“Il campanaccio” di San Mauro Forte: rintocchi di una tradizione.

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005 San-Mauro-Forte-La-Chiesa-madreE’ un rito dal sapore antico che ritorna, di anno in anno, con uno spirito sempre più rinnovato. E’ “Il Campanaccio”, un cerimoniale pagano propiziatorio legato al culto della terra e della transumanza delle mandrie di mucche, che si festeggia in onore di Sant’Antonio Abate e di San Mauro, protettore del paese, San Mauro Forte- Mt- , (per quella parte di sacro che si fonde in ogni miscela di festa popolare). La tradizione vuole che il fragore di grossi campanacci, agitati a ritmo cadenzato e quasi ipnotico, allontani disgrazie e spiriti maligni.

E’ per questo che nelle giornate del 15, 16, 17 gennaio, il rito si rinnova. Il tempo l’ ha mantenuto inalterato  tramandandolo attraverso la conoscenza popolare, carico di arcaici ed unici sapori.

campanaccio

Una miscela di suoni, colori e profumi che ogni anno richiama migliaia di visitatori, studiosi e curiosi. Rintocchi magici che affascinano e travolgono. Lo scampanatore non ha età né una prerogativa del sesso maschile (ma solo da qualche anno le donne partecipano a gruppi di scampana tori liberi); può essere consapevole o semplicemente rapito dal ritmo assordante; giovane, adulto o addirittura bambino.  Già, perché a San Mauro, persino i più piccini hanno al collo una campana per emulare le gesta dei padri e per produrre con il batacchio, quel suono che seduce e si impossessa di strade, di vicoli, di antichi palazzi e della maestosa torre normanna per poi perdersi, tra i secolari uliveti della vicina campagna.

CAMPANACCIO-709x641“Il Campanaccio”, ogni anno, sconvolge la quieta e sonnolenta esistenza di un paese tranquillo. Non come si possa pensare un  frastuono ma un suono rudimentale e coordinato, quasi ad intonare un concerto che  racconta l’emozione e la storia di un territorio.

Un fragore che continua incessante per ore ed ore fino a che tutti i gruppi di scampanatori non avranno percorso, ad un ritmo lento, ogni stradina del paese. Da qualche anno, una sfilata seguita da una premiazione, chiude (si fa per dire) la festa. In realtà i festeggiamenti, per i protagonisti, continuano nelle grotte scavate in tufo tra agnello,  salsiccia alla brace e vino novello. Una tradizione, unica nel suo genere, bella da vivere non solo da protagonisti, magari appendendosi una campana al collo ma anche come spettatori.

 Fonte: http://giornalemio.it/eventi/il-campanaccio-di-san-mauro-forte-rintocchi-di-una-tradizione/

 

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