De l’acerba e cruda diva – Donne Cinema Basilicata

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Chiara Lostaglio

Rionero in Vulture. Con la visione del capolavoro di Luchino ViscontiRocco e i suoi fratelli” (1960, premiato a Venezia) gli studenti del Liceo Artistico “Carlo Levi” di Rionero – lunedì 27 e martedì 28 maggio – prendono parte attiva al progetto cinematografico de l’acerba e cruda Diva – Donne Cinema Basilicata.

E’ il primo dei sei film in rassegna (che proseguirà con il prossimo anno scolastico) con finalità didattiche che ha già visto la partecipazione ai corsi propedeutici dei docenti del liceo rionerese, presieduto dalla dirigente scolastica Antonella Ruggeri. I corsi sono tenuti dal CineClub “Vittorio De Sica” – Cinit presieduto da Armando Lostaglio, e in questo primo segmento della rassegna vede la partecipazione – martedì 28 ore 15:00 – del regista Rocco Talucci che analizzerà con gli studenti e gli insegnanti il capolavoro di Luchino Visconti. Il punto di vista della sceneggiatura, con lo sguardo rivolto alla componente femminile (a partire dalla madre di Rocco, la lucana Rosaria), è parte basilare della lezione di Talucci, coadiuvata da Chiara Lostaglio (del “De Sica”).

Si argomenterà anche degli altri autori del film, oltre a Visconti: Suso Cecchi D’AmicoPasquale Festa Campanile (regista lucano di Melfi) Massimo Franciosa e soprattutto Enrico Medioli di cui Talucci ha realizzato un documentario. Dell’I.I.S. “G. Fortunato” Liceo Artistico sono coinvolte le classi 3^grafica, 4^grafica e 5^design con i docenti Donatina Allamprese, Letizia Calice, Savina Calice, Florinda Munciello, Vincenzo Pianoforte, Luisa Ramunno, Antonio Viglioglia e Antonella Volonnino.  

De l’acerba e cruda diva Donne Cinema Basilicata è ideato e sostenuto dalla Associazione Manthano presieduta da Antonio Fedota, Maria Sansone e Luigi Chiera, con l’apporto del CineClub “Vittorio De Sica” – Cinit di Rionero. Della partnership fanno parte l’Accademia Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento e New Form, ente accreditato al MIUR.

A dodici anni da La terra trema, Luchino Visconti torna ad occuparsi della questione meridionale. “Rocco e i suoi fratelli” la mette a fuoco con la emigrazione dal Sud, da chi è costretto ad emigrare. L’adattamento in una nuova realtà sociale, la condizione di chi si sente straniero in una città ostile, tra sogni di ritorno alla terra natia e voglia di integrazione.   Il protagonista Rocco allude al pugile potentino Rocco Mazzola, che avrà un cammeo nel film, al fianco dei celebrati Alain Delon, Annie Girardot, Renato Salvatori.Rocco e i suoi fratelli” appare come un seguito ideale del precedente capolavoro ispirato a “I Malavoglia” di Verga. Anche qui c’è una fonte letteraria precisa, la raccolta “Il ponte della Ghisolfa” di Giovanni Testori, cui si aggiungono suggestioni da altre opere quali “Giuseppe e i suoi fratelli” di Thomas Mann, “L’idiota” di Dostoevskij e “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller, che il regista portò in teatro solo due anni prima. 

 

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