Ripeto, non si vive di solo effimero

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Prima di parlare dell’argomento, desidero manifestare la mia soddisfazione e rinfrancamento per la fiducia che il Governo Conte 2 ha ricevuto in Parlamento dal Movimento 5 Stelle, dal Partito Democratico e da LEU.

Per dirla con Beppe Grillo queste forze politiche hanno fermato i barbari.

Si, sono proprio barbari, perché non hanno avuto e non hanno umanità nell’azione governativa. Il riferimento è chiaro, mi riferisco alla LEGA di Matteo Salvini.

Invece il nuovo Governo pur rispettando la legalità opererà nel pieno rispetto dell’umanità. Sono ulteriormente soddisfatto perché due Ministri, la Prefetta Luciana Lamorgese e l’on. Roberto Speranza, hanno le loro origini da Francavilla (famiglia Ciminelli e famiglia Introcaso Luigi, rispettivamente).

Auguriamo loro buon lavoro in una fase molto delicata per l’Italia per i compiti a cui sono stati chiamati: ristabilire una politica umana e condivisa per l’immigrazione e la sicurezza dei cittadini e dare vitalità e centralità alla Sanità Pubblica che purtroppo è stata trascurata a favore di quella privata.

Roberto Speranza Luciana Lamorgese

Fatta questa premessa (un po’ lunga per la verità) torno sull’argomento effimero dopo averlo già trattato su questo blog il 18 ottobre 2017 per ribadire che non possiamo ignorare i problemi veri del nostro territorio e la ricerca di valide soluzioni, per dare spazio a tante attività ludiche, culturali e religiose, l’effimero appunto, che si svolgono nel mese di agosto nei nostri comuni.

Gli ultimi dati ISTAT sul nostro Mezzogiorno d’Italia (due milioni di giovani sono andati via dalle nostre regioni in cerca di lavoro) e l’accorato appello del chiarissimo prof Renato Di Nubila nel suo brillante intervento di chiusura al Convegno tenutosi a Matera il 31 agosto u.s. sulla Mostra Fotografica del Fondo Prospero Di Nubila a “stimolare una nuova intraprendenza per lo sviluppo” ci devono indurre a non stare a guardare.

E allora, partendo dalla nota riflessione “pensare globale e agire locale”, faccio un invito pressante a: Amministrazione Comunale, Associazioni, Pro Loco, Parrocchia, Partiti e Sindacati affinché mettano tutte le loro energie cercando di creare lavoro per arrestare l’emorragia di giovani che vanno via. Abbiamo nel nostro Comune delle potenzialità che dovremmo far venire fuori, per esempio dobbiamo utilizzare il terreno golenale fra il fiume Sinni e Frida assegnandolo a Cooperative Agricole o a Cooperative Sociali in agricoltura. Da trenta anni non viene utilizzato. Sarebbe pur ora di sfruttarlo per i fini per cui è stato recuperato.

foto dell’area artigianale e dei terreni golenali di Francavilla

Utilizziamo i terreni incolti e abbandonati per la coltivazione di piante aromatiche e officinali (origano, lavanda ect. ect.). il centro storico è in uno stato di abbandono e di degrado e quindi sarebbe opportuno approntare un piano di recupero sia ai fini turistici e sia occupazionali nell’edilizia.

È doveroso valorizzare anche i fatti storico-culturali alla luce della splendida rappresentazione teatrale della vita del brigante Antonio Franco a opera del nostro regista Aldo Fortunato e di tanti dilettanti appassionati di teatro. Si potrebbe così seguire l’esperienza di Colobraro sulla “magia” che viene ripetuta sistematicamente in estate.

Recuperare e valorizzare la nostra Certosa, “U’ Cumment” sarebbe fondamentale per completare la ricerca storica delle nostre origini. E tante altre cose. In poche parole ci dobbiamo dare una scossa se non vogliamo avviarci all’estinzione.

ruderi Certosa di S. Nicola – Francavilla

Fuori tema vorrei ricordare un altro 11 settembre oltre a quello delle torri gemelle di New York, perché io personalmente per Tv o sui Giornali non ne ho sentito parlare affatto in questi giorni. Mi riferisco all’11 settembre 1973 quando venne barbaramente assassinato il Presidente del Cile, il democratico Salvador Alliende primo Presidente Social Comunista dell’America del sud, aprendo la strada alla più spietata dittatura fascista con a capo il generale Pinochet, appoggiato dagli Stati Uniti d’America. Da quella terribile esperienza Enrico Berlinguer teorizzò il compromesso storico che cambiò la storia del Partito Comunista Italiano e dell’Italia.

Tanto, per non dimenticare.

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