Chi non ha, finalmente avra’ qualcosa

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Devo dire la verità: non avrei mai creduto che dal 6 marzo potessero partire le domande per richiedere il reddito di cittadinanza, perché  abituati alle mancate realizzazioni delle promesse  fatte dai governi precedenti che dicevano una cosa e ne facevano un’altra.

Parlare di reddito di cittadinanza significa evocare il Movimento 5 Stelle. Ma qui non voglio osannare chicchesia; voglio invece manifestare la mia soddisfazione  e il mio compiacimento nel vedere realizzato un diritto che sancisce  per la prima volta che chi si trova in una condizione di bisogno effettivo ha finalmente un reddito  finalizzato altresì alla sua formazione per l’inserimento nel mondo del lavoro. Non è  una elemosina; ribadisco che è  un diritto che dà dignità alle persone; non è  un buttare soldi, ma è  una strategia di economia politica espansiva finalizzata alla crescita  e alla qualità della vita più in generale. Ricordiamo altre politiche per lo stato sociale. Si elargivano gli aiuti con il patronato ECA (Ente Comunale Assistenza); venivano concesse pensioni di invalidità di ogni genere con molta facilità su sollecitazione dei vari personaggi politici di turno per sopperire alla mancanza di lavoro soprattutto al Sud. Per i braccianti agricoli erano provvidenziali i contributi figurativi sia per avere la pensione e sia per beneficiare, in questo caso le donne, dei salari  per tutto il periodo di assenza obbligatorio dal lavoro  quando aspettavano un figlio. E poi gli artigiani e coltivatori diretti con pochi anni di contributi potevano andare in pensione. Nel pubblico impiego le cose  le cose andavano nello stesso modo: dopo 15 anni, 6 mesi e 1 giorno una dipendente  poteva andare in pensione. A  un uomo bastavano circa 20 anni.

Luigi Di Maio

Oggi, gli  eredi di chi ha permesso tutto questo andazzo, vengono a fare la predica sul reddito di cittadinanza  e la quota 100 per il fatto che sono provvedimenti catastrofici per il bilancio dello Stato. Ci vuole un limite alla decenza!!!

Quando i governanti trovano il modo come distribuire un poco la ricchezza cercando di ridurre le situazioni di disagio sociale, secondo me, bisogna sempre condividere.

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