Che cosa hanno detto le urne lucane

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Dalle urne disigillate, ecco il verdetto: la Basilicata volta pagina scegliendo – il 24 marzo c.a. – il Centro-Destra. Praticamente ha avuto successo il partito di “Forza Italia” nella nostra regione, lista capeggiata dall’ex Generale della GdF Vito Bardi, la cui bandiera è l’affascinante trinomio: legalità, trasparenza e meritocrazia.
Il nuovo Governatore ecco cosa dichiara: “Legalità, trasparenza e meritocrazia sono i cardini su cui ho orientato sempre le mie azioni. Con me presidente basta clientele, basta favori agli amici degli amici e soprattutto lotta senza quartiere al malaffare. La sede della Regione diventerà la casa dei lucani. Sarò un presidente tra i territori: terremo riunioni di giunta itineranti, ascolteremo tutti e decideremo, la nostra tornerà una democrazia partecipativa”.

don Camillo Perrone

Il quadro economico-sociale è, a dir poco, sconfortante. L’economia lucana arranca, i consumi ristagnano, la povertà aumenta, e con essa si divarica la forbice tra benestanti e indigenti, tra ricchi e poveri, tra fasce agiate e fasce deboli della popolazione.
La politica economica per sostenere e allargare la base produttiva deve essere mirata al territorio e diretta a realizzare un tessuto capillare di sviluppo. Innervando il territorio di strutture, di infrastrutture e di servizi, si favorirà la nascita e la crescita di realtà produttive locali, soprattutto di medie e piccole imprese.
E occorre tener presente che la Basilicata rappresenta un sistema fortemente differenziato al suo interno con la presenza contemporanea in una stessa area regionale di territori di relativo sviluppo e territori sottosviluppati (pensiamo all’area di Melfi, al Metapontino ed invece alle aree interne della Valle del Sinni). La differenziazione riguarda le zone interne, quelle costiere, quelle a sufficiente intensità di insediamento, le città.
Più in particolare, nelle zone interne, si è verificato un processo di abbandono delle terre alto-medio collinari con conseguente rarefazione degli insediamenti sparsi, alla quale è seguito il fenomeno del degrado, dell’esodo e della desertificazione.
È tangibile nella nostra terra di Basilicata un divario tra zone più sviluppate e aree interne; nell’ambito di una stessa comunità si avverte sempre più il divario tra fasce deboli e quelle agiate. L’area lucana più debole demograficamente e geologicamente è la Val Sarmento. Pochi sono i giovani rimasti, il saldo naturale presenta un trend negativo, le scuole vengono accorpate o chiudono, perché gli alunni si riducono spesso al numero di una decina.
La situazione non è delle migliori in tutto il Senisese-Lagonegrese, dove l’emigrazione giovanile, riguarda anche i più qualificati e quelli rimasti devono fare i conti con le tante speranze deluse: oro nero, oro verde, oro bianco, valorizzazione turistica, investimenti industriali, progetti questi che sovente fanno tornare alla mente una canzone del passato “parole, soltanto parole…”.
In un territorio prevalentemente montuoso quale è quello del Senisese-Lagonegrese, dove non poche sono state nel passato le difficoltà delle comunicazioni e dei trasporti, dove il dissesto idrogeologico è stato sempre preoccupante, dove vi è stata carenza secolare di infrastrutture, dove la produttività è stata bassa e quindi a livello di disperata sussistenza è stato il reddito pro capite, le popolazioni non hanno avuto una storia di progresso economico, sociale, commerciale (specialmente dopo la scomparsa delle città della Magna Grecia sullo Ionio e sul Tirreno), ma storia di sofferenze e di privazioni, di aspirazioni mai soddisfatte e di delusioni e amarezze non digerite.
Ecco le richieste al nuovo esecutivo regionale lucano: quattro priorità per il Governatore, ossia accesso al credito, formazione, infrastrutture e ambiente le principali esigenze.
Prima cosa è il sostegno al credito e finanza con fondi di garanzia per fronteggiare al meglio gli investimenti. Poi istituire fondi per accompagnare alla trasformazione digitale e processo di industria 4.0 le aziende. E quindi infrastrutture e formazione che sono altre due esigenze primarie. Formazione in particolare qualificante per un processo di sviluppo e innovazione delle aziende. Anche l’occupazione deve essere aiutata. È fondamentale creare opportunità di lavoro, bisogna investire per creare occupazione.
Lavoro, drammatica emergenza per cui tanti giovani sono costretti a iniziare la vita senza speranza di prospettive e a perdere anni preziosi della propria giovinezza nella vana ricerca di un lavoro. La mancanza di lavoro ha causato in questi ultimi anni un impressionante “esodo” sul piano migratorio interno ed esterno ponendo i giovani in una seria crisi di speranza. Si pensi ora alla faccenda “Ferrosud”e alle altre problematiche concernenti il lavoro in altre parti della Basilicata.
È sempre drammatico lo sfasciume idrogeologico, l’abusivismo edilizio, l’ambiente deturpato. Cari nuovi amministratori: la bellezza dei nostri mari e delle nostre montagne, la limpidezza dell’atmosfera, la purezza dell’ambiente siano l’oggetto di cure tenaci e vigili.
È necessario, infatti, resistere con forza ai miraggi ingannevoli di uno sfruttamento indiscriminato, che depaupera e rovina inesorabilmente il territorio per il vantaggio economico di pochi.
Inoltre, mentre stigmatizziamo la bassa partecipazione al voto, la scollatura politico-sociale, vogliamo fomentare la cultura della partecipazione per una cittadinanza responsabile.
Siamo convinti che se vogliamo uscire da una corrotta palude…bussola decisiva resta la coscienza di ogni individuo. Siamo convinti che lo sviluppo richieda come prerequisito imprescindibile una vera cultura della legalità e che questa si fondi sui seguenti pilastri:
il riferimento alla categoria del bene comune come principio guida della vita sociale, una pedagogia del coraggio civico, la competenza e l’onestà, il rispetto per le istituzioni.
Ci procura poi tanta amarezza la “fuga dei cervelli”. Questo doloroso fenomeno di impoverimento del capitale umano della nostra terra rappresenta la più grande minaccia alle potenzialità di sviluppo della Basilicata. E’inoltre intimamente connesso al problema dello spopolamento dei piccoli centri interni, perché questi sono proprio i luoghi in cui l’emigrazione giovanile avviene prima, vista la lontananza da qualsiasi luogo di istruzione universitaria.
Ci preme molto sviluppare la cultura della rete, la cultura della condivisione e del dono, uscire fuori dalla massificazione sociale, dalla omologazione culturale ed entrare in comunione con gli altri.
L’interesse per l’uomo. Non un interesse aridamente intellettualistico, ma quello che è slancio di amore, appassionata partecipazione, gratuito impegno di servizio.
Questo solo, cioè il servizio, unitamente alla necessaria competenza ed efficienza, può rendere trasparente o pulita l’attività degli uomini politici, come del resto la gente giustamente esige.
In conclusione, i volti dei poveri ci sono familiari e cari, sono fratelli e sorelle meno fortunati e che pagano le conseguenze di ingiustizie, di mancanza di lavoro, di disoccupazione, di scelte sbagliate, di stili di vita illusori e spesso fatti solo di apparenza, di dipendenza da alcool, droga, gioco, di separazioni, di mancanza di salute, di povertà morale, di ignoranza, di mancanza di educazione o di senso della vita.
Mentre molto ci attendiamo dal nuovo Parlamentino di via Verrastro, a cui auguriamo buon lavoro e molteplici successi, diciamo ai cari Amministratori: sappiate mettere a disposizione di tutti le vostre preziose energie, con sempre maggiore consapevolezza, competenza e generosità. Operate con tempestività e in modo concreto, sempre con coraggio e lealtà, come cittadini mossi soltanto dalla ricerca disinteressata del bene comune.

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