Gastronomia Lucana: Vincotto di Mosto

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Amate anche voi la cucina della nonna? La pasta fatta in casa, i sughi dal sapore deciso realizzati con ingredienti genuini? I dolci di una volta preparati per le grandi occasioni come il Natale, il Carnevale, la Pasqua e i matrimoni? Amate fare ancora le conserve dolci e salata?

La cucina della nonna, quella di una volta fatta di sapori veri ed indimenticabili sta pian piano scomparendo in favore di piatti veloci da realizzare con sughi e prodotti precotti.

Lucia Antenori

Con questa rubrica “Gastronomia Lucana” mi piacerebbe insieme a voi lettori andare alla scoperta dei sapori di un tempo della nostra Basilicata e riproporli per cercare di ricostruire insieme la cultura della nostra cucina contadina e condividerla con un pubblico più ampio. Scoprire vecchie ricette, ma anche capire come la cucina tradizionale si sia trasformata nel tempo mantenendo comunque sapori antichi.

La nostra regione, per molti aspetti ancora sconosciuta, ha una ricca tradizione gastronomica che pur variando da paese a paese, ma addirittura da famiglia a famiglia, si caratterizza per l’uso di alcuni ingredienti che fanno da filo conduttore in tutte le cucine come ad esempio i peperoni cruschi, la semola di grano duro, il caciocavallo, l’agnello, il maiale.

Il mio intento è quello di proporvi delle ricette che conosco bene perché appartengono alla mia cittadina, Venosa, ma anche quelle che grazie a voi scoprirò. Le proverò per voi, le fotograferò e le racconterò per condividerle. Per non dimenticare il nostro passato, per rituffarci in un mondo che i nostri figli o i giovani non conoscono, fatto di sapori, profumi ed emozioni di famiglie numerose ed allargate.

Le ricette che via via vi proporrò saranno stagionali, legate ai ritmi della terra e collegate alle varie ricorrenze.

 

La ricetta del vincotto di mosto

Gastronomia Lucana: vincotto di uva

 

La ricetta che vi propongo oggi e quella del vincotto di mosto una ricetta antichissima di cui si hanno tracce nella storia dell’antica Grecia e poi di Roma e lungo tutto il Medioevo fino ad arrivare ai giorni nostri.

Il Vincotto è realizzato da vitigni di uva nera, dopo la pigiatura il mosto viene fatto cuocere fino ridurlo notevolmente del suo volume. Poi versato in contenitori e conservato per più anni. Nel passato veniva preparato rigorosamente a luna nuova, quando la luna non era visibile.

Dosi e ricetta estesa la potete trovare nel mio blog Quella lucina nella cucina cliccando qui Vincotto ricetta di famiglia. 

https://www.quellalucinanellacucina.it/vincotto-ricetta-di-famiglia-basilicata/ 

Come si usa

Nella mia famiglia questo delizioso sciroppo viene utilizzato per dolcificare alcuni biscotti come i mastaccioli, il ripieno di castagne e ceci dei calzoncelli natalizi, nel grano dei morti.

Quando ero piccola, veniva usato per ammorbidire le pettole indurite, versato sulle scartellate o sulla granita, la parte ghiacciata e pulita della neve che cadeva sui tetti. Oppure veniva riscaldato e bevuto in piccole quantità quando si era raffreddati. Mia madre, ancora oggi, quando mi sente tossire mi raccomanda di bere il vincotto caldo!

Gastronomia Lucana: vincotto di uva

Dimenticavo di dirvi che questo prezioso sciroppo non contiene alcool, quindi può essere consumato tranquillamente anche dai bambini.

 

Curiosità

Lo sapevate che il Vincotto è ricco di polifenoli e quindi ha proprietà antiossidanti per il nostro organismo? Interessante, vero?

Ora tocca a voi raccontare

Contattateci per dirci se lo realizzate nello stesso modo in cui lo faccio io; come lo utilizzate in cucina e se avete qualche aneddoto riguardo a questa ricetta.

Aspetto le vostre mail per conoscere le vostre ricette di famiglia!

Commenti

  1. Antonio Fortunato ha detto:

    Complimenti per l’iniziativa.Anch’io amo la cucina della mamma,essendo piu’avanti negli anni,perché la mia cucinava molto bene.Secondo il Dizionario Dialettale di Francavilla sul Sinni “u’ cuo’tte” è il mosto di uva nera cotto (sapa o saba).Da noi non si dice “vino cotto”.D’altra parte è improprio il termine,perché si cuoce il mosto e non il vino.Quello che prepariamo non è molto denso per evitare che gli zuccheri caramellino (diventando molto scuro con il sapore di eccessiva cottura)e lo usiamo,oltre che per le citate ricette,per preparare le “cipolline in agro-dolce” e la “cotognata”.

    • Lucia Antenori ha detto:

      Grazie per essere intervenuto, farò tesoro di quanto ha aggiunto. E’ chiaro che il termine “vincotto” è un termine dialettale. Ora però sono curiosa di provare le cipolline in agrodolce.

  2. Rosanna De Carlo ha detto:

    Io ho un mio cavallo di battaglia, mio perché ho continuato a curarlo senza mai abbandonarlo.era una ricetta del periodo natalizio ma io la ripeto in continuazione: peperoni sott’ aceto ripieni, al mosto cotto

    • Lucia ha detto:

      Ciao Rosanna ora mi hai incuriosita. Mi piacerebbe conoscere la tua ricetta potresti mandarci una mail con ingredienti e procedimento? La proverei molto volentieri per pubblicarla. Di che zona sei?

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