Vergogna UNESCO

gerusalemme_3syj5_t0Distorsione del reale e omissioni: è il caso della vergognosa risoluzione Unesco circa Gerusalemme, in cui si fa unilateralmente riferimento alle violenze inflitte dagli ebrei, senza alcun minimo accenno ai fanatici musulmani, ai terroristi islamici e alle continue violenze di cui sono vittime da decenni ebrei e israeliani. Le violenze sarebbero i controlli, le richieste di documenti da esibire e gli scavi biblici-archeologici sul Monte del Tempio e lungo le fondamenta erodiane, da cui emergono reperti inerenti alla storia ebraica o comprove circa alcune narrazioni bibliche. Vi è un’altra violenza a cui si fa riferimento: i militari israeliani che controllano la Spianata. Si dimentica che dalle terrazze della Spianata vengono insultati gli ebrei oranti al Muro, lanciate pietre contro di loro e che sulla Spianata, la preghiera è permessa solo ai musulmani, mentre gli ebrei hanno il divieto di pregarvi. E così, affinché alcuni ebrei potessero accedervi, è stato necessario tutelarli con una presenza militare.

Adesso, persino la storia ebraica è negata e, quindi, dichiarata falsa. La risoluzione è stata depositata dal Sudan, stato retto da un regime islamico non estraneo a nefandezze di ogni genere. Tra i firmatari figurano molti Stati islamici, tra cui spiccano Qatar, Egitto, Libano, Iran, Pakistan, Nigeria. Sunniti e sciiti, in guerra tra loro, stavolta sono in comunione di intenti.

La strategia della cancellazione non è estranea a culture dominanti, divenute maggioritarie, che hanno sottomesso antiche maggioranze, conquistate e condotte a uno status minoritario. Si pensi, ad esempio, alla sistematica cancellazione della memoria armena nelle vastissime aree della Turchia e dell’Azerbaigian, entrambi Paesi islamici, il primo sunnita, il secondo sciita, ma non solo.

In Israele – a Gerusalemme in particolare – gli ebrei non negano la storia cristiana o quella islamica. E, a differenza della risoluzione Unesco, persino i nomi di ogni singola strada compaiono in tre lingue: ebraico, arabo e inglese.
Ma torniamo alla delibera Unesco. Il Monte del Tempio, Muro incluso, sarebbe davvero un sito solo islamico? La guida religiosa della moschea di Al-Aqsa, Muhammad Ahmad Hussein, devoto del Muftì filonazista di Gerusalemme e “padre” di molto islamismo contemporaneo, ha pubblicamente sostenuto che non mai è esistito il Santuario sul Monte del Tempio, ma unicamente una moschea, sin dall’origine del mondo. La logica è la medesima: una negazione (non è mai esistito) e una sostituzione (la moschea e i soli diritti islamici su quel luogo).

Beatrice Ciminelli
Beatrice Ciminelli

Ma vi è di più, ossia l’affermazione di un principio teologico. Secondo la tradizione teologica islamica, la Bibbia è erronea e la sua rivelazione alterata, dato che gli ebrei ne avrebbero modificato la lettera. E ne consegue, ad esempio, che, con ricadute pratiche e specifiche su Gerusalemme, la legatura di cui si narra in Genesi XXII non avrebbe riguardato Isacco ma Ismaele e al Tempio, sorto proprio su quel luogo, viene così sostituita, indipendentemente da ogni evidenza storica e archeologica, la favoleggiata moschea.

Per chi nutrisse ancora qualche dubbio circa l’imparzialità dell’UNESCO, basti registrare che nella mozione, Israele viene sempre accompagnato dalla dizione “Potenza occupante”. Negando il legame ancestrale tra il popolo ebraico e Gerusalemme, cercando di cancellare tutte le tracce dell’ebraismo in ciò che ha di più simbolico, si potrebbe arrivare a dire che l’UNESCO si pone sullo stesso piano dell’Isis, il quale distrugge i tesori culturali di Bamyan, di Palmira e altri Patrimoni dell’Umanità, solo perché non collimano con la sua visione della storia. E così, secondo l’Unesco, gli ebrei non hanno a che vedere col Muro del Pianto e il Kotel Hamaaravì, il Muro occidentale, dovrà chiamarsi da ora in poi al Buraq, dal nome del cavallo di Maometto. A cancellare con un tratto di penna i siti storici degli ebrei è stata un’istituzione nata a presidio della cultura. 
Vittima di un suicidio culturale e religioso, l’Italia ufficiale non ha trovato il coraggio di opporsi. Si è astenuta. Inquietanti infamie.

  1. UN ARTICOLO SUPERFICIALE, NON CONOSCENDO I FATTI E VELATAMENTE RAZZISTA

    l’UNESCO DICE SOLO che il muro del pianto è degli ebrei, la spianata delle moschee dei musulmani e la grotta della natività dei cristiani……………
    L’UNESCO DICE SOLO che i fedeli possono andare nei luoghi di culto senza PERMESSO, senza CECK-POINT e senza MURI ISRAELIANI…………….una volta entrati non devono subire le VIOLENZE E LE ANGHERIE dei coloni e e esersito israeliano ( a danni dei cristiani e dei musulmani……………………….
    LA DECISIONE UNESCO E’ SAGGIA…………………..
    vorrei vedere te per andare al santuario del Pollino ti serve prima il permesso e ci vogliono mesi, poi al ceckpoint ci vogliono giorni e poi devi passare il MURO DELL’APARTHEID………….una volta entrata devi subire angherie e violenze
    HIHIHIHAHAHIHA
    LEGGI LA VOTAZIONE E COSA CHIEDE L’UNESCO e poi scrivi articoli……….

  2. il sig. Ferruccio denota maleducazione ed ignoranza. In primo luogo dimostra di non aver letto e comunque capito il testo dell’Unesco. Infatti non si parla divieti e tantomeno di controlli. Ferruccio ignora che durante l’occupazione Giordana, durata sino al 1967, l accesso ai luoghi sacri era precluso agli ebrei e reso difficile ai cristiani. Ignora come le pietre tombale del cimitero e delle tombe dei patriarchi vennero usate dai Giordani per pavimentare le vie o i bagni pubblici. chi ignora é per sua definizione ignorante. Ma Ferruccio non ha limitato l’ambito della suabignoranza alla storia ma anche al diritto: l Unesco non ha giurisdizione alcuna per statuine su quei controlli antiterrorismo reso necessari dalla condotta scellerata di chi , nel 1948 preferì cercare di impedire la nascita di uno stato invece di proclamare quella del proprio. Razzismo? il suo! stupido ignorante come tutti i razzismi

  3. aggiungo che, sbagliando dolosamente, l’unesco ha voluto attribuire nomi arabi a luoghi che arabi non erano. il Corano, infatti, non cita neppure una volta Gerusalemme che, per converso, è nominata tale tanto nell’antico testamento quanto nei vangeli. Gesù predicava a Gerusalemme e gli arabi arrivarono dopo 5 secoli.

  4. il sig. Franco dovrebbe vergognarsi a dare della razzista ad una persona che ben conosce … certo lo fa vigliaccamente ed in forma anonima crede do di non essere riconosciuto e confidando dell’anonimato. purgroppo per lui il suo stile è inconfondibile. non son pere ..ma son mele!

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