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Como vieta la carità


La nobile Como fa divieto di esercitare la carità! E’ surreale, inverosimile che un Sindaco voglia e possa interdire ai suoi amministrati l’esercizio di umana solidarietà verso gli “scarti” della società!

Mario Landriscina sindaco di Como

Il Sindaco di Como Mario Landriscina ha emesso, infatti, una ordinanza, con la quale dispone il “divieto” di aiutare, durante il periodo delle festività natalizie, i poveri nella città, intimando lo sfratto dei senzatetto, il divieto di elemosina, multando i volontari, che distribuiscono la colazione ai “clochard”, accampati ed infreddoliti, per essere stati nella notte all’addiaccio sotto il portico di una chiesa sconsacrata. Ad un giovane prete, don Roberto, capo di questo gruppo di volontari “fuorilegge, che da sette anni, tutti i giorni, cercano di offrire, si fa per dire, un ristoro a dei senza dimora una colazione, l’intimazione da parte di una pattuglia della polizia locale, che deve eseguire l’ordinanza di divieto, è perentoria : il divieto è assoluto, perché bisogna salvaguardare il decoro della città!

Mario Di Nubila

E la cronaca locale ci presenta, tra l’altro, Pasquale, un clochard, che dorme da anni all’aperto, e di giorno,   seduto su una cassetta della frutta, con un cartello invoca una elemosina nella sua ciotola, nei pressi del Municipio, simbolo della rappresentazione istituzionale del governo civile e democratico della comunità! Pasquale mostra copia della “contravvenzione” di cento euro per essere contravventore al divieto di elemosinare! Ma Pasquale, ed i cittadini lariani, che hanno reagito al provvedimento interdittivo, non hanno, evidentemente, compreso la forte, pressante, nobile motivazione, che ha spinto il Sindaco Landriscina alla emanazione dell’importante provvedimento di divieto : la necessità, primaria, del bene pubblico, di preservare il decoro della città, di non “turbare” la comunità “godereccia” durante l’abbuffata natalizia, di non disturbarla nella sua opulenza, nel godersi la sovrabbondanza di pasti e di leccornie e non essere disturbata dalle miserie “ignobili” degli “scarti”,che, disperati nella povertà, chiedono, appena, di sopravvivere!! Questi spettacoli “immondi” di “bivacchi”,di miseria estrema, di gente che dorme all’addiaccio, che “addirittura” invoca la pietà e la commiserazione dei benestanti e dei privilegiati non possono, e non devono, “turbare” i “gaudenti” delle festività!

Como

E’ questo il mondo dell’opulenza? E’ il mondo, che nel suo esasperato egoismo sta perdendo il senso della solidarietà verso l’altro, che è il prossimo, il senso della carità, se non cristiana, almeno umana! E chi non vuole assumere la carità quale categoria ed insegnamento evangelico, interpretrato magistralmente ed autorevolmente da Papa Francesco, quale virtù teologale, quale sinonimo di amore, come San Paolo ha scritto nell’inno alla carità” nella prima lettera ai Corinzi, la viva quale sentimento di convivenza e vivere civile, di solidarietà sociale, di impegno politico, che evidentemente non appartiene a degli amministratori, quali quelli lariani, a cui preme, evidentemente, l’aspetto estetico, il decoro della città, e non avvertono il senso della “compassione”, che si compenetra nella sofferenza dell’altro, che per tanti, nel mondo, si fa “prossimo”, ma a Como, e non solo, è disturbo alla opulenza dei ricchi! Le opere di misericordia corporali e spirituali non sono patrimonio solo di una Chiesa, dovrebbero essere espressione di una società civile, che appare sempre più egoista e sempre più proiettata a mantenere, se non rafforzare, le ingiustizie sociali, verso le quali la politica dovrebbe svolgere funzione di riequilibrio, che dovrebbe esprimere, sempre, impegno civile di servizio all’uomo ed alla comunità, espressione alta di carità, che spesso ignora! Ma questo è un altro, rilevante capitolo delle storia, specie quella attuale! Ed intanto, è come abbaiare alla luna!