La storia di Francavilla in Sinni: le origini e le varie vicende

 

immagine2buonaÈ da apprezzare sempre lo studio dell’illustre Prof. Antonio Giganti effettuato, pochi decenni or sono, sulle “pergamene del monastero di San Nicola in valle di Chiaromonte” (1359 – 1439) pp.XCVI – 304, Pz 1978, studio interessante e serio, finalizzato a tratteggiare e rilevare le origini del noto centro sinnico.

I pregi subito rilevabili mi paiono questi:

  1. L’ambientazione storica del centro culturale al quale il materiale diplomatico in esame si riferisce.
  2. L’analisi delle componenti politiche e sociali fra le quali il medesimo centro – la certosa di San Nicola nasce e si regge.
  3. Il tratteggio delle scuole scrittorie che rivendicano la paternità delle pergamene allo studio e dello schema diplomatico.
  4. Inoltre si presenta assai dignitoso l’apparato scientifico con cui i documenti stessi pubblicati, sono nel testo presentati e trascritti (pp. 3-252)
  5. Mi appare curato l’indice dei nomi e delle cose notevoli (pp. 267-302)
  6. 6 tavole completano il testo =4 esemplari di pergamene; 1 geografica – 1 toponomastica.

Su un poggio a 421 metri di altezza, nei pressi della confluenza tra il Sinni e il Frido, sorge Francavilla, cittadina fondata 576 anni or sono. Tra il 1391 e il 1395, fu fondato il monastero di S. Nicola in Valle ad opera di alcuni monaci, che ottennero dal feudatario di Chiaromonte la concessione di riunire in un borgo servi e coloni al fine di mettere a coltura nuove terre.

63886_118904694833435_6139655_nLa Certosa fu l’ultimo insediamento religioso nella Valle e intorno ad essa si sviluppò l’intera storia del paese, che assunse dimensioni diverse tra il 1425 e il 1427, in seguito al privilegio concesso dal conte Ruggero Sanseverino di esonerare i coloni dal pagamento di tributi e da prestazioni gravose e di garantire altre immunità. Questi vantaggi portarono all’accaparramento di nuova forza-lavoro necessaria alle opere di colonizzazione nella località elevata giuridicamente a villa franca, libera da obblighi feudali. Uniche condizioni imposte ai cittadini furono l’obbligo della residenza e il divieto di vendere la terra.  Auguriamo lunga vita e ottima salute al Prof. Antonio Giganti, che proprio quest’anno festeggia l’ottantesimo anno di nascita. A questo punto, con grande stima e fraterno affetto, mi pregio ricordare anche lo stimatissimo Ing. Felice Di Nubila, che molto ha contribuito a curare e ad approfondire quanto sopra descritto.

Auguri di ogni bene agli illustri studiosi e ai cari concittadini francavillesi.

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