Un Miao massaggia il cuore

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IL GATTO è il nostro amico che ci fa compagnia in casa, che viene nutrito, coccolato e amato, il gatto è quell’animale tenero e discreto che vede l’essere umano come una madre sostitutiva, il gatto è quel morbido animale che se allevato da piccolo ha un atteggiamento dolce e affettuoso verso il padrone e questo affetto lo dimostra facendo le fusa ed allungando le zampe. Avere un gatto in casa è una buona terapia per combattere la solitudine e diversi studi hanno dimostrato come la compagnia di un gatto possa aiutare persino le persone con problemi psichici, depresse o stressate abbassandone la tensione. Si legge nel libro della Genesi, e precisamente nel racconto della creazione, che gli animali vengono creati perchè “non è bene che l’uomo sia solo“. Il mondo non è solo la dimora dell’uomo ma di tutte le creature e va abitato con spirito di fratellanza e non di sopraffazione, ed è giusto dedicare una giornata anche all’amico felino, perché solo così si potrà riflettere sul rapporto uomo – animale e come alcuni animali migliorano la nostra vita.

Giovanna Saporito

Ed ecco una festa tutta per lui, dal 1990 ogni 17 febbraio i gatti vengono festeggiati grazie alla gattofila Claudia Angeletti. La giornalista gattofila Claudia Angeletti propose un referendum tra i lettori della rivista “Tuttogatto” per stabilire il giorno da dedicare a questi affascinanti animali. La proposta vincitrice fu quella della signora Oriella Del Col che così motivò la sua idea nel proporre questa data che racchiude molteplici significati: – febbraio è il mese del segno zodiacale dell’Acquario, ossia degli spiriti liberi ed anticonformisti come quelli dei gatti che non amano sentirsi oppressi da troppe regole – tra i detti popolari febbraio veniva definito “il mese dei gatti e delle streghe” collegando in tal modo gatti e magia – il numero 17, nella nostra tradizione è sempre stato ritenuto un numero portatore di sventura, stessa fama che, in tempi passati, è stata riservata al gatto – la sinistra fama del 17 è determinata dall’anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in “VIXI” ovvero “sono vissuto”, di conseguenza “sono morto”. Non così per il gatto che, per leggenda, può affermare di essere vissuto vantando la possibilità di altre vite – il 17 diventa quindi “1 vita per 7 volte” — “Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro” – disse Leonardo da Vinci. Non c’è che dire, questo animale è decisamente molto amato, è facile da capire, è tenero, buffo, dispettoso e giocherellone allo stesso tempo. C’è chi dice che sia ruffiano e opportunista ma chi lo ha in casa non ha dubbi: la sua presenza c’è e si fa sentire.

In Italia sono molte le città che organizzato eventi per la Festa del Gatto, nel giorno del 17 febbraio, ma nel resto del mondo ci sono anche altre date: in Polonia si è scelto di festeggiare, come in Italia, il 17 febbraio, negli Stati Uniti d’America si festeggiano i gatti il 29 ottobre, in Giappone il giorno scelto è il 22 febbraio, in Russia, invece, la Giornata del Gatto cade il primo giorno di marzo. Il 17 febbraio del 2011 anche a Salerno furono festeggiati i gatti con l’evento “GATTART “. La manifestazione fu organizzato da Giovanna Saporito nella duplice veste di Presidente dell’Associazione “IL FARO” e Consigliera della Circoscrizione Irno.

La Festa del Gatto si tiene il 17 febbraio, la Giornata del Gatto nero il 17 novembre, la Giornata Internazionale del Gatto si celebra l’ 8 agosto. I gatti hanno inspirato grandi scrittori e poeti come Baudelaire, Gianni Rodari, Neruda, Alda Merini. Si narra che anche Giordano Bruno fosse stato messo al rogo con il suo gatto proprio il 17 febbraio. Il mondo felino è stato anche fonte di ispirazione per opere di Rosina Wachtmeister, artista austriaca famosa in tutto il mondo per le sue originali  porcellane e opere incentrate proprio su questo splendido animale.

ODE AL GATTO

DI PABLO NERUDA

Gli animali furono imperfetti,
lunghi di coda,
plumbei di testa.
Piano piano si misero in ordine,
divennero paesaggio,
acquistarono nèi, grazia, volo.
Il gatto,
soltanto il gatto
apparve completo
e orgoglioso: nacque completamente rifinito,
cammina solo e sa quello che vuole.

L’uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere le ali,
il cane è un leone spaesato,
l’ingegnere vuol essere poeta,
la mosca studia per rondine,
il poeta cerca di imitare la mosca,
ma il gatto
vuole essere solo gatto
ed ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d’oro.

Non c’è unità
come la sua,
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione:
è una sola cosa
come il sole o il topazio,
e l’elastica linea del suo corpo,
salda e sottile, è come
la linea della prua di una nave.
I suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola fessura
per gettarvi le monete della notte.

Oh piccolo
imperatore senz’orbe,
conquistatore senza patria,
minima tigre da salotto,
nuziale sultano del cielo
delle tegole erotiche,
il vento dell’amore
all’aria aperta
reclami
quando passi
e posi
quattro piedi delicati
sul suolo,
fiutando,
diffidando
di ogni cosa terrestre,
perché tutto è immondo
per l’immacolato piede del gatto.

Oh fiera indipendente della casa,
arrogante vestigio della notte,
neghittoso, ginnastico
ed estraneo,
profondissimo gatto,
poliziotto segreto
delle stanze,
insegna
di un irreperibile velluto,
probabilmente non c’è enigma
nel tuo contegno,
forse sei mistero,
tutti sanno di te ed appartieni
all’abitante meno misterioso,
forse tutti si credono padroni,
proprietari, parenti
di gatti, compagni, colleghi,
discepoli o amici
del proprio gatto.

Io no.
Io non sono d’accordo.
Io non conosco il gatto.
So tutto, la vita e il suo arcipelago,
il mare e la città incalcolabile,
la botanica,
il gineceo coi suoi peccati,
il per e il meno della matematica,
gl’imbuti vulcanici del mondo,
il guscio irreale del coccodrillo,
la bontà ignorata del pompiere,
l’atavismo azzurro del sacerdote,
ma non riesco a decifrare il gatto.
Sul suo distacco la ragione slitta,
numeri d’oro stanno nei suoi occhi.

 

 

IL GIORNALE DEI GATTI DI GIANNI RODARI

I gatti hanno un giornale
con tutte le novità
e sull’ultima pagina
la “Piccola pubblicità”

“Cercasi casa comoda
con poltrone fuori moda:
non si accettano bambini
perché tirano la coda.”

“Cerco vecchia signora
a scopo compagnia.
Precisare referenze
e conto in macelleria.”

“Premiato cacciatore
cerca impiego in granaio.”
“Vegetariano, scapolo,
cerca ricco lattaio.”

I gatti senza casa
la domenica dopopranzo
leggono questi avvisi
più belli di un romanzo:per un’oretta o due
sognano ad occhi aperti,
poi vanno a prepararsi
ai notturni concerti.

IL GATTO E I TOPI – ESOPO

C’era una volta una grande casa infestata dai topi. Un giorno si trovò a passare da quelle parti un gatto affamato; constatando che c’era così tanta abbondanza di cibo, si fermò a soggiornarvi. Il micione cominciò a rincorrere i topi uno per uno e man mano che li acchiappava se li mangiava. Da quel giorno la vita dei ratti diventò misera e infelice. Non osavano più avventurarsi fuori dalle loro tane in cerca di cibo per paura di essere divorati dal gatto. Ma in questo modo, anche per il felino le cose andarono male. Finché i topi se ne restavano rintanati, lui non aveva di che mangiare, così pensò che l’unico mezzo che gli restava per convincerli ad uscire dalle loro tane era quello di ricorrere ad un ingegnoso stratagemma. Il gatto si stese per terra a pancia all’aria e trattenendo il respiro, senza muovere un muscolo, fece finta di essere morto. Vedendo ciò, curiosi, i sorci cominciarono a fare capolino dai loro nascondigli, ma uno di loro, il più scaltro, disse al gatto: “oh, certamente sei molto intelligente, ma puoi anche diventare un sacco di farina se vuoi, tanto, nessuno di noi sarà così stupido da avvicinarsi a te”. Morale della favola: Il saggio non si lascia ingannare dall’aria innocente che assume chi già una volta è risultato pericoloso.

 

IL GATTO E IL TOPO  

Un topo camminava liberamente in un appartamento e non si importava della presenza del gatto. Il giorno dopo gli fece visita suo cugino e insieme uscirono dalla tana per cercare un po’ di formaggio. Il gatto li vide e già incominciava a leccarsi i baffi. Il topo voleva scappare nella tana, ma il cugino preferì giocare a nascondino con il gatto, ma fu più furbo, si nascose nella tana mentre il povero cugino venne mangiato dal gatto. MORALE: meglio soli che male accompagnati.

Proverbi e modi di dire sui gatti: il carattere e la personalità del gatto, quanto il suo caratteristico modo di muoversi hanno ispirato tantissimi modi di dire e proverbi:

Falso come un gatto – Agile come un gatto – Furbo come un gatto – Il gatto lecca oggi domani graffia – La gatta frettolosa fa i gattini ciechi – Quando la gatta non c’è i topi ballano – Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino – Gatta ci cova. 

 

Gli occhi di un gatto sono finestre che ci permettono di vedere dentro un altro mondo. (Leggenda Irlandese)

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