Giovanni Pascoli nella città dei Sassi

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Ernesto Calluori

La scuola in Basilicata, come viene raccontata da Felice Di Nubila nel libro “La Basilicata nel crocevia della Storia“, nelle condizioni del popolo contadino era quasi inesistente come tanti altri servizi. Nel 1861 arrivò la scuola pubblica adottando locali di fortuna. Mancavano oggetti, libri e attrezzi di cancelleria che i pochi alunni non potevano comprare, tant’è che altra limitazione alla frequenza della scuola era insita nella necessità di impegnare i ragazzi nei vari lavori agricoli o nelle attività artigianali. Negli anni trenta le scuole elementari furono, comunque, istituite in tutti i Comuni della Basilicata e iniziarono ad arrivare maestri e maestre forestieri“.

Piazzetta Pascoli

Questa premessa è necessaria per menzionare il fatto che al Ginnasio privato di Viggiano nell’estate del 1884 era arrivato come Regio Commissario per gli esami di licenza ginnasiale, un giovane professore neolaureato che si chiamava Giovanni Pascoli, una delle figure più emblematiche della poesia italiana. In una lettera che scriveva alle due sorelle a cui era molto legato – in quanto rimaste orfane – diceva che per arrivare da Matera in cui aveva insegnato, fino a Viggiano, bisognava rompersi le ossa per due giorni continui sui muli, passare fiumi, costeggiare precipizi. Il rapporto tra Pascoli e la città di Matera non fu mai idilliaco e si è trattato di un rapporto amore e odio. Il pessimismo pascoliano si presentava scomposto rispetto a quello leopardiano, perché proveniente dalle conseguenze parentali.

Giovanni Pascoli

Ezra Pound distinse diverse tipologie di poeti definendoli Inventori, Maestri o Diluitori. Oggi, non un secolo fa quando predominava ancora la lingua nazional-romantica di Manzoni e Leopardi possiamo affermare che Ezra Pound fu un vero “inventore” perché ristrutturò la lingua con immissioni nuove di termini. E Pascoli? Vi si cimentò anche lui, con numerosi inni e lodi cantando fortuna e destini della Patria. Pascoli dietro l’apparenza di uomo pacifico e solidale, è inquieto come l’uomo moderno. La fede non è rifugio per lui, è ansia. La sua formazione poetica contrasta con l’odierna magica città dei Sassi, che oltre alla sua sperimentazione sociale, tecnologica, ambientale e alla sua tipologia che la rende unica, Matera con i suoi ingredienti che sono le chiese romantiche del XIII secolo e quelle barocche del secondo “600 si è pronti a scoprire l’altro aspetto di una profonda spaccatura nel terreno, cave di tufo rese scintillanti dal sole e dai Sassi.

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