I Sindaci dopo la proclamazione della Repubblica Italiana

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Dopo la dittatura del ventennio, come ebbi modo di scrivere precedentemente, molte “camicie nere” e cittadini comuni che l’accettarono supinamente militarono nella Democrazia Cristiana. Invece, coloro i quali nutrivano sentimenti antifascisti organizzarono il Partito Comunista e Socialista e la Camera del Lavoro. In questo contesto di forze  politiche  democratiche si è svolta per un lungo periodo di tempo la vita politico-amministrativa  del nostro paesino.

Municipio Francavilla

Un cittadino di Francavilla, durante la seconda guerra, fece rifare la scala e il pianerottolo della sua abitazione utilizzando ferro e cemento. Accusato da uno spione perché utilizzò materiali non consentiti, fu portato nelle carceri mandamentali di Chiaromonte e subito liberato grazie all’intervento dell’avvocato  Mario Ferrara. Dopo il fascismo, per cancellare il suo reato dal casellario giudiziario si rivolse nuovamente all’Avv. Ferrara che era un noto uomo politico alla ricerca di consensi elettorali. Questi gli propose di difenderlo senza pretendere una lira; ma il Piesco non accettò rispondendo:

“Avvocato!!! Difendimi.Ti darò l’onorario, ma non accetto la tua richiesta. Sono un Comunista e il mio voto lo darò sempre e solo al mio partito. Non mi vendo per un piatto di cicercole o na manate di fichi seccati”.

Così racconta il maestro Giuseppe Pangaro nei suoi appunti. Ho riportato in premessa questo aneddoto per mettere in evidenza la coerenza nei valori nella gente comune rispetto a quello che abbiamo visto negli anni a seguire da parte di molti responsabili della vita politica francavillese: l’esempio fulgido del caro Zio Prospero Piesco non fu seguito da molti.

Foto rilevata dal libro di A. Capuano “Com’era bello… e com’è… il mio paese”

E veniamo alle Amministrazioni. 

Amministrazioni straordinarie 1943. Il Comune era amministrato dal Commissario Prefettizio, Comm. Avv. Giuseppe Nicola Viceconte. Dalla deliberazione commissariale N.1 appare come Commissario Prefettizio il Geom. Console Salvatore. Il 29.03.1944 fu nominato Sindaco  per l’ordinaria amministrazione del Comune il Comm. Viceconte, affiancato da una Giunta Comunale così composta: Console Salvatore, Passatordi Biagio, Perrone Luigi, Ciminelli Prospero, Mainieri Nicola e Fortunato Amedeo.

Amministrazione Comunale 1947-1952. Prima competizione elettorale amministrativa per eleggere il Consiglio Comunale a cui concorsero due liste. La 1^ lista democristiana capeggiata dal Comm. Viceconte riporto’ un successo enorme sull’altra lista di sinistra capeggiata da un giovane professore di lettere, il socialista Albino Vitola.

Consiglio Comunale delibera N.1 del 11.03.1947

  1. Comm. Avv.Viceconte Giuseppe Nicola – Sindaco-
  2. Console Salvatore,
  3. Pierri Antonio,
  4. Viceconte Armando,
  5. Passatordi Giovanni,
  6. Mainieri Nicola,
  7. Lo Fiego Carmine,
  8. Perrone Leonardo,
  9. Perrone Luigi,
  10. Carelli Felice,
  11. Mele Carmine,
  12. Cosentino Egidio,
  13. Lupiano Prospero,
  14. Caricati Antonio – minoranza,
  15. Mango Antonio – minoranza,
  16. Di Nubila Pietro – minoranza,
  17. Vitale Giuseppe Nicola,
  18. Germano Prospero,
  19. De Giorgi Mario – minoranza,
  20. Pangaro Vincenzo.

I dirigenti democristiani scelsero anche la minoranza nel Consiglio Comunale, dato il meccanismo del voto: si potevano votare 16 consiglieri non necessariamente di una sola lista. Logicamente furono  eletti  i compagni  meno agguerriti. A conferma di ciò racconto un aneddoto.

Comm. Avv. Giuseppe Nicola Viceconte

In occasione  del licenziamento da parte del Comm. Viceconte dei dipendenti comunali Messuti Gennaro, padre del giovane studente comunista Pepetto e del ex combattente De Salvo Antonio, comunista, detto u fardellese, il consigliere di minoranza Di Nubila Pietro, sarto e comunista, che abitava di fronte alla casa del medico don Nicola Viceconte, doveva leggere un brillante e  acceso discorso  scritto dal segretario della sezione PCI, Michele Canonico, molto preparato e agguerrito, per condannare le azioni discriminatorie e intimidatorie dell’amministrazione democristiana. Si avvertiva il clima della guerra fredda dopo la cacciata dei comunisti dal governo di unità nazionale. Il compianto don Nicola, dati i rapporti di amicizia con il sarto, lo convinse a fargli leggere il discorso che doveva essere segreto. Apprezzandolo, glielo consegnò con i fogli in disordine. Il consigliere Di Nubila nella seduta consiliare  lesse il discorso che era nè capo e ne’ coda, incomprensibile, suscitando  l’ilarità dei presenti. Il segretario Canonico lo richiamo imprecando. E purtroppo la minoranza fu messa alla berlina. Ma ride bene chi ride  per ultimo. Questo lo vedremo prossimamente.

A seguito della morte del Sindaco Comm. Viceconte (2.4.1950) viene eletto Sindaco il Geom. Salvatore Console  e nominati assessori l’Avv. Antonio Pierri e l’Ins. Mario De Giorgi. Questa Amministrazione si contraddistinse per l’azione discriminatoria e anticomunista nei confronti di una popolazione in miseria, la miseria del dopoguerra.

2 Responses to I Sindaci dopo la proclamazione della Repubblica Italiana

  1. Flora febbraio ha detto:

    Ciao Antonio, il tuo articolo e’molto interessante e mi permetto di dire la mia perche’, come ben sai,
    A casa mia si viveva attivamente la politica
    , considerare discriminatoria la politica amministrattiva dell’epoca, è molto indulgente. Ne ho conosciuto i postumi direttamente : mio padre era un comunista e tanto per dirne una la mia maestra era la nipote del vescovo. Lascio a voi immaginare. Non ho rancore verso nessuno, incoraggio però a trasmettere queste conoscenze affinché i giovani conoscano e sappiano agire consapevolmente in modo da non creare situazioni simili. Vivere da piccoli certe situazioni, significa graffiare l’anima e quelle ferite non guariscono mai. Ciao alla prossima.

  2. Antonio Fortunato ha detto:

    Ciao Flora,ti ringrazio.Il mio obiettivo è proprio quello che hai indicato tu:perché certe cose non accadano piu’.La tua esperienza la conosco perfettamente data l’amicizia che avevo con tuo padre,al quale va la mia ricoscenza per essere stato un esempio di comunista idealista,un sognatore di un mondo piu’ giusto,uno che vedeva il “sol dell’avvenir”.Un abbraccio affettuoso.

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