Cipolline in agrodolce di Francavilla

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Eccomi qua con il secondo articolo per la rubrica di gastronomia lucana. Devo confessarvi che sono molto emozionata per il positivo riscontro che ho ricevuto dal precedente articolo. Ci sono arrivate diverse mail con le vostre ricette e questo non può che farmi molto piacere, ed io come promesso mi sono messa subito all’opera.

La ricetta di cui vi parlerò oggi è stata gentilmente data dal signor Antonio Fortunato che ci ha suggerito di realizzare per voi le cipolline in agrodolce di Francavilla.

Prima di raccontarvi la ricetta volevo specificare che le cipolline di cui si parla sono più conosciute nel linguaggio popolare con il nome di lampascioni o lampagioni, chiamate così nella mia zona d’origine e nella vicina Puglia. In italiano hanno un nome poco conosciuto Muscari Comosum.

lampascioni

Il lampascione è un bulbo amarognolo di una bellissima pianta dal fiore violaceo che fiorisce in primavera.  I bulbi hanno un sapore amarognolo e si raccolgono a fine estate inizio autunno.

In genere è una pianta spontanea che nasce prevalentemente in campi incolti. Ultimamente viene coltivata dando però un bulbo dal sapore amarognolo meno accentuato.

Cipolline in agrodolce di Villafranca

Cipolline in agrodolce di Francavilla

Ingredienti per 4 persone

  • 30 cipolline di media grandezza
  • 50 g di mollica di pane raffermo
  •  Farina q. b.
  • 3 cucchiai di aceto di vino
  • 3 cucchiai di mosto cotto
  • Un cucchiaino di zucchero
  • Olio extravergine d’oliva q. b.
  • Sale fino q. b.

Pulire le cipolline tagliando la base delle radici, eliminando gli strati più esterni sporchi di terriccio e più duri e la parte superiore. Metterle in acqua, sciacquarle per bene e tagliarle in quattro parti o due a seconda della loro grandezza.

Sbollentare le cipolline in acqua leggermente salata, scolarle per bene e lasciarle raffreddare. Infarinarle e friggerle in abbondante olio.

In un bicchiere mescolare il mosto di cotto, l’aceto e lo zucchero. Sbriciolare molto finemente la mollica del pane sfregandola fra le mani.

In un recipiente di terracotta o di vetro sistemare le cipolline e la mollica di pane a strati irrorando ogni volta quest’ultima con la miscela di mosto cotto ed aceto. Terminare con un strato di mollica.

Servire il piatto per accompagnare carni bollite.

Qui potete trovare la ricetta fotografata passo passo>>

La ricetta, chiaramente, è una mia interpretazione, non avendola mai assaggiata prima, ma eseguendola in base alle informazioni ricevute.

Un’idea in più

Potete usare queste cipolline nelle insalate tagliandole finemente, nelle frittate o lessate e condite con olio e aceto.  Altre ricette le potete trovare sul mio blog Quella lucina nella cucina.

Lo sapevi che…

I lampascioni sono lassativi, diuretici e apportano poche calorie. Vanno mangiati con moderazione poiché possono causare fastidiosi problemi di meteorismo causati dalla fermentazione intestinale. Problema risolvibile con l’assunzione di carbone vegetale.

Curiosità

Dalle mie parti (Vulture-Melfese) viene usato il termine lampascione per indicare una persona sciocca.

 

Ora tocca a voi raccontare

Se la ricetta ti è piaciuta, puoi lasciare un commento oppure  puoi darmi un suggerimento per aiutarmi a fare meglio. I commenti o le critiche costruttive sono importanti per migliorare quindi io le accetto sempre volentieri.

Continuate a mandarmi le vostre ricette tramite mail, vi chiedo solo una cortesia, di raccontarmele  nel modo più dettagliato possibile affinché io possa realizzarle fedelmente.

Grazie ancora e vi aspetto alla prossima ricetta!

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