L’ing. Felice Di Nubila ricordato dall’APVE

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Per non correre il rischio di dire troppo o troppo poco, mi limiterò nel rispetto dei tempi, a tratteggiare una breve sequenza logica, cercando di ripercorrere con Voi la storia di Felice DI NUBILA personaggio complesso: poliedrico e filantropo. C’è un tempo per ogni cosa sotto il cielo! Quello che ho scoperto lungo la strada, per raggiungere la Sezione dell’Associazione Pionieri Volontari ENI dove ci troviamo, che non siamo noi a scegliere quando raccontare una storia. E’ lei stessa che prende forma quando si verificano certi accadimenti per narrarla. E’ una storia diversa del Dirigente d’Azienda che abbiamo conosciuto, perché è quella dell’intellettuale perennemente in movimento che portava avanti un costante lavoro sulla identità delle cose e dell’uomo del mondo circostante.

Ernesto Calluori

Non farò l’apologia della persona che in maniera discreta paragonabile alla Sua esistenza – conclusasi il 19 giugno del 2018 – ha varcato il cancello dell’eterno viaggio. Mi piace, invece, ricordarlo molto legato alle proprie origini e al proprio paese “Francavilla in Sinni” (PZ). Vivendo e lavorando a Roma, aveva trovato la giusta distanza per proporre e creare una serie di iniziative culturali e di ricerche storiche tra il passato che amava esplorare e il presente che desiderava proiettare nel futuro.

Se mi venisse chiesto, come titolare questo modesto contributo, non esiterei un istante: ”F. Di Nubila tra passato-presente-futuro”. Tra le numerose testimonianze pervenute da parte di altrettanti numerosi estimatori, mi è doveroso citare quelle tracciate da questa Associazione all’indomani della sua dipartita da parte di: Lucia Nardi – Amedeo Santucci e Mario Rencricca.

Un uomo che sorrideva sempre, pacato e discreto che si presentava al telefono con un “disturbo”? Un vero storico. Quando con quel suo modo quasi imbarazzato mi regalò il suo libretto di poesie, rimasi senza parole. Un talento vero, una capacità incredibile di rappresentare in un verso una emozione, un paesaggio, una sensazione” (Nardi)                                                               

Professionalmente ha visto spaziare le sue esperienze. Come distillatore dell’anima della sua terra d’ origine ha scritto:

Felice Di Nubila

La Basilicata nel crocevia della storia” testo che esplora e documenta alle radici la cultura di quella nobile Regione” (Santucci)

Un esempio per tutti noi: il grande e continuo impegno nel periodo in cui fu Pres. del Tempo Agip per promuovere e sostenere progetti di solidarietà in Albania, nel Kosovo per la realizzazione di una scuola meccanica a Blinishi oppure per la fornitura di tende ex campeggio ENI di Alfedena donati tramite Agip Petroli. (Rencricca)

Nelle sue frequentazioni al Paese, in qualità di Amministratore pubblico, si apriva al dialogo e abbracciava tramite il passato che lo legava fortemente alle origini, quel presente che avrebbe desiderato più rispondente alle mutate esigenze dei tempi. Quelle frequentazioni che lo rendevano familiare, faceva nascere in Lui l’esigenza di lasciare traccia di quei valori con la trasposizione poetica di “Boschi, lupi, luci silenzio e voci”   quale motivazione e     rappresentazione di fatti, eventi, ricordi.

Fu Poeta senza avere la pretesa di esserlo e la poesia lo aiutò a ritrovare una parte di se stesso”.

Fu Storico” perché amava scoprire l’ essenza delle origini ed era attratto dalla ricerca e dalla conoscenza del passato. Per queste ragioni fu ispiratore e coordinatore della ricerca storica sulle origini del Suo paese natale. La ricerca, strada facendo, si è concretizzata nei volumi pubblicati quali:

La Basilicata nel crocevia della storia” e successivamente si firma con “I Lucani della Basilicata : Verso la Modernità tra persistenze e innovazioni”.                                                                                              Questi libri in aggiunta a “Le origini feudali, la cultura contadina, lavoro, lo sviluppo” “Lo sguardo ritrovato”, “La storia dei Presepi” scritti con la sapienza fine e distillata dell’antropologo, con la tenacia del testimone, con la passione dello scrittore, narrano gli scenari nei quali viveva una Regione ritenuta “senza storia e senza fama” con una civiltà stagnante scoperta da Carlo Levi nel suo “Cristo si è fermato ad Eboli”. Le sue narrazioni storiche, piene di spunti di riflessione, riguardanti essenzialmente la sua “Terra d’origine” nella Valle del Sinni, trovano riferimento in personaggi che caratterizzano la storia della Basilicata :

Carlo Levi che ha riportato i valori antichi della civiltà contadina;

Felice Di Nubila

Leonardo Sinisgalli, (Ing.-Poeta) nonché “Art director” dell’ ENI che ha cantato e rievocato le immagini di questa civiltà nella Valle dell’Agri, lasciando scritto che il “Lucano vive nell’ombra, non è esibizionista, dove arriva fa il nido”.

Rocco Scotellaro, sindaco di Tricarico a 23 anni, impegnato nella politica e nel sindacato, un poeta che usava versi e parole come scalpelli e racchiudevano la consapevolezza di una vita brevemente vissuta;

Albino Pierro, poeta di una lingua con radici mediterranee, candidato al premio Nobel per la letteratura, con il quale coltivò una profonda amicizia e del quale conservava tutti i testi tradotti in varie lingue.

Un tempo la Basilicata, piccola grande regione, era impenetrabile per il pessimo sistema viario. Oggi, invece, vanta la “capitale della cultura Europea” con la città di Matera. Nel mese di Agosto p.v. avrà luogo l’evento a Matera con la presentazione dei Suoi lavori letterari in cui si raccontano le pietre, le dimensioni, così come un poeta descrive i riflessi dei capelli della sua amata e le sfumature dei suoi sguardi. Chiudo    con una frase che Felice era solito ripetere “la Basilicata chi Non la conosce dovrebbe visitarla, chi la conosce vorrebbe ritornarci

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