La Famiglia – tratto dal libro “Uno Sguardo al Passato” di A. V. Violante

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IL PERMISSIVISMO – L’eccessivo amore dei genitori verso i figli non è positivo. Guai a diventare deboli e permissivi! Tante mamme pensano: “Perché l’amo, gli faccio fare quello che vuole, gli do ciò che desidera e, magari, tutto quello che io non ho avuto è bene che l’abbia mio figlio…” Abbiamo bambini tra i meno puniti, tanto viziati che saranno un fallimento personale, familiare e sociale.

Dobbiamo riconoscere al bambino, futuro cittadino del domani, un suo diritto ad avere ed a chiedere. Dare sì, ma non sconfinare nell’esagerazione. Non bambini viziati, bensì capiti, aiutati e resi capaci di fare da soli. Il mammismo è fallimento. I bambini hanno diritto ad un amore costruttivo, basato sul dialogo. Un amore orientato all’essere e non all’avere, oppure all’apparire.

LA FAMIGLIA DI UN TEMPO – Durante il periodo fascista era considerato naturale il diritto del più forte “Pater familias, ipse dixit…” Ogni diritto era sempre dalla parte dei grandi ed ognuno doveva ubbidire o tacere. Ieri era così!

Antonio Vincenzo Violante

Antonio Vincenzo Violante

Ricordo di aver ricevuto tante percosse da mio padre, quando al ritorno da scuola, seppe che il mio maestro mi aveva affibbiato ben venti rigate sulle mani: avevo dato un innocente nomignolo ad una compagna che si era messa subito a piangere. Il maestro senza indagare, mi chiamò alla cattedra e mi percosse. Al mio rientro a casa, mio padre non volle giustificazioni, mi affibbiò uno schiaffone. Tanto il maestro che mio padre avevano abusato della loro autorità, sarebbe bastato farmi capire il torto… e punirmi in altro modo.

MANCANZA DI DIALOGO – A mio avviso, la famiglia dovrebbe rappresentare unione di vita sincera.

Invece, spesso, esprime mancanza di dialogo o, addirittura, conflitto. In molte famiglie manca l’armonia, il rispetto reciproco e, quel che è peggio, c’è il disinteresse dei coniugi per quanto riguarda il dovere di educare e sostenere i figli, dando loro appoggio e consigli, più che come genitori, come amici. Ogni buon genitore dovrebbe rendersi conto che ciascun figlio ha una propria personalità da dover rispettare.

DOLCE FOCOLARE DOMESTICO – Una volta la casa era considerata la culla della famiglia, sempre aperta agli amici, sia nei giorni della festa, che in quelli del dolore. La donna era considerata l’angelo della casa. Influiva positivamente sui figli ponendosi a modello da imitare. In questo nostro tempo, così fortemente segnato da confusioni, immaturità, ambiguità, malessere, vuoto, crisi di identità, disorientamento, non si vive bene. La mamma va fuori a lavorare ed i figli ne sentono la mancanza. La famiglia, per essere felice, dovrebbe poter ritornare a vivere i sereni tempi del dolce focolare domestico, anche se questo oggi è sostituito dai termosifoni e dalla cucina a gas o dai condizionatori d’aria, eccetera.

Quelle vive fiamme del ceppo acceso non riscaldavano solo le pareti domestiche, bensì mantenevano viva l’unione degli sposi che non è da paragonare a nessuna ricchezza. Quell’immacolata fiamma prodotta dai rami secchi raccolti, dagli stessi familiari e portati a spalla dai campi, era come il saldo vincolo dell’amore benedetto da Dio. Le instancabili nonnine raccontavano delle belle storie, presentandole ai nipotini con vera arte didattica, non appresa a scuola, ma dettata dal buon senso e dall’esperienza. Spesso in quelle fiabe c’era tutto il sapere di una vita.

Mia madre, la cara Rosa, era una vera poetessa, ci intratteneva con quel suo dolce sorriso (unito al suo incantevole dire) per ore intere. Altro che i programmi televisivi vuoti ed osceni!

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