’ di cronaca quotidiana: azioni e persino discorsi di una ferocia inaudita, senza neppure la benché minima parvenza di umanità. La violenza e il tasso di aggressività hanno accresciuto il loro vigore”.

La riflessione non è di poco conto: noi cristiani del nostro tempo e nel nostro tempo non possiamo e non dobbiamo dimenticare che siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio. Perdere l’humanum significa, quindi, perdere Dio, dimenticarci della sua immagine che è impressa in noi e nei fratelli e sorelle che ci camminano accanto.

E dunque,

“attraverso il mettere in evidenza la trama tipologica caratteriale dei Dodici, cioè il loro personale humanum, come un ordito e quasi fosse un controcanto è possibile far emergere l’Humanum pienamente compiuto del Signore”.

presentazione libro “ad uno ad uno” di don Enzo Appella

Mi piacerebbe richiamare un passo del Vangelo:

“In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, dì a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»” (Matteo 22,15-21).

Gesù non cade nella trappola ben congegnata dai farisei, ma chiede di rispettare la legge degli uomini e, quindi, di rendere a Cesare quello che è di Cesare. Sulla moneta mostratagli, infatti, c’era l’immagine dell’Imperatore Tiberio, il Cesare di turno.

momento della presentazione del libro di don Enzo Appella “ad uno ad uno”

Se a Cesare va reso quello che è suo, ossia le monete su cui è impressa la sua immagine, che cosa va reso a Dio? A Dio va reso l’uomo, perché nell’uomo, in ogni uomo, è impressa l’immagine del suo Creatore. In ciò sta l’importanza del riscoprire l’humanum, ossia la vera essenza degli esseri umani.

Solo facendo ciò,

“da passivo e inanimato, da inerte e inerme, il nostro essere umani si rianima, riprende vita, colore e forma. Riappare l’immagine divina incisa nel nostro humanum. Arriva il momento di rendersi conto che l’uomo è possibile vederlo sommamente realizzato, splendido nella sua immacolatezza, corrispondente pienamente al progetto (archetipale) del Creatore, solamente nell’Uomo perfetto, in Gesù di Nazaret”.

A don Enzo va un sincero ringraziamento per l’opera che ci ha donato, unito all’augurio di un futuro ricco di riflessioni come questa, utili per non farci dimenticare chi siamo in un’epoca caratterizzata dalla diffusione di “dottrine che tentano d’imporsi con sistemi sempre più spesso subdoli, dal post-umano al trans-umano”.

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