Quando i ricordi volano in alto

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Anche se sono trascorsi già alcuni giorni dalla, “RADICI“ confesso di essere ancora felice ed emozionata per l’accoglienza riservata e per la folta ed attenta partecipazione. Per me è stato motivo di soddisfazione essermi ritrovata insieme a tanti di voi per la presentazione di questi miei pensieri divenuti versi, versi per me molto importanti e significativi perché si leggono i miei ricordi.

Giovanna Saporito

Giovanna Saporito

Con piacere saluto tutti voi per essere stati presenti e per aver partecipato a questo intenso e articolato pomeriggio culturale. Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, è stata per noi tutti una splendida serata ricca di intense emozioni in un contesto scenico eccezionale quale l’atrio del Palazzo Pignatelli con le sue arcate, il pozzo e i ceppi romani della fonte di San Giovanni, il tutto profumato e colorato dai gerani in fiore. Una serata in una costruzione austera ma nello stesso tempo sobria ed elegante, e noi tutti ci siamo immersi nello scenario seicentesco con semplicità lasciando libere le emozioni.

LINGUAGGIO NASCOSTO

Linguaggio nascosto le emozioni

tra il brillare del sole, il luccichio delle stelle

forte si sente la voce del cuore.

Bagliori infiniti tra vicoli e colli

il canto d’amore passeggia

sulle ondulate colline

si aggira sulle cime più alte

accarezza le brillanti pianure.

Canta, parla, suona tra sussulti e incanti

ampio si estende sui verdeggianti ricordi.

Grazie alle mie radici, ai miei maestri, ai miei nonni, alla mia bisnonna, ai miei genitori, a mia sorella, grazie a tutti loro per la persona che sono oggi. Sono loro che mi hanno trasmesso i grandi valori che io tengo ben stretti nel mio cuore.

Un grazie va al sindaco avvocato Gelsomina Sassano che mi ha onorata con la sua presenza e per le parole di stima che ha profuso nei miei confronti, alla vice sindaco, nonché assessore all’ambiente, dottoressa Giovina Castaldo. Un grazie speciale all’insegnante Rosetta Saporito che con parole vere e sincere, sgorgate direttamente dal cuore, ha aperto la serata, un grazie particolare alla signora Giuseppina De Rosa che, nonostante gli anni, ha letto con espressione e splendidamente la lettera della sua nonna datata fine ottocento inizi novecento, una dichiarazione d’amore colma di sentimento puro e duraturo. Grazie al fotografo Emiddio Votta che si è gentilmente adoperato per immortalare i momenti più belli di tutta la manifestazione. Tutti noi siamo stati protagonisti della serata e per questo ci siamo emozionati.

Un tocco magico il sottofondo musicale napoletano, per ricordare le origini del mio papà, degli anni 50 ha dato inizio alla serata, dopo che io sono scesa lungo le scale decantando il canto tra i colli.

da sx Giovina Castaldo Giovanna Saporito e Gelsomina Sassano

Sfogliando RADICI è possibile percorrere un itinerario lo stesso itinerario che ho percorso io curandone la pubblicazione, un itinerario teso a cogliere una molteplicità di realtà viva e vitale, la scoperta di tante cose, momenti o attività di cui tutti in qualche modo ne siamo stati artefici, promotori e interpreti, e che vi permetterà di ricordare, anch’io c’ero, anch’io sono stato protagonista di questa realtà, anch’io ho contribuito. 

LO SGUARDO

Lo sguardo si perde nell’altura

tra lo sfrecciar di rondini nel cielo

e lo sbocciar di fiori in primavera.

Lo sguardo si perde nel sole

quel sole che fa brillare la bianca rugiada

che austero in alto sta e con i suoi raggi

infonde luce e speranza.

Lo sguardo si perde nelle albe e nei tramonti

che giulivi negli occhi risplendono

mentre sorridono al riflesso del sole che

nell’azzurro riluce, avanza e si insinua

pervade e splende nei cuori.

Lo sguardo si perde nelle tre colline

nei tre giganti muti che con i rami

e le foglie mandano un saluto.

Lo sguardo mira le stelle e cavalca le nubi

come piuma leggera si posa sulla luna

… e sospira, sospira.

 

Radici è uno sguardo ai ricordi e danno voce al mio cuore che volano tra le emozioni. Le poesie si alzano come foglie al vento e galoppano sulle ali di un gabbiano e si impadroniscono del cielo, e tutti voliamo. Radici non è una lezione di storia né di geografia, ma è il mio cuore che parla. Il mio cuore che è uno scrigno prezioso di cui io solo conosco la combinazione. Ed ecco apparire la mia valigia contenente i mie ricordi, ecco la conchiglia regalatami da Michelina alle elementari, la pergamena per la celebrazione Pascoliana 1962, i 45 giri della mia adolescenza, la fascia di miss liceo, il settimanale GENTE, i carboncini, … Storia, emozioni, sentimenti, natura, ricordi dei veri quadri che se si chiudono gli occhi mentre si ascoltano il quadro è visibile, ed ognuno potrà colorarlo con i colori della propria anima. Nel labirinto della mia anima, i miei avi sono il filo di Arianna, le mie figure di riferimento, la traccia della mia famiglia, ed occupano una bella parte del mio cuore: se guardo profondamente nel palmo della mia mano vedo i miei genitori, e tutte le generazioni dei miei antenati. Tutti sono vivi mentre guardo. Ognuno è presente nel mio corpo ed io sono la combinazione di ciascuna di queste persone. Radici è uno sguardo che si perde nelle tre colline. E’ una voce limpida, tenera, innocente, è la mia solarità interiore, il mio entusiasmo, la mia gioia di vivere, il mio amore per tutto il creato. Le cronache di ogni giorno dimostrano quanto arido sia divenuto l’animo umano e di quanto la società ha bisogno d’amore, RADICI è un messaggio d’amore e vuole scuotere gli animi ad aprirsi all’amore.

 

SI, MIRARE

Marsico travolgente appare

trema il cuore, nelle luci e nelle ombre

l’orma si ritrova dell’amore antico,

si, mirare si vuole le cose più care

si, mirare si vuole le cose più belle,

immensi prati, profumi mai persi

anime candide, melodie di palpiti

pampini d’oro, limpida acqua

ombre che si rincorrono e si intrecciano.

Dolci ricordi rovistano l’anima

si immergono, avvolgono, ondeggiano,

nell’aria vibrano e come saette colpiscono il cuore.

Una tempesta di emozioni accendono gli occhi

E un radioso un sorriso appare.

Si, mirare, incanta come il canto di una sirena in mare .

 

OSSERVARE

Se tutto si osserva attentamente

ogni pietra parla di storia e di avvenimenti,

ma del passato solo un ricordo,

godiamoci il presente

dove qui di natura regna il Paradiso,

dove le corolle esplodono di vita

e l’aria fresca palpita tra sentieri e valli,

tra il verde e i ridenti colli.

Guizza e sfiora l’anima mentre visita i ricordi.

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