Archivio dell'autore Giovanni Gazzaneo

Quando facevo il medico Condotto…


Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo racconto inviatoci dal dr. Gazzaneo Giovanni da Padova: Quando ero medico di condotto… Saranno state le sei, quella mattina, quando mi buttarono giù dal letto telefonando da una delle frazioni. Era il gestore della locale osteria:

Quel brutto vizio di don Luigino La Rocca


Postale giornaliero per Potenza, cinematografo alla domenica, lapide commemorante il transito di Garibaldi, Filomena la femmina pubblica: tutto ci stava, al paese. Né poteva mancare il circolo cittadino, detto anche “Circolo dei galantuomini“, del quale, come tradizione imponeva, era presidente

I giorni dispari di Giacinto


  Lo sapevano tutti che Prospero Giannelli se l’intendeva con la moglie di Giacinto Tòtaro. Tutti, tranne forse quest’ultimo; il quale, dopo un bel po’ di anni, pareva che ancora non l’avesse capita.      E sì che non gliela facevano

La madre dell’onorevole (racconto)


Il battere di mani della suora caposala mise in agitazione il personale:          – Arriva la madre dell’onorevole!      E tutti a correre, a preparare.      – La stanza! E’ in ordine? Ci sono gli asciugamani? Ci sta

Violinista in erba


       – Fa… fa… sol. Sol naturale, e non sol diesis, testa di ciuccio! Che ci azzecca il diesis? Avanti… un’altra volta!      E Crispino riprendeva dal fa. E malediva il maestro, la musica, il diesis, il violino e

Un piano diabolico


     Un giorno si scoprì che avevano ingravidato Petronilla.      Furono gridi e strepiti che si sentirono da un’estremità all’altra del paese. E scudisciate con un ramo di salice bagnato.      Era la madre a urlare, ché Petronilla era

Fortunale


    Il mare era impazzito, quella mattina di marzo.      C’erano dei cavalloni da far paura, con una risacca che creava un dislivello alto almeno quanto il piano di una casa e gli scogli martellati da certi colpi d’ariete

La sciabola di Ciccillo


In questo breve racconto narro di un personaggio realmete vissuto a Francavilla, personaggio che i più anziani forse ricorderanno se non altro per averne sentito parlare dai loro genitori. A parte l’episodio finale del farmacista, il solo inventato, tutti gli

Mio figlio impiegato a Gallarate


Quella mattina d’estate la vecchia madre non aveva provveduto per il pranzo: si vede che qualcosa di grosso stava per accadere. Era dalle sette che s’agghindava. E Caterina, l’ultima delle figlie, le saltellava attorno, tutta una premura. – I capelli.

1953


Era di mattina presto e sul marciapiede della piccola stazione sostavano solamente loro. Due donne ancora giovani, vestite di nero. Viso abbronzato, qualche ruga precoce: pelle da contadine. E un militare, un giovane carabiniere. E tutt’attorno un nugolo di bambini.

Per un pane


Un tedesco vero quelli del paese non l’avevano mai visto. Quando nel settembre del ’43 ci fu l’armistizio se ne ritiravano ancora tanti lungo la vallata: alti, biondi… e incattiviti. Alcuni di essi, simili ai lupi d’inverno, s’avvicinavano alle case.

Ricordo di mio nonno Pantaleo De Giorgi (storia vera)


Ogni tanto il giovane maestro Pantaleo De Giorgi infilava l’indice in quel maledetto colletto incravattato. E faceva una smorfia per via della lingua impastata: brama d’acqua fresca nel piccolo paese del Salento assetato. Il concerto bandistico era fissato per le

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi