Taralli glassati

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Ricette di taralli glassati in Basilicata ce ne sono diverse, la più famosa è sicuramente quella del tarallo di Avigliano. In questo articolo però non vi parlerò di questo dolce che io trovo straordinario e di difficile esecuzione, ma di un tarallo più piccolo e relativamente più semplice da fare. 

La ricetta che vi propongo mi è stata suggerita da Luca Pace ed io ho accettato di provarla con molto piacere, è una ricetta che non conoscevo. Ci sono voluti vari tentativi prima di ottenere dei taralli degni di questo nome e sarà mia premura raccontarvi passo passo tutti gli accorgimenti di cui tener conto se vorrete cimentarvi anche voi.

La caratteristica di questo dolce  è di contenere nell’impasto soli due ingredienti quali le uova e la farina.

La ricetta originale prevede 20 uova e tanta farina quanta ne viene assorbita per ottenere un impasto morbido ma lavorabile e non appiccicoso. Sulla base di ciò ho fatto vari tentativi fino a raggiungere le dosi che vi indicherò qui di seguito. Mia madre che è vicina ai novanta anni mi ha detto che l’impasto deve essere lavorato tantissimo finché in superficie non saranno comparse delle bolle. E così ho fatto raggiungendo finalmente il risultato desiderato.

Anche fare la glassa non è facilissimo, perché bisognerebbe essere esperti nella cottura dello zucchero, ma io ho optato per una glassa all’acqua senza cottura molto più semplice ma ugualmente ottima.

Taralli glassati

Ingredienti per una decina di taralli glassati

  • 500 g di farina 00 per dolci
  • 325 g di uova ( 5 uova medie)
  • Un pizzico di sale (l’ho aggiunto io)

Per la glassa  clicca qui

Come preparare i taralli glassati

Prendere due ciotole, in una mettere la farina setacciata più volte, nell’altra le uova leggermente sbattute con il pizzico di sale. Aggiungere gradualmente la farina, quando l’impasto inizierà a prendere forma, continuare a lavorarlo energicamente su un piano di lavoro fino ad ottenere un impasto omogeneo, liscio, morbido e lucido.

Far riposare l’impasto coperto con la pellicola alimentare per un’ora circa e poi continuarlo a lavorare finché compariranno delle bolle, far riposare nuovamente l’impasto per una trentina di minuti.

Ricavare tanti bastoncini lunghi 15 centimetri circa, appiattirli, ripiegare all’esterno il bordo aperto. Porre i taralli su una teglia, farli riposare una trentina di minuti ed infornare a forno caldo a 200°C finché risulteranno ben dorati. La cottura non deve durare meno di 20 minuti.

Far raffreddare perfettamente i taralli prima di glassarli. Poi immergerli uno alla volta nella glassa e sistemarli lungo uno stecco per spiedino e far asciugare la glassa. Se sarà necessario ripassarli con altra glassa.

Continuate a mandarmi le vostre ricette tramite mail, vi chiedo solo una cortesia, di raccontarmele nel modo più dettagliato possibile affinché io possa realizzarle fedelmente.

Ringrazio nuovamente Luca Pace per aver condiviso questa ricetta che non conoscevo e vi aspetto al prossimo articolo.

Commenti

  1. Anche a Francavilla sul Sinni si preparano questi taralli che chiamiamo “angenette” (dal latino angustus = stretto + nectere = intrecciare, collegare, come riporta il nostro dizionario dialettale del compianto Avv. Luigino Viceconte). Data la difficoltà nella preparazione, in casa non si preparano come prima; però si trovano in commercio prodotti dal tradizionale Panificio Biscottificio Di Giacomo. Sono molto buoni.

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