E’ stato celebrato nel cortile del Museo Archeologico di Potenza il “Processo per uno stupro”

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Museo archeologico nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu”

L’altra sera, nella bellissima cornice della Sala del Cortile del Museo Archeologico Nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza,  una straordinaria Claudia Balsamo si é calata nei panni della più  grande artista italiana di sempre, Artemisia Gentileschi. Lo ha fatto con l’emozionante spettacolo PROCESSO PER UNO STUPRO peraltro da lei scritto e diretto. Artemisia Gentileschi, pittrice caravaggesca del seicento, é entrata ai vertici della pittura con le sue formidabili  opere di grande potenza, di forte impatto emotivo e cromatico e di notevole varietà poetica . La sua incredibile vicenda umana ed artistica incrocia genio e violenza, passione e determinazione, pregiudizio e riscatto, ribellione e forza di volontà  . Figlia di Orazio Gentileschi, a sua volta pittore, fu avviata proprio dal padre alla pittura nella sua bottega insieme  ai fratelli. La sua vita fu fortemente segnata da uno stupro subito appena diciassettenne da parte di un collega ed amico del padre  Tarciso Tassi, suo maestro di disegno, e dal processo che gli intento’ e che la lascio’ sconfitta umiliata  lacerata e distrutta ma da cui seppe riscattarsi con una straordinaria carriera artistica.

Processo per uno stupro

Lo spettacolo della Balsamo é  incentrato proprio sugli aspetti umani e psicologici del processo per stupro voluto e subito dalla pittrice. Una finestra temporale ben definita nella vita dell’artista che consente di comprendere meglio gli aspetti più  caratteristici e pregnanti della sua vita, della sua carriera artistica e della sua anima ferita e ribelle. L’attrice  fa una magistrale interpretazione  di Artemisia Gentileschi. Sulla scena il suo é un corpo che parla, si muove, agisce trasmettendo emozioni. Amore  passione, arte, violenza, ipocrisia, coraggio, forza, grandezza, determinazione, sensibilità…la storia di una donna…l’avventura di una grande artista. É  l’amore vissuto come possesso…É il coraggio che  impone la propria visione della vita attraverso l’ arte.

Elemento centrale dello spettacolo  é  l’acqua, l’acqua che purifica, cancella, lenisce e rinnova e tuttavia non riesce a sanare ferite profonde dell’anima. Scarna ed essenziale la scenografia in cui campeggiano  con prepotenza i colori forti e passionali della pittura di Artemisia: il rosso porpora, il blu e il giallo.

Quello di Claudia Balsamo é un gradito ritorno nella nostra città. Infatti, sempre ospitata dall’associazione Le Ali di Frida, lo scorso anno fu presentato al Teatro Stabile, con grande successo, lo spettacolo Viva la Vida incentrato sulla grande Frida Kahlo.

Processo per uno stupro

Una evidente e comune sensibilità nei confronti della condizione femminile ha fatto incontrare e reso possibile percorsi di approfondimento su questo tema tra l’attrice e regista della scuola di De Filippo e l’associazione potentina. Infatti un filo rosso unisce i due spettacoli e  le protagoniste degli stessi. L’esigenza di approfondire la difficile  condizione attuale della donna partendo da figure cult della storia delle donne, ma anche della storia più in generale. Figure femminili forti, libere e ribelli che hanno rifiutato il ruolo subalterno loro assegnato dalla società, hanno avversato pregiudizi e regole ingiuste, hanno sovvertito le regole imposte, respinto pietà e ipocrisia ed hanno ribaltato il destino mediocre loro assegnato consegnandosi col loro genio alla storia e ai vertici della storia dell’arte. Un monito a non arrendersi ma anche una speranza per le donne che ancora oggi lottano per affermare i propri diritti e la propria identità. Rivivendo la storia del processo per stupro di Artemisia Gentileschi é  emersa forte e chiara la contemporaneità di gesti, giudizi, parole, percorsi, dolori, umiliazioni e lacerazioni subite da tantissime donne in questi nostri tempi che restano indifferenti al grido di dolore e di giustizia delle vittime di violenza. Uno scenario che si ripete uguale nel tempo, anche a distanza di secoli. Una strada ancora tutta in salita quella da affrontare per ristabilire corrette relazioni di genere. Straordinario spettacolo che si è avvalso anche del contributo  artistico delle altre due bravissime attrici presenti in scena, Federica Palo e Tiziana Territo. L’evento, introdotto dalla Presidente dell’associazione Le Ali di Frida, Franca Coppola, é  stato finalizzato ad una raccolta fondi per l’acquisto e sistemazione in un parco cittadino, di una panchina rossa per ricordare il sangue versato dalle tante, troppe donne vittime innocenti di violenza. Si spera che la collaborazione tra Le Ali di Frida e la talentuosa Claudia Balsamo possa a breve regalare ulteriori momenti di approfondimento sulla condizione della donna  e soprattutto un’altra grande figura femminile per comprendere quanto la storia della nostra civiltà ha perso relegando ai suoi margini il talento e il genio delle donne.

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