Scompare KOHL, padre nobile dell’Europa .

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Il Presidente della Repubblica Mattarella, nell’esprimere cordoglio per la scomparsa di Helmut Kohl, lo ricorda come “padre nobile dell’Europa”. L’Europa perde un grande “costruttore” della sua unità politica, obiettivo che, purtroppo, resta ancora non vicino.

Mario Di Nubila

Kohl rappresenta, forse, uno degli ultimi “grandi padri” dell’Europa, che pare debba vivere ancora una sorta di paradossale “nemesi”: man mano che sono spariti i “grandi” dell’Europa, dal grande “sognatore di una Europa libera e unita”  Altiero Spinelli, ad Adenauer, De Gasperi, Schuman, Spaak, Monnet, per citare solo alcuni, le vicende e gli obiettivi politici, soprattutto, dell’Europa sono andati progressivamente deteriorandosi. Pur passi avanti si sono fatti nella prospettiva di unificazione politica, di ricomposizione di contrasti fra Stati europei -si pensi all’assenza di guerre per oltre 60 anni tra questi – di integrazione economica ed altri progressi di carattere democratico e sociale, ma resta lontano, ancora, l’obiettivo di una unità politica, che significherebbe governo-guida unitaria di processi politici, di rapporti di politica internazionale e di sicurezza e quanto ne consegue. Kohl, grande statista e “gigante del mondo libero”, rappresenta la storia della Germania divisa dalla “Cortina di Ferro”, portata da Kohl alla caduta del “muro di Berlino” il 9 Novembre 1989 ed alla riunificazione in uno stato unico con la firma del trattato del 31 agosto 1990, con il disfacimento della Ddr (la Germania comunista). Tutto ciò con un “coraggio generoso” e grande abilità diplomatica, tra le resistenze dell’ SPD (partito socialdemocratico tedesco), la diffidenza di altri Paesi europei, in particolare “l’ira funesta” di Margaret Thatcher, la “reazione spaventata” di Michail Gorbaciov, il timore di Francois Mitterand verso una “grande Germania”. Ma con il “benevolo occhio incoraggiante” di George Bush (senior). E significativo è l’incontro con Mitterand, mano nella mano, nel 1984, a Verdun, teatro di aspre battaglie tra Tedeschi e Francesi. E mentre in politica interna dimostra alte capacità diventando nel 1973 Presidente della C.D.U. (partito cristiano- democratici), portato con grande abilità a larga maggioranza parlamentare, fino a diventare nel 1982 Cancelliere, confermato per 16 anni. Capo politico di un Paese, già simbolo di funesta dittatura e di scelleratezze, che ritrova la via della democrazia e della unificazione, che non tanti credevano realisticamente possibile! “Un Europeo convinto e convincente”.

Helmut Kohl

“Con Helmut Kohl perdiamo un dirigente politico di dimensioni storiche” commenta l’ex ministro degli interni socialdemocratico Otto Schily, suo grande avversario di una vita, che aggiunge e gli riconosce ”il merito di aver pilotato la riunificazione in senso europeo ed aver in tal modo impedito che la Repubblica Federale precipitasse in un disastroso nazionalismo”.  E Michail Gorbaciov ricorda : ”Una personalità eccezionale, che lascerà il segno nella Storia tedesca, europea ed internazionale, che ha saputo vincere la diffidenza generale per raggiungere la fiducia reciproca, pur difendendo gli interessi del suo Paese”. Sintesi, ancora, di tutti questi giudizi, è il pensiero di Angela Merkel: ”Ha capito che la riunificazione della Germania e l’unità europea erano legate indissolubilmente”.   Mi piace ricordare, e sottolineare, perchè mi pare significativo, la riforma voluta da Kohl con l’introduzione in politica interna, in Germania, del meccanismo della sfiducia costruttiva, cioè una nuova maggioranza in Parlamento, che sostituisce una coalizione, che ha perduto la propria maggioranza. Istituto parlamentare, che, specie in Italia, ha trovato sempre diffidenza, ma che, introdotto, avrebbe evitato periodi di crisi politica e vuoti di governo.

Potenza, 19-6-2017          

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