Una sfida nuova per il Sindacato: la partecipazione all’impresa

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Il giorno 11 ottobre u.s. alle ore 15,30 presso Savoy Beach Hotel di PaestumCapaccio si è svolto un convegno organizzato dalla CGIL FISAC (Federazione Italiana Sindacato Assicurazione Credito) Salerno per discutere i “modelli partecipativi in Europa e in Italia. L’esperieza del credito cooperativo tra lavoro e welfare”.

Dopo l’accreditamento e l’introduzione dei lavori da parte di Michele Cervone –segretario Generale FISAC CGIL Salerno – , l’avv. Francesca Carnoso – FISAC CGIL Nazionale, ha relazionato sul punto “la partecipazione dei lavoratori all’impresa. Analisi di diritto comparato. Quale via italiana”.

Perché è essenziale oggi la partecipazione dei lavoratori all’impresa; le norme legislative previste dalla legge Fornero e prima ancora legge 148/2011 art. 18 (Governo Berlusconi) con gli accordi di prossimità (a richiamo del principio europeo di prossimità e di sussidiarietà).

Legge di bilancio 2016/17 e detassazione premi aziendali di produttività o partecipazione; protocollo 09/03/2018 fra Confindustria, CGIL, CISL e UIL per

“valorizzare, nei diversi ambiti settoriali, i percorsi più adatti per la partecipazione organizzativa, contribuendo, anche per questa via, alla competitività delle imprese e alla valorizzazione del lavoro… un’opportunità la valorizzazione di forme di partecipazione nei processi di definizione degli indirizzi dell’impresa”.

 

Da un’analisi comparata fra il modello tedesco, svedese e francese, il modello italiano risulta essere il più debole in tema di partecipazione. Inoltre, rispetto ai 5 indicatori del programma europa2020, i Paesi che hanno adottato legislazioni più favorevoli alla cogestione sono molto più performanti degli altri. Questo significa che in Italia dobbiamo incentivare la partecipazione dei lavoratori nei board dell’impresa se vogliamo raggiungere gli obiettivi del programma europeo.

Nel suo intervento il segretario FISAC CGIL Salerno, Michele Cervone, partendo proprio dalla sua esperienza trentennale come dipendente e cliente di una Banca di Credito Cooperativo dal 1982, rappresentante sindacale da subito e quindi testimone e attore della storia contrattuale di questo settore, ha messo in evidenza i risultati raggiunti dalle “persone” che operano in questo Istituto di Credito Cooperativo.

Concludendo il suo intervento ha affermato che:

“La partecipazione, pertanto, è allo stesso tempo una scommessa che dobbiamo accettare e una opportunità che dobbiamo cogliere per il futuro del sindacato e per il benessere e la tutela delle persone che lavorano e che rappresentiamo”.

 

Il Prof. Renato Di Nubila dell’Università degli Studi di Padova, e nostro conterraneo essendo originario di Francavilla in Sinni, ha relazionato su “La responsabilità di un partenariato formativo tra cooperazione consapevole e nuove competenze per comodità riportiamo una sintesi dell’intervento del Prof. Di Nubila su questi punti:

Prof. Renato Di Nubila

  1. Un impegno storico del sindacato in un momento difficile per il paese;
  2. Le trasformazioni dei ruoli nella organizzazione del lavoro: da dipendente… a Persone che lavorano;
  3. I cambiamenti che cambieranno le organizzazioni richiedono persone consapevoli e responsabili;
  4. La forza della cooperazione è sufficiente oggi, in una società di self-egoismo, alla ricerca di una terza via nella crisi del modello capitalistico?
  5. La situazione in evoluzione: dal Quarto Stato… al Quinto Stato!
  6. L’esigenza di formare persone competenti e responsabili. I modi, i tempi e i luoghi.
  7. Gli indicatori della cooperazione e del credito cooperativo e i fattori critici di successo.
  8. Quali logiche per il welfare, per essere un’operazione efficace di reciprocità consapevole?
  9. L’urgenza di un partenariato formativo nelal gestione dell’impresa, impegna severamente a ripensare alla formazione.
  10. Il sindacato è chiamato in campo con precisi impegni di corresponsabilità.

In chiusura dei lavori si è tenuta una tavola rotonda con la partecipazione tra gli altri, di Cesare Damiano, già Ministro del Lavoro per discutere della problematica. Francesca Carnoso e Michele Cervone sono stati i moderatori.

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