Suor Josephine: una vocazione religiosa vissuta in pienezza

Cara suor Josephine, auguri per i tuoi primi venticinque anni di vita religiosa, chissa’ se venticinque anni fa avresti mai pensato che la tua vocazione, non solo ti avrebbe portata fuori dal tuo paese natio, il Pakistan, ma che una volta in Italia, dopo la tua consacrazione e i tuoi primi passi in questa straordinaria avventura alla sequela di Cristo, ti avrebbe consentito di festeggiare i tuoi venticinque anni di vita vocazionale qui a Francavilla in Sinni, in un piccolo paese della Lucania. E’ proprio vero che le vie del Signore sono imperscrutabili.

Suor Maria Josephine

Ci viene in mente quando raccontasti l’aneddoto di come maturò in te l’idea della tua vocazione. Tu, unica figlia femmina di una famiglia numerosa, dove i tuoi fratelli ti trattavano da principessa e, sognavano per te, insieme ai tuoi genitori, che tu potessi trovare marito e mettere su una famiglia numerosa come la vostra.

Invece il Signore per te aveva altri progetti. Infatti un giorno, passeggiando per strada insieme a tuo padre, facesti un incontro che ti avrebbe cambiata per sempre e che avrebbe condotto la tua vita in una strada diversa da come la immaginavano i tuoi famigliari, cioè vedesti passare, ed era la prima volta per te, una suora dell’ordine delle domenicane, con il suo vestito particolare, il velo, il rosario cinto alla vita, e tu ne rimanesti affascinata.

Subito domandasti a tuo padre chi fosse quella signora e perchè indossasse quell’abbigliamento, lui ti spiegò che era una suora, e da quel momento incominciò ad insinuarsi nel tuo cuore il desiderio non solo di conoscere quella suora, ma di voler diventare anche tu suora e di voler dedicare la tua vita al Signore.

Giovani di Azione Cattolica – Francavilla in Sinni

La tua vita consacrata è sempre stata all’insegna della Gioia, Gioia dell’annuncio, l’annuncio della Parola, che si fa presenza viva di Cristo.

Non hai mai avuto “la faccia da funerale” o “la faccia di peperoncino in aceto”, espressioni usate da Papa Francesco, che non vuole che si vedano sui visi di suore e preti.

Hai sempre seguito il modello indicato da Papa Paolo VI nell’Evangelii nuntianti che, riferendosi agli evengelizzatori del nostro tempo dice: “Conserviamo dunque il fervore dello spirito. Conserviamo la dolce e confortante gioia d’evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime. Sia questo per noi – come lo fu per Giovanni Battista, per Pietro e Paolo, per gli altri Apostoli, per una moltitudine di straordinari evangelizzatori lungo il corso della storia della Chiesa – uno slancio interiore che nessuno, né alcuna cosa potrà spegnere. Sia questa la grande gioia delle nostre vite impegnate. Possa il mondo del nostro tempo, che cerca ora nell’angoscia, ora nella speranza, ricevere la Buona Novella non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma da ministri del Vangelo, la cui vita irradii fervore, che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia del Cristo, e accettino di mettere in gioco la propria vita affinché il Regno sia annunziato e la Chiesa sia impiantata nel cuore del mondo” (Evengelii Nuntianti, n. 80).

Del resto basta guardare l’espressione sempre gioiosa del tuo viso, con quel sorriso che irradia e illumina e parla per te, perchè essere testimoni di Cristo significa trasmettere con la propria presenza, con l’esserci, con il modo di porsi e i modi di fare oltre che con la parola, con l’espressività, il Cristo Risorto, e tu cara suor Josephine, incarni con la tua presenza e la tua espressività l’esserci, quell’esserci che illumina, quell’illuminare che è espressione di Cristo, cioè illuminare il mondo ed insaporire la terra in quanto testimoni del Dio vivente, un Dio che si è fatto uomo per mostrare agli uomini la vera umanità, la vera umanità che ci rende fratelli ed insieme figli del Padre.

Suor Maria Josephine

Ed è con questa gioia che sei entrata a far parte del nostro gruppo di giovani “Verso l’Azione Cattolica”, gruppo di cui sei parte integrante e guida spirituale, non ci fai mancare mai il tuo appoggio e la tua presenza, nel trasmetterci proprio quella gioia dell’annuncio del Vangelo che è prerogativa dell’esortazione apostolica di papa Francesco ”Evangelii Gaudium”, che è l’inno del buon Cristiano, cioè la gioia di annunciare la buona novella, la novella del Cristo che è Via, Verità e Vita. Vita vissuta in pienezza. Grazie suor Josephine!!! E di nuovo auguri!

(articolo tratto dal discorso di ringraziamento del gruppo parrochiale di giovani “Verso l’Azione Cattolica” tenuto in occasione del venticinquesimo anniversario di vita consacrata di Suor Maria Josephine – 25 giugno 2017)

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