Basta  pessimismo.

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Da tutto emerge un evidente pessimismo sul nostro presente e futuro. Non c’è dibattito TV,  editoriale delle maggiori testate, convegno sull’economia, sullo stato della società, per non parlare dell’ambiente, per accorgersi che stiamo affondando nel pessimismo più nero.
Il “catastrofismo” impera in tutte le conversazioni e su tutti i temi: dalla disuguaglianza, alla povertà, all’ambiente, al razzismo, alla sicurezza; per non parlare delle opinioni irripetibili sui social network.

Terme Lucane Latronico

Del resto, quanto avvenuto negli ultimi anni sembra dare una mano a questa buia visione: il terrorismo, l’economia mondiale frenata da crisi finanziarie, la globalizzazione, i movimenti migratori, i rigurgiti di populismo.  Tutto ci porta a pensare che oggi stiamo vivendo il peggior periodo del dopoguerra, con il progresso umano interrotto e con il benessere, la libertà ed i diritti civili in grave pericolo.
Per nostra fortuna le cose non stanno proprio così.

I dati, se ben analizzati e con maggiore obiettività, ci dicono, invece, che stiamo meglio. Solo che siamo portati, per pigrizia mentale, a non esserne consci.
L’aspettativa di vita è salita a 80 anni ed oltre, mentre nel ’45 era ferma a 60 anni; la povertà estrema è meno del 10%; la disuguaglianza tra classi sociali è in sensibile diminuzione; le morti per parto si sono drasticamente ridotte, così pure il tasso di mortalità infantile. La sanità sta vivendo il suo migliore tempo di scoperte ed innovazioni; le risorse ambientali sono meglio impiegate e l’emissione di Co2 è fortemente ridotta. Il trasporto e la viabilità hanno realizzato un progetto che sembrava fantascienza: negli anni ’50 non esistevano autostrade, superstrade e quelle regionali e statali erano in condizioni pietose. Le materie industriali, principali inquinanti dell’atmosfera, si sono ridotte di due terzi dal 1970 ad oggi; la disponibilità di cibo è aumentata in maniera esponenziale e senza ledere l’ambiente. 
Questo è quello che dicono i dati se analizzati bene e con animo sereno.
Dobbiamo ribellarci alla naturale tendenza ad esaltare i pericoli, dobbiamo superare le ossessioni dei media per le negative notizie e la moda intellettuale di vedere l’umanità sempre come un problema irrisolvibile.
Anche se sembriamo meno felici, siamo, invece, più sicuri e ricchi dei nostri nonni e genitori.  Basta poco per farsene una ragione di soddisfazione.

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