Le Ali di Frida promuovono il “Processo per uno stupro”

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Sabato, 29 giugno, alle ore 17,30, presso la Sala del Cortile del Museo Archeologico Nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza, sarà presentato, a cura dell’Associazione potentina LE ALI DI FRIDA, lo spettacolo PROCESSO PER UNO STUPRO di e con CLAUDIA BALSAMO, incentrato sulla straordinaria avventura umana ed artistica della grande pittrice Artemisia Gentileschi.

Questo spettacolo rappresenta un gradito ritorno e un’ulteriore occasione di approfondimento di grandi figure femminili da parte di Claudia Balsamo. Infatti, lo scorso anno l’attrice e regista presentò con grande successo al Teatro Stabile, sempre in collaborazione con Le Ali di Frida, un bellissimo monologo su Frida Kahlo. Questa volta sarà analizzata e raccontata Artemisia Gentileschi, la più grande pittrice italiana, la cui vita offre enormi spunti di riflessione sulla condizione della donna.

L’attenzione da sempre mostrata dall’associazione potentina nei confronti della realtà femminile e la sensibiltà artistica della talentuosa Balsamo si sono incrociate e consolidate in questi spettacoli presentati alla città di Potenza attraverso i quali sarà possibile da una parte approfondire la problematicità della condizione della donna che ancora oggi presenta aspetti estremamente difficili e, dall’altra, sensibilizzare ed educare all’armonia delle relazioni di genere

Museo archeologico nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu”

Oggi, come all’epoca di Artemisia Gentileschi, le donne continuano a vivere in un mondo ancora del tutto ostile. Tante donne, troppe donne ancora oggi sono vittime di violenza, mille volti si rispecchiano in quello di Artemisia Gentileschi che all’età di 18 anni ebbe il coraggio di denunciare lo stupro subito da parte di uno dei suoi Maestri, Agostino Tassi.

Artemisia, pur così giovane, fu tanto forte da condurre una battaglia legale riuscendo ad imporre la propria arte e difendendo la propria visione del mondo e della vita.

Lo spettacolo si presenta come un dramma dell’amore, dell’odio irrefrenabile, della passione di una donna che infranse tutte le regole del tempo per difendere la sua libertà. Ci si ritrova ad un vero e proprio processo con un cast tutto al femminile.

Dal punto di vista registico viene messo in evidenza il corpo, un corpo che parla, si muove, agisce in relazione alle emozioni e alle passioni.

Processo per uno stupro” è un grido di giustizia in cui la lingua italiana si sposa con quella napoletana. Napoli infatti è l’ultima terra che ospitò Artemisia Gentileschi.

Nel corso della serata saranno raccolte offerte per poter installare all’interno di un parco cittadino una panchina rossa per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della violenza sulle donne.

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