La filosofia di mia madre

Dai racconti di Vincenzo Di Stabile, francavillese in Argentina, abbiamo ricevuto questo racconto che vuole condividere con tutti noi, e volentieri questo giornale ne dà diffusione:

Vincenzo di Stabile “foto di Antonio Grimaldi”

Mia madre, di nome Teresa, mi insegnò, diversi detti francavillesi, come: “vai con quelli meglio di te e fagli le spese”; “mica vuoi inciampare su tutte le pietre?

Significato: “frequenta persone meglio di te che hai da imparare”; “molte cose non valgono la pena d’esser prese in considerazione”.

Raccontava poi: “Una signora molto vecchia seduta ad un angolo di strada piangeva, in quel momento passò suo figlio che, nel vederla piangere, le chiese: mamma perché piangi? hai forse paura di moriré? Le rispose la mamma: no, affatto, piango perché vorrei ancora vivere per imparare tante cose; come recita un vecchio adagio “la vecchia non voleva morire perchè aveva ancora molto da imparare dalla vita”.

Mia madre mi integrò nel suo modo di pensare, in pratica nella sua filosofia di vita, mi diede gli strumenti per responsabilizzarmi, anche se, io ne vedevo e volevo godermi solo gli aspetti positivi, affidando nelle mani di Dio tutto il resto.

Mia madre era una donna saggia, lo era di famiglia. Aveva un fratello, il mio padrino, Peppino Grimaldi, che era un riferimento per la gente della zona dove viveva. Alcuni lo definivano un guaritore, io invece penso che sia stato solo un saggio. Incontrai diverse persone che sostenevano che avesse dei poteri speciali, insomma come era uso pensare nella credenza popolare di un tempo, che si trattasse di una sorta di sant’uomo.

Caso fu che mi mandarono un filmato, che ritraeva dove egli teneva incontri di preghiera, ed alcune persone rivolgendosi a lui chiedevano guarigioni per i loro familiari, ma lui rispondeva a tutti, con chiarezza, di affidarsi alla preghiera perché solo a Dio è dato fare miracoli.

Peccato che non ho avuto modo di incontrarlo e di poter godere della sua saggezza, perchè quando io, mio figlio Emiliano e mia moglie Cristina venimmo in Italia ed a Francavilla lo zio era già passato a miglior vita.

Fortunatamente trovai sua moglie, la mia madrina, zia Filomena. Lei ci raccontò alcune cose di zio Giuseppe Grimaldi. Mi resi immediatamente conto che non si trattava di un uomo comune! Le feci visita due volte, entrambe le volte, provai tanta emozione nell’ascoltare i suoi racconti e nel visitare i luoghi dove egli teneva i suoi incontri di preghiera.

Mi fece visitare il luogo dove vi erano delle testimonianze di persone che avevano avuto delle guarigioni, attestate da foto e da doni votivi.

La volta successiva zia Filomena volle ad ogni costo nel giorno del mio compleanno regalarmi 100€. Con quei soldi al rientro in Argentina mi comperai due giacche che conservo con affetto perché mi legano al ricordo di zio Peppino e zia Filomena.

Mio zio ha vissuto a Lauria e Castrovillari, dove è stato apprezzato ed amato da tutti, ancora oggi rappresenta una testimonianza di fede per le persone che lo hanno conosciuto, per me tutto questo è motivo di grande orgoglio, per questo io mi sento legato a lui in modo profondo tanto da tenere una sua foto sempre con me (nel mio portafogli), perché ovunque io vada lo possa sentire al mio fianco.

 

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