Francavilla: vassalli illuminati.

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Ho atteso qualche giorno, nella speranza che qualcuno molto più influente, importante, competente di me, rappresentante delle istituzioni locali, l’intero consiglio comunale, di maggioranza e di minoranza, avrebbe dovuto, a mio avviso, prendere posizioni in merito all’articolo comparso sulla testata delle Cronache Lucane il 12 ottobre u.s., a firma di Ferdinando Moliterni, che nel contestare un gesto, sia pure condivisibile, offende un intero popolo.

Portone

Un popolo, pur nelle sue quotidiane divisioni, nei momenti in cui però, si vede attaccato nel suo orgoglio, nei suoi valori, quando da fuori e a cuor leggero, con la disinvoltura di chi con spregio assoluto butta fango su una intera comunità, deve saper trovare coesione totale.

Francavilla i suoi vassalli, valvassori e valvassini, lì ha esportati nelle accademie d’Italia e del mondo.

Francavilla ha dato i natali a donne e uomini che si sono distinti in vari settori dall’artigianato, dell’industria, del commercio, della scienza, della ricerca e della politica avendo avuto da sempre degni rappresentanti di vari schieramenti politici, come l’avv. Mario Ferrara assessore Provinciale, prima della istituzione delle Regioni, l’on. Giuseppe Fortunato deputato del PCI, Mario Di Nubila da Presidente della Provincia a Consigliere Regionale e, in seguito, Senatore della Repubblica della DC, Guido Viceconte Europarlamentare prima, Deputato e Senatore poi di FI, fino a Francesco Cupparo attuale assessore regionale.

Non solo nelle cariche istituzionali ma i francavillesi, da sempre, si sono distinti  come Manager Aziendali e illustri docenti universitari in vari atenei italiani e stranieri.

Scorcio panoramico di Francavilla

Tutto questo denota, da sempre, una coesione tipica di un popolo laborioso, che  sa operare scelte oculate e valorizzare le proprie intelligenze.

Se ciò significa ripiombare nel moderno feudalesimo, al quale manca solo la restaurazione del “ius primae noctis”,  ebbene, ci troviamo in un colossale paradosso.

Chi scrive è l’ultimo che avrebbe dovuto, in questa circostanza, prendere tale posizione, se faccio ciò, non è certamente per servilismo, ma solo ed esclusivamente per senso di appartenenza ad una Comunità, per amor di patria e per lo sdegno provato nell’assistere a tanta indifferenza.

Municipio di Francavilla in Sinni

Pur condannando il gesto dal quale il giornalista è stato ispirato, pur avendo sempre rispetto per la libera stampa, la libera informazione, trovo alquanto disgustoso, che per colpire un’azione sia pur essa grave, come l’aver esposto un cartello dinanzi ad una proprietà privata, si possa offendere in maniera così grave un popolo, che nulla ha a che vedere con questo genere di esibizionismo, il popolo di Francavilla è impegnato da sempre in altre faccende, è un popolo impegnato nel lavoro quotidiano, da sempre custode dei propri valori, capace di mettersi in gioco, creando le condizioni ideali per uno sviluppo autopropulsivo, è un popolo che dà tanto, ha dato e dà allo Stato pur ricevendo poco, è un popolo con la schiena curva di lavoro ma retta nel difendersi da offese gratuite.

Ebbene, il mio sdegno, di fronte a tali affermazioni, è che, mi sarei aspettato da questo popolo assopito, che ritrovasse il coraggio e la grinta di affrontare e respingere le offese ricevute pretendendo rispetto e pubbliche scuse.

Giuseppe Di Giacomo

Italia Viva

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