“L’Autore allo Specchio”, di Antonio Capuano il 25 ottobre la presentazione a Salerno

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Nella foto la copertina del libro “L’Autore allo Specchio” e il suo autore Antonio Capuano. Sullo sfondo, la cittadina di Francavilla sul SinniL’Autore allo Specchio” (amore e passione) è il titolo del nuovo libro di Antonio Capuano, stampato presso la Tipografia Gagliardi di Lagonegro, dedicato ai francavillesi presenti e sparsi per il mondo, che vorrebbe veder tornare.

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libro “autore allo specchio
” Antonio Capuano

In copertina il dipinto ad acquerello “Il piccolo barbiere” dell’artista di San Severino Lucano Rocco Perrone, che ci riporta indietro nel tempo, al primo giorno di lavoro di Antonio Capuano (1956, aveva otto anni), mentre fa la barba al suo maestro Giovanni Carelli, iniziando così il suo lavoro di barbiere che continuerà fino a 18 anni. In ultima di copertina una bella e antica foto di Prospero Nubila con tante donne al lavoro per “la pulitura del campo di grano”. Con il “Viaggio in cerca di lavoro” in Svizzera, iniziò una vita diversa per il nostro Capuano e l’artista Perrone (che l’autore ringrazia, come pure ringrazia l’insegnante Flora Febbraio per la correzione delle bozze) ce lo fa scoprire anche in tanti speciali disegni a carboncino da quando era bambino sino ai giorni nostri. Come afferma il prof. Francesco D’Episcopo, Emerito docente presso l’Università Federico II di Napoli (co-autore di oltre 90 articoli su riviste scientifiche internazionali, libri e atti di congressi.) che ha curato la prefazione di questo interessantissimo libro,

“Antonio Capuano è un figlio del nostro Sud, il ramo robusto di una pianta secolare, millenaria, che affonda le radici in una geografia e storia tutte nostre, che uomini come lui, come noi, ben conoscono, a differenza di molti altri che le ignorano e le trascurano”.

Si tratta di un libro-intervista, un libro confessione. “L’autore allo specchio” è Antonio Capuano che ha dedicato il suo spirito creativo, da sempre, alla musica, alla scrittura e all’editoria con una partecipazione affettuosa e a volte amara. Con questa nuova opera continua la sua lotta contro il declino della sua terra con la speranza, non illusoria naturalmente, per il riscatto della sua regione dalla impareggiabile bellezza, come nella prima aletta del libro (nella aletta di chiusura la poesia “L’Italia”) ha scritto il poeta, scrittore, drammaturgo, saggista, intellettuale e artista Tino Spinelli (nel libro anche il suo racconto “Nessuno… il re che non voleva essere chiamato re”), che in un altro capitolo definisce Antonio Capuano testimone delle vicende del suo paese e della Lucania. Il prof. D’Episcopo l’ha definito, invece, “Un fedele d’amore del nostro sud” e specifica al lettore che giustamente ha voluto scrivere e consegnare al futuro questo libro

“che è la testimonianza più palpitante e verace di un uomo, isola solitaria, che ha cercato in tutti i modi di creare intorno a sé un arcipelago di occasioni per fare musica e letteratura, ma anche per cercare un contributo, intellettualmente onesto, a migliorare le condizioni di una delle piaghe più ricche di cultura del nostro Sud Jonico…”.

Ed a testimonianza del nostro autore chiama la poesia del senisese Nicola Sole, uno dei grandi Lucani nella storia della Nuova Italia, che ha fatto, anzi hanno fatto (Sole e Capuano), di tutto per restituire alle terre e alle genti lucane l’orgoglio di essere meridionali, testimoni di una grande storia, fruitori di una grande, reale bellezza…”.

Efficacemente Capuano scrive che si è rimasti soli, sedotti da questa storia e bellezza e nello stesso tempo abbandonati ad un destino incerto e ingiusto senza riuscire a imporre i propri meriti, il proprio inconfondibile e inimitabile genio creativo e critico. Il prof. D’Episcopo insiste nel dire che

“Noi vogliamo continuare ad essere artigiani della cultura, formati nelle botteghe del sogno e del desiderio, dove il mondo si tocca da vicino e risponde naturalmente ad ogni sussulto del cuore e della mente…”.

Il libro si apre con la poesia “A ‘na femmena” con dipinto dello scomparso pittore di Matera Luigi Guerricchio. Segue la poesia “Turnate paisà” che l’autore dedica ai francavillesi sparsi per il mondo. Dopo la prefazione del prof. D’Esposito (ricercatore per l’Università degli Studi della Basilicata, SSD FIS/06, afferente al Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente), iniziano le interviste del giornalista Lo Specchio, vero inviato speciale.

L’autore, naturalmente, risponde sinceramente con grande professionalità ad ogni domanda, facendoci scoprire l’intera sua vita (dall’infanzia, ai suoi giorni felici da ragazzo; al suo primo lavoro; alla scuola che ha frequentato; al suo lavoro in Svizzera, al servizio militare in parte svolto a Bologna. Poi il ritorno a Francavilla. L’intervista, continua ed apprendiamo la sua re-iscrizione alla SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), l’apertura di una sua libreria e di una casa editrice (nel 1980 ha stampato il libro “Francavilla” con autori vari). Ma i suoi concittadini e i politici lucani in questa sua attività ultra culturale gli sono stati vicini? Quali rapporti hanno avuto con lui? Quanti libri ha scritto, quante canzoni, quante le incisioni discografiche? Come vorrebbe vedere oggi Francavilla e come vede il mondo della politica e a quale personaggio della vita francavillese dedicherebbe un monumento se ne avesse la possibilità di realizzarlo?

presentazione libro

presentazione del libro di A. Capuano “l’autore allo specchio”

Ve lo lasciamo scoprire leggendo tutte le risposte e i suoi pensieri nelle pagine di questo libro che riteniamo anche “un buon insegnante di vita”. Capuano è stato anche impegnato politicamente (quando da giornalista scriveva la verità sui politici, tante volte per il loro bene, diventavano suoi nemici…). Seguono altre avvincenti pagine con tante foto come “C’era una volta la fiera con gli animali” e “La Lucania di Capuano” in una critica letteraria del prof. D’Esposito. Immancabili, naturalmente le poesie, anima di Antonio. Dopo quelle che abbiamo già citato “A ‘na femmena” e “Turnate paisà”, tante altre belle poesie, tra cui quella dedicata al padre “A mio padre”. Riportati nel libro anche foto di copertine di dischi e di fascicoli musicali, artisti vari, alcuni articoli dedicati a lui e alle sue opere di questi 60 anni di attività culturale (il suo primo testo di canzone è l’ha scritto nel 1962). Come i lettori scopriranno Antonio Capuano ha scritto oltre 300 testi di canzoni (alcune musicate dai compositori come Pietro Barbetta, Erminio Rattazzi, Mario Gazzi, Franco Rizzo), incise su musicassette e CD, trasmessi in diversi programmi radio-televisivi da diversi artisti. Tra i testi, “U Brigante”, inserita nel cortometraggio “Il Lupo del Pollino” Fra l’altro, Capuano, ha scritto con sentimento e spontaneità, come sempre del resto, i testi di tutte le canzoni incise dal rimpianto artista Franco Scillone, ovvero Franco Cupparo, ideatore anche del “Cantapollino” (album “Amici siamo noi”, “Europa”, “Il sole del mattino” “Le zitelle” – questo in collaborazione dei noti artisti lucani Mimmo Carlomagno e Franco Rizzo), Leonardo Riccardi del Gruppo “Suoni”, di Terranova del Pollino; Donatella Marra (Cancello di scuola); Silvia Silvie Miriam Del Mare (La vita al mio paese); Tony Caputo (Torna a cantà cu mmè); Gabrielle Vianello (Il blu del cielo); Tiziana Solare (Viva le donne); Frank Gramatica (Medjugorje e anche Buenos Aires, dedicata all’Asociation Italiana de Residentes Francavillesesen Argentina di San Just-Buenos Aires 10 che ha intestato la propria biblioteca ad Antonio Capuano per riconoscimento della sua alta dedizione alla cultura locale e Argentina). Il lupo del Pollino al Lucana Film Festival di San Severino Lucano La pellicola, proiettata come evento speciale all’interno del nuovo museo Polifunzionale di Mezzana Frida di San Severino Lucano, ha affrontato la tematica del brigantaggio nel corso de “La terra dei Briganti”, Festival della cultura meridionale. La banda di Antonio Franco Serafina Ciminelli.

Il brigante Antonio Franco e Serafina Ciminelli con parte della banda

Il Brigantaggio interessò i paesi del Pollino, dopo l’unità d’Italia, che divennero rifugio per i briganti. Ricordare quanto avvenne in quegli anni, ha ricordato il Sindaco di San Severino Lucano Franco Fiore, è significativo perché si offre alle nuove generazioni la possibilità di conoscere un tassello della propria identità culturale”. Il film racconta la vita di Antonio Franco, brigante lucano che durante il Risorgimento divenne famoso per le sue gesta astute e spietate. La storia del brigantaggio in Italia è poco presente nei libri, ma è fortemente tramandata dai nonni ai nipoti. È la storia di un Sud Italia povero, oppresso dalle tasse e dalla fame che, però, non si arrende; è la storia dei briganti che vivono nelle foreste e nelle montagne; è la storia di persone semplici che cercano la loro giustizia con metodi non sempre corretti: “rubano ai ricchi per dare ai poveri”. A vestire i panni del brigante è Alessandro Parrello, che firma anche la regia del film, mentre Tonia Bruno è Serafina Ciminelli, fedele compagna del Lupo del Pollino, tragicamente vittima della stessa sorte del compagno. Prima produzione cinematografica per ETT che tra riprese aeree e immagini ad effetto che rafforzano la narrazione, immerge gli spettatori nella storia del misterioso brigante del Pollino.

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