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Primo anniversario dalla scomparsa di Felice Di Nubila

Era il 19 giugno del 2018 e quel giorno i familiari, gli amici, colleghi piangevano la scomparsa di Felice Di Nubila. Alla redazione di questo giornale on line in data 20 luglio 2018 perveniva un appello da parte di alcuni cittadini, il cui testo così recitava

Felice Di Nubila

Su questa testata è stata ricordata in maniera egregia la figura del nostro concittadino Ing. Felice Di Nubila, il quale si riteneva “un emigrato che continua a conservare il cuore a Francavilla”. Noi amici desideriamo che venga ricordato, anche a tutta la cittadinanza, una manifestazione-convegno. E’ nostro desiderio,inoltre, che il suo nome rimanga nella memoria perenne della sua amata Francavilla, intitolandoGli la cosiddetta TURRA, proprio perché l’Ing. è stato il promotore della stessa”.

Un appuntamento speciale, non a caso, cade per il primo anniversario della sua dipartita e si unisce al fiume dei ricordi con cui sabato 29 giugno 2019 alle ore 18,00 nel Palazzo delle Decime “Turra” la famiglia e le autorità invitano i concittadini,i colleghi e gli amici al ricordo dell’Ingegnere, attraverso la conoscenza della sua opera di vita, professionale e letteraria.

ing. Felice Di Nubila

Ricordare Felice è quindi un atto ineludibile di riconoscenza verso una figura di intellettuale che alla sua attività professionale ha dedicato tutte le sue energie alla ricerca e allo studio dei documenti del passato sulla base dei quali ha costruito un appassionato profilo storico della sua Basilicata, alla quale sin da giovanissimo aveva mostrato di sentirsi profondamente legato.

I relatori elencati nel programma, tratteggeranno ampiamente con particolare attenzione le varie tematiche e problematiche che con i due volumi su la BASILICATA sono passati “testimoni e attori di vicende misere e grandiose”. Infine, un altro tassello lo si ritrova nelle sue poesie con il titolo “Boschi lupi e luci” che sono espressioni di sensibilità poetica e come esposto nella premessa, testimoniano lo sviluppo della sua formazione culturale e intellettuale vivace e curiosa. A tal riguardo, chiudo con la riconoscenza che Felice ebbe con Mario Trufelli per averlo gratificato, in occasione della recensione per l’opera, con questo generoso giudizio che così terminava:

Felice Di Nubila offre, in definitiva, un atto di fede, senza chiedere contropartite. E’ un testimone e, al tempo stesso, protagonista di una storia privata che alla fine si fa pubblica, e ci appartiene, e ci commuove”.