Per la Certosa guardiamo avanti.

la turraIl blog su cui scriviamo (Francavilla Informa) merita grande riconoscimento e rispetto per il ruolo che svolge nella nostra comunità: è un mezzo di informazione su cui si confrontano opinioni e proposte. Perciò, quando pubblichiamo qualcosa dobbiamo avere rispetto per tutti (anche per chi avrà potuto sbagliare) bandendo giudizi offensivi e approssimativi. Quando non ci atteniamo a queste condizioni, io non approvo e condanno fermamente certe affermazioni quando vengono usate.

Senza usare toni polemici, vorrei fare alcune precisazioni in merito all’articolo dell’amico Sen. Di NubilaLa Certosa di San Nicola e le occasioni mancate“. Gli atti del convegno organizzato dall’Associazione la Forgia del Sinni il 27 dicembre 2014 sono pubblici perché registrati dal giornale “L’ eco di Basilicata” di Lauria. E’ stato un convegno ricco nei contenuti e nelle intenzioni, senza polemizzare con il passato.

I proprietari del terreno su cui ricadono i ruderi del Convento sono legittimi, perché, dopo anni di duro lavoro come emigranti nella Svizzera, con atto notarile acquistarono un “terreno di varia natura, con fabbricato rurale, pagliera e ovile alla contrada San Nicola, comunemente denominato Convento”.

la turraA domanda rispondo. So tutto di quello che il Sen. Di Nubila ha fatto insieme all’Amministrazione comunale dell’epoca. E’ tutto vero ciò che ha scritto a proposito delle iniziative prese alla Regione. A questo punto rimando l’amico Mario ai documenti, alla delibera del Consiglio Comunale del 29 giugno 1990. Il Consiglio deliberò di chiedere alla Sovrintendenza ai Monumenti l’apposizione del vincolo monumentale sull’antica Certosa di San Nicola e ogni altra iniziativa atta alla valorizzazione della stessa con voti 16 a favore e n.1 contrario (prof. Antonio Fortunato). Riporto dal corpo del deliberato: “Il consigliere prof. Antonio Fortunato vota contro la proposta del presidente PUR CONDIVIDENDOLA PIENAMENTE, perché la stessa sia rinviata ad altra seduta per un maggior approfondimento della materia“.

In sostanza avevo proposto di convocare i proprietari per concordare l’approvazione del loro progetto di una vita: una struttura turistica. Sempre nel deliberato, “Il Consigliere Dr. Di Nubila Mario, chiede invece che sia approvata la proposta del Presidente”. Osservo ora per allora che il potere si gestiva in maniera non democratica, sia quando si era in maggioranza e sia quando si passava all’opposizione.

In tutta franchezza, pongo io una domanda all’amico Mario: perché vi siete fermati di fronte a una lettera di un avvocato? Quando si persegue il bene comune, il compito degli amministratori é quello di perseverare nell’azione intrapresa, costi quel che costi.

Non vi fu nessuna iniziativa dell’allora sezione PCI se non la mia presa di posizione in seno al citato Consiglio Comunale. E lo dico con una punta di orgoglio: la mia proposta non era intesa a difendere un appartenente alla mia parte politica; ma era dettata, se si poteva, dalla mia sensibilità di tutelare gli interessi di un lavoratore che con la sua famiglia aveva fatto tantissimi sacrifici per vedere realizzata un’opera nella sua proprietà che gli consentisse di trovare lavoro nella sua terra e abbandonare per sempre la via dell’emigrazione.

Quindi ,bando alle chiacchiere e alle polemiche, non rivanghiamo il passato e tutti insieme diamo una mano per risolvere la questione in oggetto.

 

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