L’altra faccia di Matera – non solo i Sassi nella Capitale Europea della Cultura 2019

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L’Associazione Lucana “Giustino Fortunato” di Salerno, fondata vent’anni or sono dall’avv. Paolo Carbone, ha assunto nel tempo una precisa connotazione in ambito culturale e sociale ed ha acquisito progressivamente prestigio per la qualità delle sue iniziative, grazie alla disponibilità, alle competenze e all’entusiasmo dei membri dei vari consigli direttivi che si sono alternati negli anni e grazie alla spontanea partecipazione di tutti i soci.

Nicola Vitola

Tra le varie attività svolte, dagli incontri culturali, che si sono succeduti presso la sede dell’Associazione con la partecipazione di qualificati relatori, alle attività ludiche e ricreative, intese come momenti d’incontro e di amicizia, si annoverano anche viaggi organizzati nelle belle e amene località della regione Basilicata, terra d’origine della maggioranza degli iscritti, siglando un modo di mantenere saldo il legame con le proprie radici.

Nell’ambito di queste iniziative socio-culturali, a testimonianza della vitalità di un progetto di lavoro, nonché della vigoria, dedizione ed entusiasmo incarnati dall’attuale Presidente del sodalizio, prof. Rocco Risolia, è stata recentemente organizzata una gita sociale a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Il viaggio ha avuto sì lo scopo di rivisitare le grotte scavate nella roccia di quei due grandi anfiteatri naturali, costituiti dal Sasso Caveoso e dal Sasso Barisano, passati dall’essere la vergogna nazionale a Patrimonio UNESCO, di ammirare l’incredibile paesaggio rupestre, ma anche di riconsiderare e rivalutare il grande patrimonio culturale della città.

Salendo e discendendo per i numerosi vicoli, che si intrecciano fra le grotte e svoltando gli angoli sempre diversi e singolari, per sorprendersi in atmosfere magiche ed uniche, quasi da fantasia onirica, si sono potute ammirare alcune delle principali Chiese Rupestri, ricche di dipinti murali, testimoni dei primi insediamenti paleocristiani.

Palazzo Lanfranchi Matera

Palazzo Lanfranchi Matera

Andando su poi per il centro storico e percorrendo l’asse settecentesco, che delimita in alto “questi coni rovesciati, questi imbutichiamati Sassi (come li definisce Carlo Levi in “Cristo si è fermato ad Eboli”), si è giunti in Piazza del Sedile sede del Conservatorio, dedicato ad Egidio Romualdo Duni, orgoglio della città natale, compositore e genio musicale, per diversi anni direttore della Comédie Italienne a Parigi. Il Conservatorio, Istituzione di Alta Cultura, fa parte degli istituti ad alta formazione artistica, musicale e coreutica italiani e ogni anno organizza, per un numero sempre crescente di studenti, corsi di formazione di base. E’ dotato di un modernissimo auditorium utilizzato per le attività orchestrali e dispone di una biblioteca specializzata nel settore musicale e musicologico, con un patrimonio bibliografico di circa 7.000 unità, tra libri, spartiti, libretti, dischi e cd.

Piazzetta Pascoli

Poco più avanti si trova Piazzetta Pascoli, delimitata su di un lato da Palazzo Lanfranchi, ora sede del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata. All’interno è custodito, insieme a numerose opere dello stesso autore, il capolavoro di Carlo Levi, Lucania 61. Il dipinto fu commissionato dal Comitato per le Celebrazioni del Centenario dell’Unità d’Italia per rappresentare la Basilicata alla mostra Italia 61, inaugurata a Torino nel maggio dello stesso anno. Carlo Levi, individuato all’epoca come l’artista che meglio avrebbe potuto descrivere la Basilicata, decise di realizzare quest’enorme dipinto (18,50 x 3,20 m) diviso in tre scene, che dedicò a Rocco Scotellaro per sancire il suo legame di ‘fratellanza’ con l’intellettuale lucano.

“La vita – si legge nel manifesto esplicativo – scorre tra il corteo dei contadini che risale dalle argille aride e desolate e la piazza, vissuta da soli uomini catalizzati da Rocco, sindaco di Tricarico, che recita le sue poesie, chiarisce le sue idee, incita a rompere l’apatia di chi guarda sgomento un orizzonte disilluso e rassegnato. La platea è composta da contadini, con le facce arse dal sole, ma pronti a percepire l’anelito del suo messaggio di riscatto, con la stessa attenzione degli intellettuali e dei poeti, che con loro si fondono in un’unica ideale orgogliosa comunità. Testimoni della scena i padri della Lucania post-Risorgimentale, Giuseppe Zanardelli, Francesco Saverio Nitti, Giustino Fortunato, Guido Dorso, che, affacciati alla finestra, della casa sulla macelleria, legittimano il sogno del ‘poeta della libertà contadina’ e lo consegnano alla Storia. Alla scena della vita civica della piazza si collega la vita del vicinato, luogo delle relazioni sociali e del lavoro domestico. In contrapposizione al ‘Comizio’, nel ‘Lamento su Rocco’, un circolo di sole donne distrutte dal dolore piangono la morte di un uomo giusto e giovane.”

Al termine della giornata l’escursione al Centro di Geodesia Spaziale di Matera, inaugurato nel 1983 grazie a uno sforzo congiunto del Piano Spaziale Nazionale del CNR, della Regione Basilicata e della NASA. La compresenza di tutte le metodologie osservative rende il Centro una delle pochissime stazioni fondamentali della rete mondiale, di importanza critica per la comprensione della tettonica del bacino del Mediterraneo e di un gran numero di parametri geofisici e geodinamici. La stessa strumentazione viene, inoltre, utilizzata per altri tipi di attività, tra le quali la navigazione spaziale, l’astrometria e la radioastronomia. La visita ha avuto il merito di proiettarci d’un balzo dal passato delle grotte scavate nella roccia al futuro, aldilà dei pianeti e delle stelle, come a voler meglio comprendere da dove veniamo e dove un giorno chissà andremo.

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