Uomini “Nuovi” cercansi…

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Dopo le regionali del 24 marzo, si avvicinano in molti comuni le elezioni amministrative 2019. Così come avvenne nel 2014, il primo turno delle amministrative anche nel 2019 sarà accorpato alle elezioni europee. Tra i 54 comuni ad andare al voto, il 26 maggio 2019, c’è anche la città di Potenza.
I discorsi che si sentono in giro hanno ben poco di novità.

don Camillo Perrone

Nei programmi c’è tutto un elenco di “bisogna fare”, di “prendere impegno”, di “farsi carico”: insomma mirabolanti promesse da parte di gente loquace per cui dopo le elezioni spesso rimangono solo le promesse ed i cassetti si richiudono sui sogni delle comunità che auspicano dappertutto e soprattutto il miglioramento della qualità della vita.

Ma per fortuna non mancano i generosi realizzatori, cioè sindaci e amministratori fattivi e di parola che sanno ascoltare il grido del popolo, dell’ingiustizia e non soltanto fare propaganda. Uomini che sanno dialogare per condividere le sollecitazioni di tutti e pensare insieme le linee concrete di uno sviluppo possibile e duraturo che permetta a tutti di guardare al futuro con fiducia.
Ed ecco l’esempio di un sindaco modello. Il sindaco Giorgio La Pira disse, nel 1955, al segretario nazionale della D.C.:

“… fino a quando mi lasciate a questo posto, mi opporrò con energia massima a tutti i soprusi dei ricchi e dei potenti. Non lascerò senza difesa la parte debole della città: chiusura di fabbriche, licenziamenti e sfratti troveranno in me una diga non facilmente abbattibile. Il pane (quindi il lavoro) è sacro, la casa è sacra. Non si tocca impunemente né l’una né l’altra. Questo non è marxismo. Questo è Vangelo”.

Orbene il mondo di oggi ha bisogno di cristiani di questo calibro, disposti ad operare contro ogni logica derivante da categorie di giudizio puramente umane, lievito nella massa, che fermenta senza fare frastuono.
I nostri paesi hanno bisogno di impulsi nuovi per ritrovare il senso della partecipazione e della solidarietà, di amministratori capaci (ed attenti ai problemi della comunità), di amministratori che abbiano idee chiare fondate sulla concretezza e non sulla nebulosità di programmi che sembrano dire tutto e non dicono nulla.
C’è bisogno di uomini “nuovi” in grado di coniugare risorse disponibili ed impegno, in un contesto di operatività e di serietà, di uomini “nuovi” che portino nelle civiche amministrazioni un supplemento d’anima e che diano certezza di trasparenza, quella trasparenza vera, efficace, che consente ad ognuno ed a tutti di “leggere” nella carte, nelle azioni amministrative, abiurando la furbizia che va sempre a danno dei più deboli.

Giorgio La Pira

Di uomini “nuovi” che della politica facciano un servizio e siano a servizio della comunità e che non si servano della politica per giochi di parte o interessi di bottega.
Di uomini “nuovi” che si prodigano per valorizzare le risorse presenti nel territorio affinchè sia debellata la piaga della disoccupazione, proponendo, con il coinvolgimento diretto e attivo della comunità locale, interventi significativi e occupazioni efficaci.
Di uomini che esprimano valori veri e li vivano. Sapendoli scegliere, rifuggendo da emotività contingenti, da programmi che spesso sono formule astratte o idealeggianti.
Di uomini che sappiano e vogliano utilizzare per il bene comune le risorse. Sceglierli perciò con discernimento. La posta è importante.
In breve ecco le situazioni umane primarie, che vanno riconciliate a verità e speranza, i valori umani da salvaguardare: la dignità della persona umana, spesso offesa, dissociata nelle culture dominanti e manipolata, la promozione integrale dell’uomo, l’accoglienza e il rispetto per la vita, i giovani, la famiglia, la scuola, il lavoro, l’ambiente.
Offriamo questi richiami innanzitutto a noi stessi, come impegno per una presenza costante nella vita civile di questa Regione. Li offriamo poi alle comunità ecclesiali di Basilicata, perché possano in esse moltiplicarsi i segni di attenzione alle problematiche sociali e ai bisogni dei poveri e degli ultimi.
Quindi li offriamo alla classe politica e agli amministratori, perché si sentano meno soli nell’esercizio quotidiano delle scelte da compiere per il bene comune e trovino nella società civile un interlocutore all’altezza delle sfide di oggi.
Cari futuri sindaci, fin da ora vi esortiamo a farvi carico con generosità del mandato che vi sarà affidato perché, compresi delle vostre responsabilità, possiate superare con coraggio ogni difficoltà e soprattutto possiate liberarvi di quelle remore che potrebbero impedirvi di realizzare pienamente la vocazione di politici e di amministratori.
E anche la campagna elettorale per le elezioni europee del 26 maggio è entrata nel vivo.
E riflettiamo che oggi urge l’edificazione di quella Europa in convinta adesione a quegli ideali che hanno ispirato e guidato statisti di grande levatura, quali Alcide De Gasperi in Italia, Konrad Adenauer in Germania, Maurice Schuman in Francia, facendone i padri dell’Europa contemporanea.
E chiediamoci: non è significativo che, tra i principali promotori della unificazione del continente, vi siano uomini animati da profonda fede cristiana? Non fu forse dai valori evangelici della libertà e della solidarietà che essi trassero ispirazione per il loro coraggioso disegno?
L’eredità spirituale e politica, tramandata da queste grandi figure storiche, va pertanto non solo custodita e difesa, ma sviluppata e rafforzata. Occorre una generale mobilitazione di tutte le forze, perché l’Europa sappia progredire nelle ricerca della sua unità, della sua spiritualità, cultura, e costruire un futuro di giustizia, di solidarietà, di pace per ogni nazione, abbattendo barriere e preconcetti etnici, nazionalismi, sovranismi e razzismi.

Adenauer – De Gasperi – Shuman

In conclusione, i candidati busseranno alle nostre porte… allora riappropriatevi della vostra città. Non sopportatela, ma vivetela. Vedrete: le cose cambieranno.
Diversamente, non basterà il ristrutturarsi delle istituzioni democratiche. Non saranno sufficienti i buoni propositi dei partiti.
Se voi riuscirete a liberarvi dalla rassegnazione, se riporrete maggiore fiducia nella solidarietà, se la romperete con lo stile pernicioso della delega, se non vi venderete la dignità per un piatto di lenticchie, se sarete così tenaci da esercitare un controllo costante su coloro che vi amministrano, se provocherete i credenti in Cristo a passare dalla parte di quelli che non contano niente, non tarderemo a vedere i segni della risurrezione e del cambiamento.

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