Il 21° Religion Today Film Festival di Trento chiude con entusiasmo e freschezza

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Trento. Il primo premio al film My short words (Il mio piccolo mondo) del turco Bekir Bulbul (70 minuti) esalta una rassegna di altissimo livello: suggello finale la presenza di Terence Hill che ha portato in competizione il suo primo film da regista Il mio nome è Thomas.

La 21^ edizione del Religion Today Film Festival di Trento ha rispettato al meglio il copione nell’insito confronto tra le generazioni quale tema centrale, imperniato sul dialogo interreligioso. La nuova direzione artistica è stata ben espletata da Andrea Morghen.

La Giuria internazionale ha dunque lavorato con massimo impegno per conferire i premi in un confronto che ha visto una elevata qualità nelle diverse sezioni. Queste le motivazioni: “My short words è un viaggio di formazione di tre adolescenti (encomiabile l’interpretazione) spinti dalla curiosità di scoprire quel grande lago che pur in lontananza sovrasta il loro villaggio anatolico. E così partono nell’arco di un giorno, fra giochi e litigi, in un confronto che porterà alla scoperta dei propri limiti: è l’adulto che si formerà in loro dopo l’esperienza della scoperta di se stessi e che il lago interpreta come un sogno toccato con mano. Il regista adatta una delle storie dei viaggi del poeta mistico sufi Mevlana Rumi e del teologo Said Nursi”.

Il Premio speciale “Spirito della fede” (ideato di Gilli Mendel) va ad Haldaa di Tauquir Ahmed, Bangladesh: “E’ il fiume Haldaa, con la sua sacralità ad esprimere la quotidiana sofferenza e la ricerca di una esistenza migliore che nelle donne fa sempre più fatica ad emergere, ad ogni latitudine. Ma il fiume conosce la vita, perché filtra ed accompagna il loro sacrificio”.

Il Premio cortometraggi a The violet di Baquer Al-Rubaie. “Il film iracheno ci conduce (in 19 minuti) nella tenerezza di due bambini violata dalla guerra: una femminuccia ed un maschietto (eccellenti nella loro naturale interpretazione) i quali con il gioco e la fantasia riescono a convivere ed a sopravvivere nella immane tragedia scandita dalla morte quotidiana, fatta di case ed auto bombardate, di persone la cui vita non ha alcun valore. Ma la vita è bella anche per loro, la loro ludica presenza è lì ad ispirare ancora il battito divino che vibra nei loro occhi.”

Premio Documentari a Women of freedom di Abeer Zeibak Haddad.

“Nell’arco di un’ora questo film palestinese riesce ad accompagnare lo spettatore nel girone dantesco della violenza che le donne sono costrette a subire da parte di una cultura retriva che fa dell’onore del maschio e della società araba il punto indiscusso dell’esistenza collettiva. Ma la fede potrà salvare questo mondo?

La Giuria internazionale ha voluto anche conferire un riconoscimento alla carriera di Terence Hill evidenziando la sua mitezza e la capacità di esaltare il “fanciullino” dentro di noi (di pascoliana memoria) che le sue interpretazioni hanno saputo sempre mettere in luce. La Giuria si è avvalsa della professionalità di Milyausha Aytucanova, direttrice del Kazan International Film Festival; di Sadia Khalid dal Bangladesh sceneggiatrice di film interpretati da attori come Keaneu Reeves, Joaquin Phoenix; di Armando Lostaglio (unico italiano, dalla Basilicata) critico di cinema, fondatore nel ’94 del CineClub Vittorio De Sica – Cinit, autore di documentari e testi di cinema promotore di mostre e rassegne; Gilli Mendel responsabile di iniziative educative alla Cineteca di Gerusalemme, presso l’Israel Film Achive, l’Israel Film Fund e l’International Jerusalem Film Festival; Linda Nelson dagli Stati Uniti dove ha fondato la IndieRights Movies a sostegno del cinema indipendente. A compendio delle diverse iniziative inserite dal direttore artistico Morghen, Armando Lostaglio e Gilli Mendel hanno anche svolto un seminario sul Cinema alla facoltà di Sociologia dell’Università di Trento.

Molti i premi ad altri film provenienti da moltissime nazioni di ogni parte del mondo: una eccellente sintesi di mondi altri che solo i diversi linguaggi del cinema sanno ben interpretare, nei fermenti e contraddizioni contemporanei. Da segnalare il premio Nuovi sguardi dell’Università Salesiana al film coerano Sermon on the mount della regista monaca buddista Yoo Yunguee (presente a Trento), che in una caverna fa discutere di cristianesimo e beatitudini alcuni giovani studenti coreani. La Giuria Signis ha premiato Resurrection del belga Hoornaert (dai toni bergmaniani), mentre per la colonna sonora riconoscimento al film When Rumi meets Francis di Mohamed Kenawi di origine egiziana. 

Religion Today è nato come festival itinerante, un “viaggio nelle differenze” sempre attento a dare un contributo culturale di apertura degli orizzonti. Hanno offerto un notevole contributo volontario giovani ed associazioni: Bianconero che organizza il festival, presieduta da Alberto Beltrami; la stessa Arcidiocesi e la Trentino Film Commission, con la conduzione di workshop sia all’Università di Trento che nelle scuole, condotte da Katia Semprini.

Andrea Morghen ha fondato nel 2014 con la regista Lia Beltrami – artefice storica di Religion Today e vincitrice lo scorso anno del Leone d’oro per la Pace la casa di produzione Aurora Vision, realizzando documentari e reportages sui diritti umani, il dialogo tra culture, le emergenze umanitarie e la solidarietà in Marocco, Uganda, Giappone, Filippine, Etiopia, Sri Lanka, Albania, Tanzania, Ghana, Kosovo Stati Uniti, Israele Messico e Mozambico.

Ufficio Stampa

CineClub “Vittorio De Sica” – Cinit

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