Le borse e la mia collezione storica

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Il nome borsa deriva dal termine greco BYRSA e i primi esemplari erano fatti di cuoio. Le più antiche testimonianze della lavorazione delle pelli si ritrovano in Toscana nel XII secolo con modelli a tracolla, tascapane e bandoliere.

Giovanna Saporito

Giovanna Saporito

Le borse accompagnano fedelmente i cambiamenti storici e si adeguano alle necessità di chi le indossa. Oggi la borsa è un accessorio indispensabile per ognuno, ormai nessuno potrebbe farne a meno, è un oggetto fondamentale e riesce a contenere parte della vita: portafoglio, cellulare, chiavi, trucchi, fazzoletti, agendina, sciarpa, e negli anni è diventata un simbolo della moda.

La borsa con il suo contenuto rispecchia la personalità dei proprietari.

La borsa ha una storia antica, infatti le sue origini risalgono alla preistoria. Le prime borse sono state inventate e usate solo dagli uomini, infatti gli uomini preistorici accartocciavano le pelli di animali per trasportare armi e utensili e così facendo inventarono la borsa. In seguito poi, con la nascita della moneta le borse da uomo si diffusero sempre di più. Nel medioevo, poi, nacquero i modelli di borsa che usiamo ancora oggi, come la zona, borsa da portare alla cintura, la crumena, la borsa a tracolla, e la manticula da portare a mano. A partire dal rinascimento la borsa fu considerata un accessorio legato alla moda e i materiali utilizzati per decorarle erano prestigiosi: velluto, cuoio, raso, nastri, fiocchi, oro, argento e pietre preziose.

collezione borse di Giovanna Saporito

Con la nascita della borghesia, tra l’ottocento e il novecento, la donna inizia ad essere sempre più indipendente e la borsa diventa simbolo dell’emancipazione femminile e della sua dinamicità. Tanti ma tanti anni fa il ruolo della donna era principalmente domestico e teneva le sue cose nelle tasche dei vestiti, ma appena la donna incomincia a lasciare le mura domestiche, sia per il tempo libero sia per il lavoro, la borsa diventa per lei un oggetto indispensabile per trasportare le sue cose.

Dopo la guerra il mondo si trasforma, le donne incominciano a lavorare fuori casa, uscivano, andavano a ballare, e le borse perdono la catenella e così nascono le pochette. Le pochette di forma rettangolare create con vari materiali diventano un accessorio che completa l’eleganza femminile. E’ il periodo in cui le donne devono indossare accessori coordinati, abito, guanti, scarpe e cappello, tutto coordinato, un vero stile raffinato. Coco Chanel interpreta le esigenze di questa nuova femminilità lanciando un nuovo modo di vestire, e con lei la borsa diventa un accessorio irrinunciabile e assolutamente necessario.

collezione borse di Giovanna Saporito

Nel 1922 – 23 si diffonde il modello a busta con impunture a rombi, come pure la borsa a due manici, le pochette e la borsa ricamata, con strass e paillettes, Hermes a Parigi, Gherardini e Gucci in Italia. Negli anni 40 (periodo di cupezza dovuto al clima di guerra) la borsa ha grandi dimensioni e sostituisce le piccole borsette degli anni precedenti. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Parigi assume un ruolo importante per la moda, e sarti come Dior e Balmain vestono le donne con luminosità e raffinatezza. Dopo gli anni 50 iniziano a comparire i bauletti, borse a cartella e borse a mano con cerniera.  La borsa col tempo diventa borsone, borsa da viaggio, borsa da lavoro evolvendosi durante il percorso sia femminile che maschile, restando sempre un accessorio molto amato e indispensabile per la sua utilità.

La borsa si può considerare un pezzo di ognuno di noi e collezionarle è un passatempo che soddisfa pienamente. Anche io amo gli accessori e colleziono borse, borse senza tempo, l’accessorio vintage con il loro stile inconfondibile, borse del passato da cui possiamo ancora attingere tanta originalità. La raccolta di queste borse è un insieme di emozioni. Io raccolgo il più possibile per non dimenticare, per testimoniare, per trasmettere.

Da sempre ho pensato che mettere in mostra la mia collezione storica sarebbe stata molto apprezzata, infatti nel 2014 il connubio perfetto tra tradizione, innovazione e modernità sono andati in mostra, hanno dialogato e si sono confrontati.

LA MOSTRA: LA BORSA E L’EMANCIPAZIONE FEMMINILE SI E’ TENUTA PRESSO L’INFO POINT – TURISMO – GALLERIA CAPITOL – CORSO VITTORIO EMANUELE – SALERNO.
Il primo conflitto mondiale portò cambiamenti storici, sociali e culturali e un maggior numero di donne sempre più colte, il lavoro per le donne che fino a qualche anno prima era esclusivamente riservato all’ uomo, la diffusione dell’automobile, la crescente passione per lo sport furono soltanto alcuni dei risultati che il nuovo stile di vita portò nel suo complesso.

collezione borse di Giovanna Saporito

Di tutte queste trasformazioni ne risentì soprattutto l’abbigliamento quotidiano che conquistò un certo grado di funzionalità. Nacque la produzione in serie e con Gabrielle Bonheur Chanel si ebbe una svolta nel mondo della moda. Per la prima volta valorizzò la donna e ruppe la coltre fitta che impediva di vedere il genere femminile alla pari con quello maschile. Il suo stile è per tutte le donne, sempre giovanile ma elegante. Essa diede alla donna un’importanza maggiore nel mondo del lavoro, unendo una semplice giacca dal taglio maschile ad una gonna non strutturata, permettendo così a chi la indossava di mostrare sempre e comunque la propria femminilità. Coco Chanel creò uno stile rivoluzionario per gli anni venti, non crea, infatti, una linea di abbigliamento ma uno stile di vita. Coco vuole liberare la donna dal vincolo dell’uomo, vuole renderla indipendente ed emancipata, sogna una donna rivoluzionaria, moderna e all’ avanguardia. Chanel è stata la più grande stilista di tutti i tempi, pioniera della moda. La consapevolezza del proprio corpo, la comodità e la mascolinità mescolata con la femminilità più estrema, sono i principi da cui attinse per reinventare le donne. Il suo stile è passato alla storia come sinonimo di eleganza e raffinatezza. Chanel è sinonimo di emancipazione.

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